(Tommaso Merlo) – Tu chiedi all’Intelligenza artificiale le tre opzioni migliori su qualunque questione, i cittadini votano la preferita e si passa ai fatti. Molto meglio della mediocrità di classi deficienti che ci stanno trascinando verso l’autodistruzione. Con l’IA al posto dei politicanti si eviterebbero i costi dei mega stipendi oltre che dei sontuosi palazzi del potere e non esisterebbe la corruzione. Né le mazzette in contanti né la corruzione morale degli arrivisti senza scrupoli specializzati nel glorificare le natiche di qualche boss per emergere e che cambiano idee come i vestiti dato che la loro unica vera bussola esistenziale è la carriera e cioè soldi, potere, visibilità e status. L’IA non ha nemmeno traumi infantili irrisolti da compensare o depravazioni narcisistiche da sedare. L’IA sarebbe molto più professionale e stabile anche emotivamente, non proporrebbe cioè soluzioni in base al tornaconto personale o partitocratico o per odio verso qualche nemico immaginario. Anche se ci vuole poco, sarebbe poi molto più intelligente sia nell’analisi della realtà che nel proporre soluzioni valide per il futuro. Avrebbe poi il vantaggio che quando sbaglia lo ammette subito e si correggerebbe perché non ha un fragile ego da proteggere e tantomeno una immagine da difendere. L’IA non ha il problema del consenso e cioè di apparire quello che non è per infinocchiare le masse di teleconsumatori e tenersi la poltrona. L’IA non ha motivi per mentire e manipolare e resterebbe ancorata alle conoscenze disponibili ed utili ad elaborare le migliori soluzioni possibili. Non come i politicanti che senza sapere una mazza decidono in base al proprio interesse o agli umori del momento. L’IA non ha poi il problema della lotta per il potere e delle strategie partitocratiche per vincere le elezioni e riuscire a governare. L’unico suo cruccio è quello di accumulare più dati possibili in modo da proporre le soluzioni più valide ai cittadini il cui compito è informarsi sulle varie opzioni e scegliere democraticamente e consapevolmente quella che ritiene la migliore. A quel punto i funzionari e tecnici statali in carne ed ossa inizieranno ad eseguire scrupolosamente quanto deciso. Scrupolosamente perché l’IA ha anche il compito di valutare i risultati delle politiche adottate e anche delle persone che le hanno implementate in modo da allontanare lazzaroni ed incapaci. Finalmente una oggettiva analisi ex post in modo da evolvere come sistema paese invece di sguazzare per decenni nello stesso pantano senza che nessuno se ne assuma la responsabilità. Con l’IA al governo, sparirebbe quindi la propaganda e la politica sarebbe focalizzata sui fatti concreti invece che buttar via decenni a litigare sul nulla per poi prendere decisioni annacquate da compromessi ed egoismi. L’IA non ha bisogno di essere rieletta e quindi se le soluzioni adottate non funzionano, ne proporrà altre senza bugie o drammi. Ed imparerebbe dagli errori a differenza dei politicanti di oggi. La becera faziosità sarebbe rimpiazzata da una analisi oggettiva lasciando quindi a bocca asciutta la propaganda travestita da giornalismo che infesta il dibattito pubblico. Con l’IA salterebbero tutte quelle intermediazioni tecnocratiche e mediatiche in cui si infiltrano le mafie lobbistiche e la politica da chiacchiere a vanvera tornerebbe ad essere azione. Soluzioni concrete a problemi concreti in modo da migliorare la vita dei cittadini. Se poi un modello di IA fa cilecca, si cambia. L’importante è che non sia anch’esso manipolato alla fonte da qualche mafia lobbistica come accade oggi al potere politico. Servono algoritmi pubblici e trasparenti e sempre aggiornati. Anche a livello internazionale vi sarebbero vantaggi enormi. L’IA ci metterebbe un nanosecondo a ribadire che la guerra è una follia autodistruttiva e la diplomazia la via più intelligente ed efficace per risolvere le controversie. Se poi vi sono rischi di guerra atomica come con la Russia, l’IA suggerirebbe di prendere a pedate tutti i politici che scherzano col fuoco. E se vi sono rischi di crisi energetica ed economica globale come con l’Iran, l’IA suggerirebbe di prendere a pedate tutti i politici che scherzano con la vita altrui. Aggiungerebbe poi che secoli di storia certificano come la cooperazione pacifica benefici tutti e che in questa pallina spersa nell’Universo alla fine ci sono solo due finali, o l’autodistruzione o la collaborazione intelligente e la condivisione giusta delle risorse tra persone e paesi civili. Traguardi che si raggiungono attraverso livelli sempre più alti di consapevolezza personale e collettiva. Certo, l’Intelligenza Artificiale non ha un cuore che è l’essenza e la salvezza dell’umanità ed ha quindi grossissimi limiti, ma nemmeno le classi deficienti occidentali ce l’hanno e a differenza loro almeno l’IA ha un cervello.