
(di Michele Serra – repubblica.it) – La Chiesa ha i suoi Vannacci, sono i lefebvriani che invocano il ritorno alla “sana tradizione”, nella quale tutto si contiene e si spiega. La Storia abbassi le mani dal tabernacolo della Tradizione! La rivoluzione conciliare del secolo scorso, così aperta al sociale, ai diritti delle persone, e con Francesco anche all’ambientalismo, deve sembrare a questi cattolici nostalgici, di estrema destra e anche di estrema rigidità, “il mondo al contrario”. Per loro la modernità è perversione allo stato puro, tradimento di Dio, che come è noto ognuno se lo aggiusta, povero Dio, a propria immagine e per la propria comodità.
Ratzinger, che su Dio la pensava più o meno come loro (fuori dal Dogma c’è solo errore) cercò di ricucire con questi signori rispettabili ma un po’ lugubri, ma perfino lui non ce la fece. Da non addetto ai lavori, e scusandomi per l’intromissione, non capisco perché Roma insista nell’invocare la loro obbedienza: perché non lasciarli andare per la loro strada? I devoti a Cristo hanno costruito nei secoli chiese e chiesuole in numero infinito, spesso scannandosi tra loro: una più una meno, cosa cambia?
Fossi cattolico o anche solo cristiano, mi dispiacerebbe solamente se i lefebvriani usurpassero il copyright della messa in latino, bellissima e al di sopra di ogni traduzione in volgare. Ma per il resto, che ordinino i loro preti e vescovi e giochino tranquillamente la loro partitella settaria. Il mondo protestante pullula di chiesuole e predicatori, alcuni così strambi da avere mutato il rito in macchiettismo. Se anche il mondo cattolico perde per strada qualche scheggia, pazienza. Dio, se c’è, non bada certo a queste piccole cose.
un tema non solo attualissimo ma anche molto intrigante
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Le cose di Chiesa mi interessano molto relativamente ma di sicuro in ogni confessione o insieme di credenze più o meno irrazionali vi possono essere cose giuste immerse in un insieme di idiozie. Questi dello scisma hanno di sicuro dalla loro quella di vedere nella decadenza occidentale la fine del loro mondo che è anche il nostro pervaso dall’ ideologia americana woke.
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“… non capisco perché Roma insista nell’invocare la loro obbedienza: perché non lasciarli andare per la loro strada?”
Perché è dovere di ogni cattolico spendersi per il prossimo in ogni senso, fino al limite dell’umanamente possibile. E da lì in poi, pregare per il prossimo medesimo.
Ciò vale in particolare per il prossimo che si avvia su una strada che lo porterà all’inferno, secondo il credo cattolico.
Al momento di fare i conti don Dio, nell’aldilà, Dio medesimo chiederà conto di parole, opere e “omissioni” ( … perché ho molto peccato in parole, opere e omissioni …).
Non fare il possibile per salvare il prossimo è una colpevole omissione per tutti, figuriamoci per il Papa.
Informarsi prima di scrivere luoghi comuni no?
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La coscienza crea la realtà? È controversa la materia. Ma la domanda/affermazione reputo essere vicina a una verità. La capacità di unire tante persone in preghiera, qualcuno sentendo la parola preghiera potrebbe storcere il naso, (poco importa), dicevo, la preghiera è lo strumento fondamentale per unire tante persone poco avvezze alla concentrazione, in un unica onda portante. Quindi, moltitudini di persone in preghiera potrebbero cambiare le sorti del mondo, come un singolo individuo la propria realtà.
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