(ilfattoquotidiano.it) – • Non si può escludere un conflitto cinetico per difendersi dalla Russia nei mesi o negli anni a venire. È per questo che i bilanci della Difesa stanno aumentando in tutta Europa, specialmente nei paesi più vicini alla linea del fronte. La spesa per la Difesa ha subito un’accelerazione dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Ciò è dovuto meno alle frecciate e agli insulti di Trump – che ormai colpiscono anche leader europei di estrema destra come Giorgia Meloni – e più alla crescente consapevolezza europea che, in caso di guerra contro la Russia, gli Stati Uniti potrebbero non essere al loro fianco.

• I governi e le istituzioni europee stanno facendo i conti con la possibilità di dover combattere contro la Russia senza il supporto delle forze convenzionali americane, o con un sostegno decisamente inferiore. Questo spiega l’emergere di quella che, ufficiosamente, viene definita “Nato 3.0”.

• Lo scenario peggiore: un attacco russo contro un Paese europeo della Nato nei prossimi mesi o anni. Gli alleati europei di quel Paese interverrebbero probabilmente in suo soccorso. I Paesi dell’Europa orientale e settentrionale si sosterrebbero a vicenda, ovviamente. Se la Germania dovesse reagire, è molto probabile che anche Francia e Regno Unito scenderebbero in campo. E se questi Paesi chiave intervenissero, Italia e Spagna seguirebbero l’esempio.

• La buona notizia è che gli europei rimarrebbero probabilmente uniti. La cattiva notizia, però, è che gli Stati Uniti potrebbero non rispondere all’appello per la difesa dell’Europa, provocando così l’immediata disgregazione della Nato.

Nathalie Tocci, The Guardian