
(estr. di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – […] Più se ne parla e meno queste primarie progressiste sembrano secondarie. Intanto servono a misurare la bugiarderia di quanti un tempo le facevano e ora le demonizzano, e di chi ieri non le voleva e oggi le reclama a gran voce. Ma il fatto più interessante è lo sgomento generale per un rendez-vous dove gli elettori decidono al posto degli eletti più ancora che alle elezioni politiche. Lì, siccome il voto è prevedibile in base ai precedenti e ai sondaggi, le scelte dei partiti contano molto più di quelle degli elettori, qualunque sia il sistema elettorale. Con le liste bloccate gli elettori non scelgono nulla, ma anche con le preferenze i capi dei partiti più strutturati e clientelari riescono quasi sempre a far uscire chi vogliono, candidando i loro protégé nei posti più sicuri e convogliando pacchetti di voti controllati o comprati. Invece le primarie aperte sono un po’ come i referendum: i capibastone se ne infischiano e il voto libero vale di più, anche perché non si deve scegliere questo o quel partito: si deve optare fra un paio di figure e linee politiche. Anziché dire Sì o No a un quesito, gli italiani (e non tutti per forza di centrosinistra) dovranno decidere chi fra Schlein e Conte è il più adatto a fare il premier in caso di vittoria elettorale. Malgrado le scemenze che girano, le primarie per il candidato premier non sono il concorso di Miss Italia per eleggere il più fico o il più forte. E neppure il replay delle votazioni per il leader del Pd (vinte da Schlein nel 2023) o del M5S (vinte da Conte nel 2021, nel ’22 e nel ’25). Né un’inedita consultazione per creare la inesistente figura del “leader del centrosinistra”. Che resterà una coalizione di partiti, ciascuno retto dal suo leader, ma tenuta insieme da un programma comune (meglio un contratto tra forze diverse, non organicamente alleate, sui punti di convergenza). Se avesse un leader unico, gli elettori dei partiti diversi da quello del leader non vi si riconoscerebbero. Invece, col Melonellum, dovrà dichiarare un candidato premier.
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Quindi si tratta di decidere chi sia il più adatto a guidare il governo, non la coalizione. Il più bravo ad amministrare l’Italia, non a fare politica. E non è detto che il più bravo sia il leader del partito più votato: può essere quello di un partito meno votato. Non tutti i bravi leader di partito sono bravi premier, e viceversa. E non tutti i bravi leader di partito sono graditi come premier dagli elettori. Prodi un partito non l’aveva neppure, ma portava dall’Iri un buon profilo di amministratore: fu scelto come candidato premier, batté due volte B. e nel suo primo governo fece bene. Prima di scoprire alle elezioni politiche come la pensano gli elettori progressisti, è meglio domandarglielo alle primarie. Che, se possibile, sono persino più importanti. […]
Non è Miss Italia
(Di Marco Travaglio) – Più se ne parla e meno queste primarie progressiste sembrano secondarie. Intanto servono a misurare la bugiarderia di quanti un tempo le facevano e ora le demonizzano, e di chi ieri non le voleva e oggi le reclama a gran voce. Ma il fatto più interessante è lo sgomento generale per un rendez-vous dove gli elettori decidono al posto degli eletti più ancora che alle elezioni politiche. Lì, siccome il voto è prevedibile in base ai precedenti e ai sondaggi, le scelte dei partiti contano molto più di quelle degli elettori, qualunque sia il sistema elettorale. Con le liste bloccate gli elettori non scelgono nulla, ma anche con le preferenze i capi dei partiti più strutturati e clientelari riescono quasi sempre a far uscire chi vogliono, candidando i loro protégé nei posti più sicuri e convogliando pacchetti di voti controllati o comprati. Invece le primarie aperte sono un po’ come i referendum: i capibastone se ne infischiano e il voto libero vale di più, anche perché non si deve scegliere questo o quel partito: si deve optare fra un paio di figure e linee politiche. Anziché dire Sì o No a un quesito, gli italiani (e non tutti per forza di centrosinistra) dovranno decidere chi fra Schlein e Conte è il più adatto a fare il premier in caso di vittoria elettorale. Malgrado le scemenze che girano, le primarie per il candidato premier non sono il concorso di Miss Italia per eleggere il più fico o il più forte. E neppure il replay delle votazioni per il leader del Pd (vinte da Schlein nel 2023) o del M5S (vinte da Conte nel 2021, nel ’22 e nel ’25). Né un’inedita consultazione per creare la inesistente figura del “leader del centrosinistra”. Che resterà una coalizione di partiti, ciascuno retto dal suo leader, ma tenuta insieme da un programma comune (meglio un contratto tra forze diverse, non organicamente alleate, sui punti di convergenza). Se avesse un leader unico, gli elettori dei partiti diversi da quello del leader non vi si riconoscerebbero. Invece, col Melonellum, dovrà dichiarare un candidato premier.
Quindi si tratta di decidere chi sia il più adatto a guidare il governo, non la coalizione. Il più bravo ad amministrare l’Italia, non a fare politica. E non è detto che il più bravo sia il leader del partito più votato: può essere quello di un partito meno votato. Non tutti i bravi leader di partito sono bravi premier, e viceversa. E non tutti i bravi leader di partito sono graditi come premier dagli elettori. Prodi un partito non l’aveva neppure, ma portava dall’Iri un buon profilo di amministratore: fu scelto come candidato premier, batté due volte B. e nel suo primo governo fece bene. Prima di scoprire alle elezioni politiche come la pensano gli elettori progressisti, è meglio domandarglielo alle primarie. Che, se possibile, sono persino più importanti.
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Parla Raggi (5Stelle) – “Ora il Pd deve scegliere da quale parte stare: la linea di demarcazione è tra bellicisti e pacifisti” https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/08/06/ora-il-pd-deve-scegliere-da-quale-parte-stare-la-linea-di-demarcazione-e-tra-bellicisti-e-pacifisti/8471610/
E’ quello che dico anch’io. Elly è a un bivio: o si libera della zavorra riformista, o niente alleanza con il Movimento. Decida cosa fare.
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Raggi e Appendino, quando dicono cose, le dicono e basta.
Poi non vanno di corsa a un pranzo riparatore o a dichiarare di frizioni scappate o altre scusanti.
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Giusto Gian, ma loro non hanno la responsabilità che ha Conte.. È giustissimo comunque dicano la loro forse dovrebbero averr più “seguaci” 🤭
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Il pranzo era stato organizzato da una settimana, quindi prima delle parole di Conte sull’Ucraina. Quello era un virgolettato rubato a un parlamentare Pd e riportato dai quotidiani.
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Grazie alla Redazione di Infosannio……!!
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Nessun pranzo “riparatore”,Gianse’…era già programmato.
Certo che te le segni tutte pur di denigrare Conte, eh!😒
Tanto, mettiti l’anima in pace, Grillo non rientrerà mai nel m5s, né distruggerà “la sua creatura” sfilandole nome&simbolo.
Il discorso di MT vale anche per lui… andava bene come “rottura” sui palchi, in giro a fare casino, ma come amministratore, Dio ce ne scampi…neanche di un condominio a un solo piano.
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“Quindi si tratta di decidere chi sia il più adatto a guidare il governo, non la coalizione. Il più bravo ad amministrare l’Italia, non a fare politica.”
Ecco perché, anche nel Pd, una buona parte degli elettori voterebbe Conte.
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Ops! la tocca piano…😂😂
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Ohy ma la Carriolina è in ferie?
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A furia di smattare l’avranno rinchiusa per un po’, analogamente a quanto è probabilmente capitato ad un povero Mentecatto di nostra conoscenza.
Ma mi sento di poter tranquillizzare le vedove inconsolabili: tornerà. L’erba cattiva non muore mai.
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prodi all’ Iri ha fatto il bene dei suoi padroni non degli italiani!!!
Mattei all’ Iri ha fatto il bene agli italiani, infatti l’ hanno fatto fuori alla prima occasione.
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Esatto. Lui e Draghi sono i principali artefici della svendita del patrimonio pubblico. Strano che sia sfuggito a un giornalista così attento come Travaglio.
https://www.google.com/goto?url=CAEShAEB7keqTWXc2Il5rwN37KjclN3oXcH3wM33xM_upi_vjaxD1KSYXHg-cSdCkKMgQIV99t5eks2LIJxMh20w5Xb-vb7KFGdgmImzv_opDokt40UuPN_AE2mRriTbSs97BKCY7Ukv5okHWNAPMjBzltO323IUbKDskp9QHPwMHL5RGxdcErQ=
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Un po’ di verità storiche:
Mattei era a capo dell’Eni/Agip e si occupava di Energia .
Prodi fu messo a capo della conglomerato IRI, perché? Per liquidarlo come ente istituzionale eliminando tutti i rami secchi.
Forse i più giovani e impetuosi non lo ricordano, ma le Partecipate Statali avevano un proprio ministero e ogni anno producevano un deficit di bilancio mostruoso.
Negli anni ’80 le partecipazioni statali in Italia furono uno dei principali motori del deficit pubblico e della crescita del debito, passato dal 56% a oltre il 100% del PIL.
Cause del dissesto finanziario
Utilizzo politico e assistenzialismo: le aziende statali servivano a mantenere i livelli occupazionali e a finanziare il consenso per i partiti del Pentapartito, spesso salvando dal fallimento realtà produttive decotte.
L’Alfa Romeo, per dire, aveva una gamma di prodotti obsoleti quando fu venduta a Fiat, l’unico modello di successo era la 164, ch’era un prodotto FIAT sul cui pianale erano state derivate la prima Croma e la Lancia Thema, oltre alla Saab 9000.
I numeri prodotti erano insufficienti a ripagare mastodontici impianti e sovradimensionamento del personale.
Inoltre presentavano nuovi progetti nei tempi biblici tipici di un ufficio pubblico inefficiente, arrivando sul mercato con prodotti già vecchi e superati, come l’Alfa 6, la 75 che aveva la meccanica della Giulietta che l’aveva preceduta, l’ Alfa 90 che era un’Alfetta con bagagliaio più grande. Una tragedia industriale.
Copertura statale delle perdite: lo Stato ripianava continuamente i debiti e i passivi di bilancio di enti e aziende pubbliche tramite trasferimenti diretti e iniezioni di liquidità.
Il “Divorzio” del 1981: con la separazione tra Tesoro e Banca d’Italia, quest’ultima non fu più obbligata ad acquistare i titoli di Stato invenduti. Il deficit e i debiti delle partecipate dovettero essere finanziati sul mercato con titoli a rendimenti elevati (BOT e CCT), facendo esplodere la spesa per interessi.
L’Italia a causa della svalutazione della moneta che ne conseguiva aveva registrato tassi d’inflazione fino al 15-16%.
E i BOT e BTP avevano rendimenti attorno al 20% per invogliare a sottoscrivere, alimentando un perverso circolo vizioso di maggiore debito da ripianare con nuove emissioni di titoli di debito.
Dopo privatizzazione e liberalizzazione dei mercati protetti e monopolisti del buon Bersani, molte di quelle partecipate sono divenute nel tempo leader mondiali.
Come Enel, che acquistando Endesa in Spagna è diventato primo operatore in Sudamerica. Nuovo Pignone hub mondiale per la produzione di turbine a gas per il gruppo General Electric.
Il Gruppo FS, che con la concorrenza di Italo in casa è oggi diventata la migliore società di trasporto su ferro in Europa, presente in Francia, Spagna, Uk e Germania, con prezzi concorrenziali, organizzazione e capacità di creare utili.
Non parliamo delle Banche poi. Unicredit ha sede in Italia, è di fatto il secondo gruppo in Germania dietro la traballante DB e leader nell’Est Europa. Produce utili mostruosi e paga le tasse in Italia, dove ha mantenuto la sede. ED È SEMPRE STATA AVVERSATA DALLA POLITICA NOSTRANA perché gli aumenti di capitale per tenerla in vita furono sottoscritti da fondi stranieri.
Quando arrivò l’Ad francese Mustier nel 2016 uno dei suoi primi atti fu accompagnare alla porta una consigliera siciliana. Unicredit aveva assorbito Capitalia, ex Banca di Roma, di Geronzi, che a Sua volta aveva assorbito il Banco di Sicilia. Queste due banche erano stracolme di debiti non ripagati da amici, amici degli amici e mafiosi vari.
La persona che sedeva nel CDA era una consigliera regionale del partito di Alfano e di banche ci capiva una m in kia.
Io non mi spiego come si fa a rimpiangere quel sistema corrotto che ha causato l’attuale gigantesco debito che ci tiene immobilizzati con un cappio al collo.
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Il Gruppo FS, che con la concorrenza di Italo in casa è oggi diventata la migliore società di trasporto su ferro in Europa, presente in Francia, Spagna, Uk e Germania, con prezzi concorrenziali, organizzazione e capacità di creare utili.
La migliore società ferroviaria in Europa?
Ma scherzi o cosa?
Idem per ENEL, loro fanno gli utili e a noi lasciano bollette stratosferiche.
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@maxvee1
Informati sulla situazione in UK e dei problemi sempre più numerosi che hanno cominciato ad investire DB in Germania.
ENEL fino a quando era seduto al vertice Starace investiva forte in Rinnovabili.
Addirittura era diventata proprietaria della più grossa fabbrica di pannelli fotovoltaici d’Europa, con sede nell’Etna Valley a Catania. Tutti questi investimenti avevano fatto crescere il debito ma andavano visti in prospettiva
Quando la fasciocoatta ha vinto le elezioni si è preoccupata di garantire gli enormi profitti dei petrolieri, con una furia ideologica a favore delle fonti fossili con il fantomatico piano Mattei, volendo fare dell’Italia l’hub del gas nel Mediterraneo, come snodo delle pipeline in arrivo da fornitori come Algeria, Libia, Egitto, Kazakistan.
Ha messo a capo della nostra multinazionale il gatto e la volpe, cioè il pregiudicato Scaroni e Cattaneo in Ferilli, i quali si sono premurati di dismettere tutto, fare bloccare ogni nuova iniziativa nelle rinnovabili, compreso l’eolico flottante al largo delle nostre coste ma in acque territoriali, firmare contratti di fornitura di GNL con Qatar e Usa, facendoci ritrovare oggi a pagare le forniture a prezzo QUINTUPLO. Mentre la Spagna grazie alle rinnovabili prospera ed attira investimenti. Scaroni e Cattaneo si stanno arricchendo grazie alle stock options legate alla salita dei Ricavi. Famiglie ed imprese italiane stanno collassando per pagargliele.
Con le rinnovabili acquisiremo un’indipendenza energetica mai avuta. L’energia in eccesso prodotta di notte potrebbe venire utilizzata per produrre idrogeno verde tramite elettrolisi, da immettere nelle nostre reti di gasdotti per venderlo in centro e nord Europa dove esiste una forte domanda per procedere in direzione della decarbonizzazione. E noi diventeremo addirittura esportatori netti, producendo un surplus nel bilancio legato all’energia.
Ma a parte la mancanza di visione, costoro sono arrivati a pensare NON di diminuire le emissioni di CO2, ma di catturarle e stoccarla nei giacimenti esauriti al largo delle coste romagnole. Investimenti miliardari con fondi PNRR o debito pubblico per creare una bomba ecologica dagli effetti devastanti in caso di problemi.
Potrei aggiungere tanto altro a favore di una transizione economica e industriale più pulita, SOSTENIBILE ed economica, ma si ha nostalgia dei carrozzoni Statali riempiti di parassiti in cambio di voto politico clientelare che generavano solo debiti e inefficienze. E amen.
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Primarie ad eliminazione diretta.
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Il terrore della Pseudo Destra non è che Conte possa essere il migliore candidato del centro sinistra alle prossime elezioni, ma che se eletto si rimetta davvero a fare cose veramente di sinistra, togliendo pure l’osso ai padroni del comitato d’affari col cuore a sinistra e il portafogli a destra e lavorando per il popolo e i poveracci.
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Il punto è che se anche vincesse le primarie e poi pure le elezioni, sul cui esito vittorioso non giurerei (anzi!), viste le cattive compagnie accettate dalla Dulcinea equina del csx, tutti galantuomini e gentildonne che venderebbero volentieri le rispettive madri al miglior offerente pur di far crollare il Conte3, facendo posto al Drago, e così ottenere il classico quarto d’ora di celebrità meschina. Anche se vincesse, dicevo, la vera partita sanguinosa ci sarà già dal primo consiglio di ministri in cui si fronteggeranno all’arma bianca le frazioni contrapposte. Insomma, finita una guerra, ne comincerà un’altra e poi un’altra ancora fino alla muerte, spero loro!
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Tanto poi un modo per buttare per aria tutto,qualora il risultato non fosse di gradimento, si troverà sempre .Un Renzi ,un Calenda, un presidente amico ,un cultore della mano forte , un tecnico risolvi problemi come il genio di Aladino etc… All’ occorrenza con l’ egida dei media un motivo valido ,per esempio una guerra degli Usa a cui partecipare a tutti i costi, si troverà di sicuro.
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Ma adesso l’attenzione si è spostata totalmente sulle primarie? Non si era detto per mesi, Conte compreso, che la cronologia era 1 Programma condiviso 2 primarie? Anche perché uno come fa a votare la persona senza sapere il programma? Conte può essere preferibile sulla questione Ucraina (e anche su altri temi) ma se poi il centrosinistra vince e il M5S prende la metà dei voti del Pd (e deve pure sorbirsi Renzi al governo) cosa potrà mai andare storto? Sarebbe la solita presa per i fondelli agli elettori
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L’avvertimento mafioso a Conte è provenuto nientemeno che dal caporione dei riformisti pidioti (de ‘sto ca**o), quel tal Guerini Fanfulla da Lodi, con tre lapidarie parole: “Conte non esageri!!!”. Che è tutto dire.
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Le primarie del PD le prime le vinse Bonaccini con i voti degli iscritti ,le seconde le vinse la dulcinea(Gae docet) con i voti dei cinesi,africani,e indiani…. ora si tratta di primarie di coalizione? Credo che non si faranno se non prima dell’accettazione di un programma comune dei “progressisti”.
Comunque erano primarie per definire chi dovesse guidare il PD e i componenti del Consiglio nazionale.
Queste primarie sono anomale perchè non debbono votare la composizione di nessun partito,ma solo un programma condiviso.
Perchè come rimarca MT non è una gara di Miss Italia ma una gara sui programmi,agli italiani seri interessa non chi è più figo ma cosa propone.
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No, Ore’, le primarie si fanno per scegliere il leader del partito o della coalizione.
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Alle primarie aperte del 26 febbraio 2023, ritenuto favorito, viene a sorpresa sconfitto, ottenendo il 46,20% dei voti contro il 53,80% di Schlein. Il 10 marzo la neo-segretaria Schlein lo propone alla presidenza del PD, ove Bonaccini viene eletto il 12 marzo dall’Assemblea nazionale del partito.
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Quindi le primarie non sono nate per una coalizione maper stabilire il segretario e i componemti nazionali di un partito.
Che ora le si voglia fare per una coalizione mi sembra improprio perchè della coaliziano non si sa il programma concordato e non c’è nessun organo da eleggere..che la coalizione sia un partito?
E’ solo una forzatura che serve per far parlare stampa e TV e rendere poco appettibile le “primarie”.
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No, Ore’, Chi l’ha detto che le primarie sono nate per il partito?
Ho scritto che il Pd le ha nello statuto a quello scopo, ma ben PRIMA sono state usate per eleggere Prodi, 2 volte, poi Bersani, Renzi, quindi sempre primarie di COALIZIONE e forse, se non ricordo male, è Schlein la prima eletta per il partito.
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hai ragione dimenticato Prodi dove c’era l’IdV e qualcun’altro..a volte sono distratto ce ne ho due @@…ciaooo!
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Mah.. se non ricordo male è il PD l’unico partito che le ha adoperate per le regionali,europee, e sindaci?
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Non ricordo, ma non credo che abbiano fatto primarie anche in quei casi, perché le primarie sono NAZIONALI.
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D’accordo con MT. Ma c’è da decidere la questione principale. Si fa un programma tutti insieme e poi si decide attraverso le primarie il leader che dovrà realizzarlo? Oppure ci si presenta alle primarie in ordine sparso, ognuno col suo programma, gli elettori scelgono quello che gli piace di più, e i leader che hanno perso si adeguano?
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La seconda ipotesi, quella preferita da MT, mi sembra un escamotage per aggirare le chiare divergenze tra alleati su alcuni temi. A me non dispiace, ma temo possa diventare una carneficina.
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i cinesi si disse votarono in massa per Renzi, contro Bersani.
in primarie interne, dove gli iscritti rappresentano se va bene l 1% degli elettori.
In ogni caso Travaglio ha spiegato l ovvio delle primarie di cui si parla. Che rimangono però condizionate a
PROGRAMMA CONDIVISO
ALLEANZA CON ALTRI
difficile, soprattutto se il rischio fosse Conte candidato pdc.
Ma, se davvero nascesse il nuovo movimento del Vaffa tra Grillo e Vannacci, come decideranno la leadership? Ci penserà il figlio di Casaleggio?
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Va bene un programma condiviso, ma che non diventi una farsa. Se le divergenze maggiori riguardano la politica estera si proponesse un quesito parallelo a quello sul leader della coalizione. Ma non la buffonata tra bellicisti e pacifisti, oppure tra chi vuole lavorare per il dialogo e chi vuole continuare la guerra all’infinito. Ma, ad esempio: vuoi che l’Italia continui a fornire aiuti militari a Kiev oppure no? (E qui prevedo sorprese) E ancora: vuoi l’aumento delle spese militari al 5% oppure no? Oppure: sei a favore ad investire soldi per creare un esercito europeo sganciato dalla Nato?
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Credo che Carrie stia faticando assai a trovare le vignette o le parole giuste su quell’altro spettacolo a dir poco indecoroso andato in scena ieri sera alla Camera.
Purtroppo MT scrive il suo quotidiano articolo intorno alle ore 18 di ogni giorno. Ieri se avesse rinviato di un paio d’ore, avrebbe acchiappata al volo l’ultima sceneggiata recitata sui palchi della Camera ad opera del cast di guitti dei Fratellastri d’Italia che hanno messo per il momento in second’ordine la questione primarie.
Naturalmente, come da tradizione, la Melona stava nascosta senza apparire su quegli spalti. Al pari del futuro DVCE che, mentre l’orda di camerati marciava su Roma, peraltro poche migliaia (non 100mila come faceva finta di credere il Re), aveva a Milano messo giudiziosamente la valigia nel baule della macchina pronto a scappare a Lugano nel caso il reuccio Sciaboletta avesse dato l’ordine dello stato d’assedio della città.
Se fosse stata presente forse non si sarebbe limitata a dire: le elezioni le abbiamo vinte noi, e facciamo quel cacchio che vogliamo senza regole, controlli e impedimenti vari!
Avrebbe fatto fatica a resistere alla tentazione di riproporre un discorso simile a quello pronunciato alla Camera dal futuro DVCE nel ’22 il giorno dopo avere vinto le elezioni (le uniche) con ogni sorta di soprusi e violenze denunciate da Mateotti per le quali fu poi rapito e assassinato.
“Potevo fare di questa Aula sorda
e grigia un bivacco di manipoli:
potevo sprangare il Parlamento
e costituire un Governo esclusivamente
di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno
in questo primo tempo, voluto.”[…]
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In Germania, dove avranno tanti difetti ma hanno la testa dove dovrebbe stare, cioè sul collo, prima votano, poi contano i voti, poi in base ai voti presi i partiti della coalizione si vedono e buttano giù il programma.
Semplice e logico.
Anche perché se il partito A (che i sondaggi danno al 20%) prende l’1, e il partito B (che i sondaggi danno all’1%) prende il 20, col programma pre-elettorale ci incarti il pesce.
E da noi?
L’opposto.
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OT
Josi Gerardo Della Ragione
(Sindaco di Bacoli che ha rimesso al loro posto i balneari- ndr)
No, non mi piego. Ho saputo che al Senato della Repubblica, oggi, mentre era in corso l’audizione del ministro Musumeci, circa l’emergenza bradisismo nei Campi Flegrei, un senatore di Fratelli d’Italia, anziché dirci cosa faranno per affrontare i danni causati dalle scosse, ha ritenuto più opportuno attaccare me ed i cittadini che protestano. È un fatto incredibile, ma vero. Ha detto che fomento la gente che protesta. Ha detto che sono mosso da “livore immorale”. Ne prendo atto. Così, da oggi, ho imparato che abbracciare un cittadino dei Campi Flegrei esasperato perché non ha acqua a casa da 4 giorni, o perché è stato sgomberato, è “immorale”. Anzi, sempre a suo dire: è un’azione “misera”. Annoto. Ed annoti anche lei, sign. senatore. Perché vorrà dire che sarò sempre più “misero” e sempre più “immorale”. Perché mi troverà sempre più al fianco di questo nostro popolo flegreo che soffre. Ma non è finita qui. Prendo atto che, sempre a detta dello stesso senatore della maggioranza di centrodestra, la gente che protesta in questi giorni a Pozzuoli è spinta a contestare da “agitatori dediti all’illecito”. Una roba surreale. Egregio sign. senatore, mi ascolti bene. Non perda tempo a parlare di me. Io non sono nessuno. Sono un sindaco con i capelli lunghi. Voi, invece, siete stati chiamati a governare questa nazione. Finché è vostro dovere farlo, fatelo. Fate lo Stato. Agite da Governo Nazionale. E trattate Pozzuoli, Bacoli, Napoli, Monte di Procida, Quarto e tutta l’area flegrea con il rispetto dovuto. Trattate questa emergenza costante come quelle che avvengono nel Nord Italia. Perche qui non vogliamo la vostra elemosina. Qui pretendiamo i nostri sacrosanti diritti. Senza sconti. E lo sappia bene, sign. senatore. Qui non ci sono delinquenti. Ma donne, uomini e bambini in ginocchio. Per le scosse, in primis. E per le promesse non mantenute. Ah, un’ultima cosa sign. senatore. Oggi, urlando a squarciagola al Senato, mi ha anche accusato perché, nelle sedi istituzionali, dialogo con il Governo. Mentre pubblicamente lo attacco. Ebbene, sign. senatore, abbia pazienza. Dialogare tra istituzioni è un dovere che mi impone il ruolo che ho l’onore di ricoprire. Ma non confondete mai il rispetto istituzionale con il servilismo. Forse siete abituati male. Perché, ascoltando i sindaci, non state compiendo alcuna gentile concessione. Nessun piacere. State facendo solo il vostro dovere. Io faccio il sindaco e difendo la mia comunità. E, da flegreo, lotto per questa terra. Faccio e farò la mia parte. Con ogni energia che ho in corpo. Non ho però l’abitudine di piegarmi, mai. Insieme a questa comunità sofferente, manterremo sempre la schiena dritta. Se lo ricordi bene, sign. senatore: sempre. Qui, cadiamo e ci rialziamo.
In ginocchio, non ci sappiamo stare.
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Eccola in diretta!!!
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