Il leader M5S: grave l’accordo con l’imprenditore Bianchi vicino ai meloniani

(di Emanuele Buzzi – corriere.it) – Giuseppe Conte, lei si è detto pronto a dimettersi dalla commissione Covid. Lo farebbe anche ora?
«Da due anni ho chiesto di essere audito e ho stabilito di comune accordo con i presidenti delle Camere di dimettermi non appena verrà concordata la data dell’audizione. Ma il presidente Lisei di FdI continua a non rispondermi, salvo attaccarmi ogni giorno con dei video deliranti. Invece con Bignami hanno subito concordato l’audizione. Siamo alla pantomima: si fanno tra loro le domande e si danno tra loro le risposte».
Perché non la chiamano?
«Non hanno reale interesse ad audirmi. La magistratura ha indagato per anni e non sono stato neppure sfiorato su queste vicende, ma loro hanno messo in piedi questo “circo” per alimentare una campagna del fango con i giornali e le trasmissioni tv dei loro amici. Pensano di intimorirmi, ma a Palazzo Chigi, dove hanno orchestrato tutto, non mi conoscono bene».
Cosa dirà quando verrà audito?
«Mi possono vivisezionare, non troveranno mai l’ombra di un interesse privato. Credo sia questo che li faccia impazzire, perché loro sono abituati alla truffa Covid di Santanchè e agli affari societari di Delmastro con la famiglia prestanome del clan Senese. Non si capacitano che io non abbia approfittato quando ero a Palazzo Chigi dell’emergenza per arricchire me o i miei amici».
E se l’audizione fosse a ottobre? Inficerà la campagna elettorale?
«Mi pare chiaro che loro puntino a quello, ma gli italiani sempre più impoveriti da 4 anni di zero riforme, non si lasceranno ingannare».
Il capogruppo di FdI, Bignami, vi accusa di voler fermare gli accertamenti.
«Se la maggioranza voleva davvero accertare la verità, non avrebbe escluso l’operato delle Regioni dal perimetro di indagine. Ora vogliono mandare alle cento procure italiane tutte le loro congetture farlocche sperando ci sia qualche procuratore che possa aprire un fascicolo contro di me. Ma dovranno rassegnarsi, non potranno mai scalfire la mia onorabilità».
La principale accusa di FdI riguarda le commesse di mascherine farlocche. Se n’era occupato?
«Per questo c’erano la struttura commissariale e l’Agenzia delle dogane. Gli esperti auditi e i documenti acquisiti sono chiari: le perizie che hanno ipotizzato mascherine non conformi erano di società non abilitate per quelle certificazioni e il Tribunale di Roma le ha riconosciute come non utilizzabili proprio per l’inidoneità degli esami. In ogni caso, le mascherine che la struttura commissariale consegnava venivano preventivamente certificate dal Comitato tecnico-scientifico».
Voi accusate il governo di aver voluto trovare un accordo con l’imprenditore Dario Bianchi senza attendere la sentenza d’appello.
«La sentenza di primo grado era abnorme e sottoscrivere la transazione senza attendere neppure il provvedimento d’urgenza è una grave irresponsabilità. Abbiamo chiesto per mesi alla Commissione aggiornamenti sulla causa ma non ci hanno mai risposto e lo stesso Bianchi è tornato in audizione tacendo di avere sottoscritto la transazione. Se erano in buona fede, perché gestire tutto nella massima segretezza?».
Il contratto con Bianchi però è stato firmato in piena pandemia e Giorgia Meloni era all’opposizione.
«I contratti di fornitura della Pubblica amministrazione sono standard e non hanno mai generato problemi. L’appello avrebbe ribaltato la sentenza di primo grado, ma loro avevano urgenza di premiare il grande accusatore del mio governo e per far questo hanno inserito in un decreto-legge una norma “ad aziendam” mascherata. Il governo su questo non può far finta di nulla. Per l’imprenditore vicino a FdI hanno trovato 100 milioni, ma non ne hanno trovati 6 per lo screening dei tumore al seno e neppure un euro per accorciare le liste d’attesa».
Il centrodestra l’ha messa nel mirino per le somme ricevute come consulenza dal suo ex collega Luca Di Donna. Lei ha già smentito ogni coinvolgimento. C’è però il tema della centralità dello studio Alpa in alcune trattative.
«Non sono mai stato socio con Di Donna neppure prima di diventare premier e da quando sono andato a Palazzo Chigi non sono mai stato informato sulle sue attività professionali né ho più frequentato quello studio. Di Donna è stato indagato per anni senza nessun esito e dalle intercettazioni dei carabinieri non emergono conversazioni tra me e Di Donna».
Marco Travaglio ipotizza una commissione sulla commissione Covid.
«La maggioranza sta creando un precedente pericoloso: con questo svilimento delle istituzioni e il conseguente imbarbarimento dello scontro politico, rischiamo che le commissioni parlamentari d’inchiesta finiscano per essere usate come strumenti per processare l’operato dei governi precedenti».
Non è solo la commissione Covid a tenere banco. Ci sono state le dimissioni dei componenti della Vigilanza Rai.
«La maggioranza l’ha paralizzata per due anni per poter completare una capillare occupazione della Rai. Vogliono piegare il servizio pubblico alla loro campagna elettorale, smantellando qualsiasi barlume non solo di pluralismo ma anche di qualità dei programmi. Prepariamoci a un autunno caldo, con commentatori e servizi pronti a nascondere i fallimenti del governo Meloni. E ora, con la legge elettorale, vogliono completare l’opera e imbullonarsi ancora di più al potere, per eleggersi da soli il prossimo capo dello Stato e tutti gli organi di garanzia».
Voi che farete?
«Abbiamo presentato una chiara proposta che potremo votare alla Camera già martedì: un proporzionale puro, con preferenze che rispettano il genere, e soglia di sbarramento al 3% per evitare la frammentazione dei partiti. In più, una piccola soglia premiale che incentiva i partiti ad aggregarsi. Piuttosto che presentare il singolo emendamento sulle preferenze per farselo furbescamente bocciare, Meloni voti la nostra proposta di legge, semplice ed equilibrata».
dopo 2 anni sempre la solita semplicissima “difesa” che non fa’ una piega….!!! Grazie Prof. Conte, ancora una volta, per la Sua “onesta’ intellettuale”….!!! Su Lisei e Bignami “stendo un velo impietoso”…..!!!
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Non so se lei ha letto l’articolo sul Fatto Quotidiano dove si dice che le regioni nascondevano il numero dei decessi e aumentavano il numero dei posti letto disponibili. Mi auguro che qualcuno intervenga perché non si può lasciare passare questa sorta di banditismo politico.
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