
(Tommaso Merlo) – Il progetto coloniale israeliano come lo abbiamo conosciuto, ha perso il diritto di esistere. L’umanità non può permettersi l’esistenza di ideologie fanatiche al punto da massacrare innocenti e violare leggi in continuazione. Israele è diventata una macchina di distruzione e morte finita fuori controllo. In queste ore i sionisti stanno bombardando i superstiti del genocidio di Gaza ridotti allo stremo, stanno ammazzando e rubando in Cisgiordania ed occupando un sud del Libano devastato dalle bombe mentre quei fessi degli americani assediano l’Iran per conto loro. Il mondo intero è in subbuglio perché la minoritaria e marginale ideologia sionista ha conquistato un potere abnorme infiltrando la decadente superpotenza americana e di conseguenza noi meschini servi europei. Depredandola di soldi ed armi, aizzandola contro i loro nemici e di fatto bloccando una comunità internazionale inerme mentre i sionisti calpestano ogni suo valore fondante. Per colpa di politicanti complici ed incapaci, siamo tutti arretrati civilmente di decenni. Politicanti che non hanno mosso un dito per fermare lo sterminio del secolo e che oggi straparlano d’altro mentre continua il bagno sangue. Ma la storia procede e sarebbe ora di ipotizzare qualche soluzione. I politicanti passano ed i popoli restano e prima o poi le loro nuove consapevolezze diventano realtà. Uno stato sionista che spadroneggia in una terra considerata santa per le tre religioni monoteiste e storicamente e culturalmente rilevante per l’intera umanità, è una idea malsana che ha dimostrato al mondo il suo fallimento totale col genocidio a Gaza. Uno spartiacque storico che ha fatto emergere la verità su quasi ottant’anni di criminale persecuzione del popolo palestinese e di manipolazione propagandistica globale. Se tale sistema non è ancora crollato, è perché la piovra politica e mediatica sionista è ancora attiva nei palazzi del potere occidentali, ma è solo questione di tempo. Sconvolgente quello che sta succedendo nella politica americana coi candidati che rifiutano i soldi della lobby sionista e ne fanno la bandiera della loro campagna elettorale tra gli applausi dei presenti, mentre quelli che ancora si vendono vengono sommersi di letame. Mamdani è stato solo il primo caso clamoroso e di questo passo la Casa Bianca sarà pro palestinese o perlomeno pro pace, legalità e buonsenso. Succederà anche in Europa, quando i politicanti complici del genocidio cercheranno di riciclarsi come se nulla fosse ma nelle urne si recheranno tutti coloro che hanno manifestato per mesi contro lo sterminio e la loro vergognosa inerzia. Più difficile disinfestare la stampa essendo di proprietà delle lobby sioniste, ma grazie a internet la verità sta già dilagando ovunque. Presto crollerà un sistema che ha manipolato l’Occidente permettendo all’ideologia sionista di spacciare il suo indecente progetto coloniale come avamposto democratico e di civiltà. Davvero una spaventosa lezione da non dimenticare mai, quella del controllo della narrazione pubblica, arma micidiale in ogni conflitto. Perché non conta la realtà, ma quello che le masse si mettono in testa. Che quella terra martoriata torni ad essere santa forse è troppo, ma che diventi perlomeno decentemente umana, è lecito pretenderlo. Lo stato ebraico ha la sua natura di apartheid nel nome, un progetto suprematista fuori dalla storia, un progetto nato male e gestito ancora peggio perché il fanatismo ideologico gli ha impedito di fare aggiustamenti in corsa e trovare compromessi nonostante decenni di una violenza che è in fondo sempre autolesionistica. Quella terra martoriata deve appartenere all’umanità intera e venire custodita da tutti coloro che la abitano nessuno escluso. Non musulmani, cristiani o ebrei e nemmeno palestinesi e israeliani. Ma persone, esseri umani con gli stessi diritti e doveri a prescindere da ogni muro che alla fine è solo mentale. Niente di stratosferico, ordinaria democrazia e civiltà. Basta sangue, basta crimini contro l’umanità, basta ipocrisie e propaganda, basta interferenze straniere, basta deliri ideologici e religiosi. In nome di chissà quale libro sacro e profeta, hanno ridotto quella terra intrisa di divino, in un diabolico inferno in cui l’umanità dà il peggio di sé sfogando odio viscerale e macchiandosi di crimini immondi. Ma la storia procede e sarebbe ora di ipotizzare qualche soluzione. Gerusalemme deve diventare capitale di uno stato laico unitario e davvero democratico con un ruolo importante in una rediviva comunità internazionale. Gerusalemme deve diventare capitale della tolleranza e non dell’odio reciproco, capitale della pace e non del terrorismo, capitale dell’inclusione e non della discriminazione, capitale del dialogo e non dell’ottusa faziosità. Niente di stratosferico, standard politici e sociali e anche culturali da semplice paese civile. Senza la complicità occidentale col sionismo, non saremmo mai arrivati a questo drammatico punto, ma i politicanti passano ed i popoli restano e prima o poi le loro nuove consapevolezze diventano realtà.
Perché non conta la realtà, ma quello che le masse si mettono in testa.
Forse Merlo era meglio così: Perchè non conta la realtà,ma quello che si mette in testa alle masse!
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