
(di Michele Serra – repubblica.it) – C’è un distacco profondo tra il racconto mediatico delle ondate di calore (quelle appena trascorse, quella in arrivo) e il loro impatto politico. Emotività alle stelle e toni molto gravi sui media vecchi e nuovi, con florilegio angosciante di statistiche spietate; nessun rilievo evidente nell’agenda dei governi, né si ha notizia di un solo Parlamento al mondo che si sia mobilitato d’urgenza per discutere il da farsi.
In tutto il mondo, del resto, avanza e in molti Paesi governa la destra negazionista (Trump è il suo campione), che nega risolutamente il problema e considera ininfluenti (o faziosi, non si capisce per quale ragione) le migliaia di studi scientifici sul ruolo ormai accertato delle attività umane nel mutamento climatico. Perché mai l’uomo dovrebbe farsi delle domande, se non ha alcuna responsabilità in ciò che sta accadendo?
Al di là di questa constatazione (più vince la destra, meno ci si preoccupa del clima: sintesi brutale ma suffragata dai fatti e dalle parole), il tragico sospetto è che il cambiamento delle abitudini di vita richiesto dall’emergenza sia così radicale, e così impopolare, che nessuna classe dirigente al mondo avrebbe il coraggio e la forza per proporlo.
E così si va avanti a vista, facendo finta di niente, sperando che sì, effettivamente l’allarme sia esagerato, che vuoi che incida un condizionatore a 20 gradi (temperatura media degli interni americani in estate; laggiù sono condizionati anche gli stadi da ottantamila posti), che vuoi che sia una centrale a carbone in più o in meno.
Vale ancora, per molti, pensare che sarà il buon Dio a provvedere. E chi non confida nel buon Dio può sempre affidarsi a quella divinità minore, e però potentissima, che è il fatalismo. Precede la scoperta di Dio, il fatalismo, nella cronologia delle superstizioni.
Serra ,senza accorgersene , mette in risalto un grande paradosso della democrazia : mentre infuria l’anticiclone africano e le persone si lamentano dicendo sempre le stesse frasi ( mai visto anzi sentito un caldo così) poi vanno a votare le destre negazioniste che sostengono il contrario .Poi ci sono i green dell’ EU che all’ effetti Serra ci credono e come ,ma nel frattempo ci presentano come cura il riarmo europeo da 800 miliardi di euro, dell’ guerre da fare per prendere sotto controllo pozzi di petrolio e gas in giro per il mondo e guerra spietata economica al maggiore produttore di automobili elettriche. A questo punto bisogna capire chi ha la rogna e chi non ce l’ ha.
"Mi piace""Mi piace"
La rogna o come la si vuol chiamare, ce l’ha il pensiero comune.
"Mi piace""Mi piace"