
(estr. di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – […] L’Italia non compra le armi per difendersi dai pericoli, ma per aiutare gli Stati Uniti nelle guerre. Una volta che l’Italia abbia costruito nuovi intercettori, comprato F-35 e fabbricato carri armati, la nuova dotazione militare entra nella disponibilità della Casa Bianca. È infatti la Casa Bianca che decide dove l’Italia impiegherà armi e soldati. Ecco otto esempi.
I soldati italiani si trovano in Libano, dove l’Italia non ha interessi vitali, per stabilizzare un’area destabilizzata da Israele e dagli Stati Uniti.
[…] I soldati italiani sono caduti a Nassiriya per aiutare i soldati americani a presidiare un territorio troppo vasto e ribelle per le loro sole forze, dopo averlo invaso.
I soldati italiani caduti in Afghanistan erano stati inviati in aiuto dei soldati americani, che non riuscivano ad avere ragione dei talebani con le loro sole forze, dopo averli invasi.
Il quarto esempio riguarda la Libia: l’Italia ha usato gli F-16, comprati dagli Stati Uniti, per bombardare i propri stessi interessi nazionali davanti alla Sicilia.
Il quinto esempio riguarda i Samp/T inviati fuori dall’Italia. Il 28 febbraio 2026, nel primo giorno dei bombardamenti di Trump contro l’Iran, l’Italia disponeva di cinque Samp/T, ognuno dei quali può difendere soltanto una grande città. Il primo Samp/T era in Ucraina: inizialmente, Crosetto aveva lasciato trapelare la sua contrarietà, ma poi la situazione fu sbloccata, il 7 gennaio 2023, da una telefonata di Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale di Biden, a Francesco Talò, consigliere diplomatico di Meloni. Il secondo Samp/T si trovava in Estonia. Il terzo era in manutenzione. Il quarto è stato inviato da Crosetto in Arabia Saudita dietro richiesta di Trump per non sottrarre missili intercettori a Israele nell’ambito di una guerra scatenata dagli Stati Uniti. Il quinto Samp/T era a difesa di Roma.
Il sesto esempio riguarda i 400 soldati italiani in Arabia Saudita: si trovano in quel Paese per ridurre i costi della guerra degli Stati Uniti contro l’Iran. Il meccanismo è questo: gli Stati Uniti bombardano l’Iran; l’Iran replica bombardando le postazioni americane in Arabia Saudita; l’Italia usa le proprie armi e i propri soldati per proteggere gli interessi americani (spacciandoli per propri).
Il settimo esempio riguarda gli Emirati Arabi Uniti, che bombardano l’Iran direttamente, a cui l’Italia ha dato un sistema di difesa antiaerea a corto raggio.
[…]
L’ottavo esempio riguarda le basi americane in Italia, che gli Stati Uniti usano per condurre la guerra contro l’Iran. Quelle basi non vengono mai usate per difendere l’Italia da un attacco, ma per aiutare gli Stati Uniti ad attaccare. Il 15 settembre 2025, Crosetto ha dichiarato che la difesa italiana è talmente debole che non potrebbe difendersi dall’attacco di nessun Paese. Eppure non fa altro che privare l’Italia delle proprie armi. Siccome Crosetto prova vergogna di ciò, agisce come insegna la scuola del sospetto, i cui massimi esponenti sono Marx, Nietzsche e Freud: usa la retorica per apparire migliore. Mentre svuota i magazzini dell’esercito italiano per sostenere le guerre promosse dagli Stati Uniti, lasciando l’Italia in una condizione di pericolo crescente, Crosetto afferma che la politica estera del governo Meloni è guidata dalla morale. Crosetto afferma che bisogna armare gli ucraini per proteggerli dalle bombe della Russia, ma non i palestinesi per proteggerli dalle bombe d’Israele. Meloni e Crosetto non controllano la Difesa dell’Italia. Il ricorso alla morale è un modo per nasconderlo.
Siamo colonia…..e dovremo pure pagare le tasse USA.
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Secondo quanto abbiamo già denunciato pochi giorni fa, è stata affidata a poche righe leggibili sul sito del Ministero della Difesa, la comunicazione del fatto che a partire da marzo 2026, l’Italia ha schierato un contingente militare in Arabia Saudita “a supporto delle Forze Armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein”.
Si tratta nel dettaglio della missione Task Force Air – Arabia, composta da centinaia di militari dell’Aeronautica Militare schierati tra Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. La Task Force “concorre alla sorveglianza e alla difesa dello spazio aereo, nonché alla protezione delle forze e degli interessi nazionali presenti nell’area”.
Secondo il poco che c’è di leggibile sul sito del Ministero della Difesa, il dispositivo integra capacità di “allarme precoce, comando e controllo, difesa aerea, trasporto tattico, sorveglianza radar e contrasto ai sistemi aerei senza equipaggio”.Stando a quanto riporta la pubblicazione specializzata Rivista Italiana Difesa, la missione militare in Arabia Saudita è stata resa possibile dalla facoltà che, con la nuova normativa, il Governo ha di spostare forze e assetti nella stessa aerea geografica dove esistono già una o più missioni autorizzate dal Parlamento.
https://contropiano.org/news/politica-news/2026/08/04/limbroglio-con-cui-litalia-sta-entrando-in-guerra-contro-liran-0197570
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