Blitz del governo: l’assalto estivo alla Corte dei Conti. Il decreto che commissaria le procure regionali. Magistrati in rivolta Intanto Salvini prova a riportare il progetto del Ponte davanti ai giudici contabili

(di Carlo Di Foggia e Liana Milella – ilfattoquotidiano.it) – La tempistica è curiosa, ma forse si spiega con le diverse partite che coinvolgono la Corte dei Conti, a partire dal tentativo disperato di Matteo Salvini di resuscitare il Ponte sullo Stretto di Messina. Il governo ha infatti deciso di assestare un colpo alla magistratura contabile all’ultimo Consiglio dei ministri prima della pausa estiva, il 4 agosto, approvando il decreto attuativo della riforma della Corte che ne stravolge l’assetto, specie delle procure contabili. La riforma è stata approvata a fine 2025 ed è stata ferocemente contestata dai magistrati, tra l’altro, per aver previsto un tetto al danno erariale contestabile nei casi di colpa grave (pari al 30% o due anni di stipendio) che sta falcidiando i procedimenti in tutta Italia ed è già finito alla Corte Costituzionale.
Stavolta l’intervento riguarda la parte di riforma delegata al governo attraverso i decreti legislativi. Ieri l’associazione magistrati contabili ha chiesto un incontro urgente e minaccia martedì di tenere pure una conferenza stampa in diretta. Il decreto, infatti, stabilirà i casi in cui il Procuratore generale a Roma potrà accedere in tempo reale agli atti delle Procure regionali e quelli in cui perfino avocare a sé le indagini che arrancano o si discostano dagli “indirizzi” definiti a livello centrale. Non è l’unica novità. Nei casi di “particolare rilevanza” – come quelli che coinvolgono cariche politiche nazionali o locali o cifre elevate (10 milioni di euro) – gli atti avranno bisogno della sua controfirma.
Sono previste anche nuove procedure disciplinari e ai magistrati verrà imposta la separazione delle carriere bocciata al referendum per i colleghi del penale, oltre a una pesante riorganizzazione della Corte, riducendo anche il numero dei presidenti. Proprio su quest’ultimo punto nelle scorse settimane è salita la tensione con Palazzo Chigi, che – attraverso il sottosegretario Alfredo Mantovano – ha contestato la scelta del Consiglio di presidenza della Corte di procedere alla nomina di dieci presidenti di sezione. Nomine “inopportune”, secondo il braccio destro di Giorgia Meloni, perché il governo si appresta appunto a ridurne il numero. In pratica i magistrati si sarebbero dovuti astenere dall’esercitare una prerogativa di legge su cui il governo non può avere pretese. E infatti nel Cdm finiranno anche le dieci nomine (e questo ha contrariato molto i protagonisti che diventano così parte di una trattativa, quasi fossero un contentino per ridurre lo scontro).
Il decreto compare nel pre-Cdm del 3 agosto. Come ha ricordato il Sole 24 Ore, però, dovrà avere il via libera all’unanimità nella Conferenza Stato-Regioni ed è difficile ipotizzare oggi l’ok delle sei Regioni guidate dall’opposizione (il decreto scade a gennaio).
Come detto, l’assalto alla Corte dei Conti arriva in un momento delicato, con Salvini che tenta di accelerare l’iter per riportare al Cipess (il comitato di Palazzo Chigi sulle grandi opere) la delibera che approva il progetto del Ponte bocciata a ottobre scorso dalla Corte dei Conti, che dovrà riesaminarla. Da giorni il ministero fa filtrare incontri con la Commissione europea per superare una delle ragioni della bocciatura: la violazione delle norme Ue sugli appalti che impongono di rifare la gara del 2005 se i costi superano del 50% quelli originali (passati da 3,5 a 14 miliardi). Secondo gli uffici di Salvini il dialogo sta andando bene. Peccato che la decisione spetti ai giudici della Corte di Giustizia Ue non ai funzionari, tanto più che l’altra violazione contestata è di aver modificato l’appalto originario: prevedeva il contributo di capitali privati mentre ora l’opera è finanziata solo dallo Stato. Da qui non se ne esce.
La pressione a procedere, però, è forte. E coinvolge anche il Consiglio superiore dei lavori pubblici, che dovrà dare un parere, chiesto proprio dalle toghe contabili. La speranza di Salvini&C. era di avere un giudizio positivo già a fine giugno, ma i tempi si allungano, tanto più che al massimo organo tecnico consultivo non è stato trasmesso il progetto intero del Ponte (fermo al 2011) ma la sola relazione del progettista che lo aggiorna. Nelle mani dei tecnici c’è quindi una responsabilità enorme e le aspettative politiche sono altissime. I documenti finiranno poi davanti alla Corte, proprio mentre è sotto schiaffo della riforma del governo (alcuni dei magistrati coinvolti nella prima bocciatura cambieranno incarico perché tra i 10 promossi presidenti di sezione).
Sti grandi far…. visto che hanno perso il referendum stanno incidendo sulla categoria e il codice penale abolendo i reati dei colletti bianchi e della mafia.
Grazie gioggia ricorderemo anche questo …alle prossime!
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