Incontro teso in “campo neutro”. Il segretario ha messo in chiaro che non ha intenzione di essere logorato. Il governatore calabrese ha più volte detto in interviste e nel suo libro che il partito è “ingiallito” e dev’essere rinnovato

(di Giacomo Salvini – ilfattoquotidiano.it) – Un faccia a faccia. Teso. Dopo gli ultimi attacchi del presidente della Regione Calabria sul partito “ingiallito” che pensa “solo alle tessere” e ai congressi “da prima Repubblica”. Giovedì mattina, prima del voto alla Camera sulla legge elettorale, il leader di Forza Italia Antonio Tajani ha voluto incontrare il governatore e vicesegretario azzurro Roberto Occhiuto per un chiarimento. I due, secondo quanto risulta al Fatto, si sarebbero incontrati nell’ufficio di Gianni Letta a largo del Nazareno. Padrone di casa che è per definizione uomo delle mediazioni e che fa pensare che, in quel contesto, potesse rappresentare la famiglia Berlusconi.
Non sono noti i contenuti del colloquio ma Tajani avrebbe voluto mettere in chiaro che non ha intenzione di essere logorato, tanto più dal suo vicesegretario. Occhiuto, infatti, mercoledì era a Roma per presentare il suo nuovo libro Il coraggio di governare in cui ha attaccato il leader azzurro: intervistato da David Parenzo, Occhiuto ha definito Forza Italia un partito “ingiallito” e da rinnovare. Nel suo libro ha anche definito “moscia” la comunicazione di Forza Italia e di tutto il centrodestra chiedendo un rinnovamento. Parole che non sono state prese bene dal segretario di Forza Italia che ha chiesto un chiarimento.
A colpire il leader è stata soprattutto la truppa di 24 parlamentari presenti mercoledì alla presentazione, tutti della minoranza e nessuno vicino a Tajani: tra questi i ministri Paolo Zangrillo e Maria Elisabetta Alberti Casellati, ma anche Deborah Bergamini, Giorgio Mulè, Alessandro Cattaneo e Claudio Lotito. Presenti anche Francesca Pascale e Maria Rosaria Rossi.
Il tour di Occhiuto per presentare il libro è solo iniziato e il governatore della Calabria sembra intenzionato a costruire una corrente interna al partito. Magari spinto dalla famiglia Berlusconi. Ma Tajani non vuole una scalata interna, alla vigilia delle elezioni politiche.
Proprio mercoledì mattina, il governatore della Calabria era andato a Sky Tg 24 continuando ad attaccare il leader azzurro. Prima ha detto che si sarebbe “potuto risparmiare” le parole del ministro degli Esteri sulle gonne, chiedendo una “gestione più condivisa del partito”. Poi è stato a Un Giorno da Pecora per parlare auspicando una segreteria da 4-5 persone.