L’Iran: “Ammissioni da conservare per il processo di questi criminali”. Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano ha criticato la riduzione delle operazioni militari decisa da Netanyahu: “Nella Striscia ci sono persone che non meritano di vivere, non solo chi rappresenta una minaccia”. Il vice ministro degli Esteri iraniano Gharibabadi lo ha definito un “criminale sionista”

(lespresso.it) – La condotta di guerra decisa dal governo israeliano e quella che Itamar Ben Gvir considera “giusta” si separano, questa volta, in modo esplicito. E il ministro della Sicurezza sceglie una posizione ancora più estrema: “Non è un segreto che io sia in disaccordo con il primo ministro”, ha detto Ben Gvir durante il primo episodio del podcast condotto da Rom Braslavski, ex ostaggio di Hamas, criticando la recente riduzione delle operazioni militari a Gaza voluta da Netanyahu nel contesto della spinta internazionale verso il piano di pace americano. “Penso che a Gaza si debbano condurre assassinii mirati, eliminando 30-40 persone ogni notteNon solo chi rappresenta una minaccia immediata: lì ci sono persone che non meritano di vivere. Non dovrebbero vivere. Non sono nemmeno persone”.

Nello stesso podcast il ministro della Sicurezza israeliano ha sostenuto l’emigrazione di massa dei palestinesi da Gaza – una proposta che secondo esperti di diritto internazionale potrebbe configurarsi come pulizia etnica – insieme alla ricolonizzazione della Striscia: “Vedo tutta Gaza come nostra. Insediamenti non solo nel Gush Katif ma in tutta Gaza, incoraggiando quanta più emigrazione possibile, mandandoli nei loro Paesi, e per i terroristi nessuna emigrazione, niente, solo ucciderli uno per uno”. Dichiarazioni simili di Ben Gvir e di altri funzionari israeliani sono già state presentate alla Corte internazionale di giustizia dell’Onu come prove di intento genocida.

Da Teheran, il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha risposto su X che le parole di Ben Gvir vanno “registrate e conservate per il giorno del giudizio e per il processo di questi criminali“, definendo il ministro israeliano un “criminale sionista” che “parla allo stesso tempo sia di espulsione dei palestinesi che di colonizzazione in tutta Gaza”. Ben Gvir non ha alcun potere sulle forze armate israeliane e non può ordinare operazioni militari, ma dopo decenni di attività nella frangia più a destra della politica israeliana resta oggi una delle figure più influenti del Paese, con il controllo delle carceri (dove sono detenuti migliaia di palestinesi provenienti da Gaza e dalla Cisgiordania) e della polizia nazionale. Le elezioni israeliane sono fissate per il 27 ottobre.