PROTESTE STUDENTESCHE IN FRANCIA, GOVERNO ANNULLA VIAGGI DEI MINISTRI
(ANSA) – Il governo ha deciso l’annullamento, almeno fino a lunedì, di tutti i viaggi e spostamenti previsti nell’agenda dei ministri nel clima sempre più teso per la protesta dei liceali.
Lo hanno detto fonti governative a BFM TV. Intanto, il ministro dell’Educazione, Edouard Geffray, ha denunciato violenze “di estrema gravità” ed ha chiesto che in caso di occupazione di istituti o di gravi danneggiamenti agli edifici, le lezioni si svolgano a distanza per poter andare avanti con i programmi “in totale sicurezza”.
PROTESTE DEGLI STUDENTI IN FRANCIA, PRESIDE AGGREDITO E COSPARSO DI BENZINA A MARSIGLIA
(Ansa) – Dinanzi alle proteste e ai blocchi degli studenti in Francia, il premier francese, Sébastien Lecornu, presiederà un vertice interminsiteriale di crisi alle ore 13 al ministero dell’Interno a Parigi.
Gli studenti in rivolta da diversi giorni ai quattro angoli del Paese reclamano la sostituzione dei professori assenti e più mezzi per l’istruzione pubblica. Partita dalle scuole, la protesta si sta estendendo da oggi anche ai campus universitari. La mobilitazione studentesca è stata segnata da tensioni e violenze in diverse città di Francia, tra cui Marsiglia.
Scontri a Pantin, alle porte di Parigi: il campus di Saint-Denis dell’Université Paris VIII, bloccato da questa mattina. A Nantes, riferiscono i media d’Oltralpe, il liceo Nelson Mandela è stato colpito da un incendio, a margine della mobilitazione dei giovani che reclamano più mezzi per l’Istruzione.
Interrotti i trasporti pubblici e le forze dell’ordine sono attualmente sul posto. Secondo alcuni testimoni citati da Le Figaro, la polizia avrebbe fatto uso di gas lacrimogeni per disperdere la folla.
Dall’inizio delle proteste, 119 persone tra studenti e membri del personale hanno riportato ferite mentre sono 83 gli agenti feriti. L’Ispettorato di polizia è stato incaricato di svolgere tre indagini in seguito al ferimento di alcuni studenti.
Francia, tensione alle proteste degli studenti: “Un preside cosparso di benzina a Marsiglia”
Un altro dirigente scolastico ricoverato nel Pas-de-Calais per un razzo da mortaio che gli ha colpito l’orecchio. I manifestanti denunciano la mancanza di insegnanti, le classi sovraffollate, gli edifici degradati

(Anais Ginori – repubblica.it) – PARIGI — La protesta dei liceali francesi si allarga. Partita una settimana fa da alcuni istituti della banlieue parigina, la mobilitazione ha ormai raggiunto tutta la Francia fino a coinvolgere nelle ultime ore 356 licei, secondo gli ultimi dati diffusi dal ministro dell’Interno Laurent Nuñez. Il bilancio della sola giornata di ieri registra 625 persone fermate, 83 poliziotti e gendarmi feriti. Dall’inizio delle proteste, il ministero dell’Istruzione registra inoltre 119 feriti, tra cui 34 membri del personale scolastico. E per oggi il premier Sébastien Lecornu ha convocato una riunione interministeriale di crisi mentre il governo ha annullato i viaggi dei ministri fino a lunedì.

A Marsiglia in particolare la situazione si è fatta molto tesa in mattinata: la Région Paca (Provence Alpes Cote d’Azur) ha denunciato violenti incidenti davanti al Lycée Victor Hugo della città. Secondo l’autorità regionale, “il preside, il vice-preside, la segretaria generale e un altro responsabile dell’equipe scolastica sono stati aggrediti all’interno dell’istituto e cosparsi di benzina”. Sempre a Marsiglia, scrive Le Figaro, un camion dei pompieri è stato accerchiato e poi incendiato dagli studenti in rivolta davanti al Lycée Saint-Exupéry e la circolazione di autobus, tram e metropolitane è stata interrotta a causa di “atti vandalici e aggressioni ai conducenti” verificatisi in mattinata sulla rete a margine della manifestazioni. ram interrotti anche a Strasburgo mentre nel Pas-de-Calais, nel nord del Paese, un dirigente scolastico è rimasto ferito dal lancio di un razzo da mortaio per fuochi d’artificio oggi, durante i disordini studenteschi.
Francia, proteste degli studenti delle superiori per chiedere più fondi alla scuola
La protesta è cominciata con il malcontento per la mancanza di insegnanti, le classi sovraffollate, gli edifici degradati e la richiesta di maggiori risorse per la scuola pubblica. A cominciare sono stati gli studenti delle banlieue, in particolare a nord di Parigi verso Saint-Denis, denunciando differenze profonde tra gli istituti delle periferie e quelli del centro di Parigi. Ad allargare la mobilitazione sono state poi le immagini di scontri della polizia davanti ad alcune scuole, con un appello dei giovani a “contrastare la repressione” delle forze dell’ordine, mentre il ministro dell’Istruzione denuncia la presenza di black bloc all’interno del movimento. L’Igpn, la polizia interna che indaga sull’operato delle forze dell’ordine, ha aperto tre inchieste dopo il ferimento di studenti durante i blocchi nelle periferie di Parigi e a Tours. In quest’ultima città un giovane è stato ricoverato con una ferita alla testa che, secondo la procura, sarebbe «compatibile» con un colpo sparato da un Lbd, il controverso lanciatore di proiettili di gomma utilizzato dalla polizia francese.

«Capisco le angosce e talvolta la rabbia che può provare la nostra gioventù ma nessuno di questi dibattiti, nessuna di queste paure può legittimare la violenza» ha commento Emmanuel Macron, accusando poi implicitamente La France Insoumise di alimentare la contestazione. Lo scontro tra governo e sinistra radicale accompagna il movimento fin dai primi giorni. L’esecutivo sostiene che Jean-Luc Mélenchon strumentalizza la protesta, mentre gli Insoumis denunciano una repressione sproporzionata. “Gli Insoumis chiedono metodi di lotta non violenti” ha scritto su X Mélenchon dopo le parole di Macron. Il governo ora prova ora a disinnescare la protesta aprendo un canale diretto con gli studenti attraverso una «piattaforma di concertazione» attraverso la quale i liceali potranno esprimere «preoccupazioni» e «rivendicazioni». Seguirà un incontro nazionale, ancora senza data, durante il quale il ministero promette di fornire «risposte strutturate» e di rendere pubbliche sia le richieste ricevute sia le risposte dell’esecutivo.

