
(di Cosimo Caridi, Luana De Micco, Sabrina Provenzani – ilfattoquotidiano.it) – Berlino, Parigi, Londra. Il patto è già firmato. La dichiarazione finale del vertice Nato di Ankara è stata approvata dal Consiglio Atlantico ieri, concordata tra i Paesi membri. E garantisce all’Ucraina di Volodymyr Zelensky un sostegno militare da 70 miliardi per il 2026 e per il 2027. Un totale di 140 miliardi di euro. La cifra di 70 miliardi conteggia il prestito Ue all’Ucraina, da 30 miliardi all’anno, 60 totali. Il resto va trovato tra gli Alleati, esclusi gli Usa che garantiscono intelligence e vendono armi attraverso il programma Purl. Il grosso dei fondi viene erogato da un gruppetto di 7-8 alleati, con un meccanismo che non sarà obbligatorio. Ma che resta da definire.
La Germania è in prima fila. Ieri Friedrich Merz ha ricevuto alla cancelleria i capi di governo di Lettonia, Estonia e Lituania e ha esposto la sua linea, uguale da settimane: il ridimensionamento dell’impegno Usa sul fianco Est non sorprende nessuno, tocca agli europei assumersi maggiori responsabilità. Merz vuole arrivare ad Ankara come leader del Paese che tiene insieme il fianco est dell’Alleanza. Da mesi parla della possibilità che si apra una “finestra diplomatica” con Mosca. I tre baltici non condividono, come anche una parte della diplomazia di Berlino. Da Est chiedono più truppe e deterrenza, non nuovi negoziati. La risposta che Berlino porta ad Ankara è la brigata corazzata in Lituania: presenza militare prima delle trattative. Intanto Merz ha replicato a Trump, che ha accusato su Truth gli alleati di spendere troppo poco per la Nato, rivendicando “il più grande sforzo mai compiuto” dalla Germania per la difesa. Il calendario delle prossime settimane racconta però preoccupazione. Il 14 luglio, a Parigi, il vertice dei Volenterosi, tre giorni dopo il Consiglio dei ministri franco-tedesco: un’agenda intensa, per un mese che di solito è l’inizio della pausa estiva. Il Regno Unito porta al vertice della Nato un vuoto di potere. Keir Starmer è stato un grande “alleato”, ma è un leader in scadenza. Ma Andy Burnham non sarà nominato prima del 20 luglio, e la posizione del premier in pectore sulla Nato non è stata esplicitata. Il nuovo pm britannico eredita un piano di investimento nella Difesa al centro di molte polemiche: 15 miliardi senza coperture certe, che non raggiunge l’obiettivo del 3% del Pil entro il 2030. E circola ancora l’indiscrezione che dice che Sir Kier aspirerebbe a rimpiazzare Mark Rutte nel ruolo di Segretario generale dal 2028.
A Parigi, l’Eliseo è stato tra i primi a confermare lo sforzo del finanziamento a Kiev. Secondo una fonte del governo francese “non spetta né agli Stati Uniti né alla Nato occuparsi della sicurezza degli europei. Sta agli stessi europei ”. E le spese per la difesa devono crescere. La maggior parte degli alleati tende a un obiettivo del 3,5% entro il 2035, la Francia vuole “raddoppiare il budget della difesa in cinque anni”. Mercoledì il Parlamento di Parigi ha votato l’ultima riforma della legge di Programmazione militare per il 2024-2030, che ha portato il budget per la Difesa a 436 miliardi di euro, incrementandolo di 36 miliardi supplementari, cifra pari al 2,5% del Pil. Gli europei forniscono a Kiev “l’essenziale degli aiuti e delle garanzie di sicurezza”, mentre Washington – ha aggiunto ancora la fonte della presidenza francese – “si occupa della maggior parte delle operazioni, anche contro la flotta ombra russa”. Nel momento in cui gli Stati Uniti hanno annunciato riduzioni di effettivi in Europa”, per gli europei, hanno aggiunto da Parigi, è “fondamentale prendere in mano la propria Difesa”.
Pochi spiccioli giusto per fare contento il cocainomane e continuare lo sterminò dei suoi soldati rimasti dopo i rastrellamenti.
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Ad Ankara potrebbe porsi il solito falso problema…..: poffarbacco….se “i fianchi” est ed ovest sono o verranno prestissimo coperti…il “fianco sud”….è quello che, forse, ci deve preoccupare maggiormente….???? ma manco “per il belino” come si dice dalle mie parti…….Ecco…., anche senza cappellino rosso, tirera’fuori, come si usava dire tempo fa’, il coniglietto dal cilindro il nostro magnifico e superlativo….e tanto altro ancora….Tajani…..??? ma certamente…si’……rassicurera’ gli Alleati che “a sud”, con quella idea genialona del Collega Matteo del “quasi” costruendo ponte, potranno dormire sonni tranquilli…..!!!!!! ed il gioco è fatto….caro Trump…..per cui…..Trump GO HOME…..!!!!!
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