
(estr. di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – […] Gli italiani sono investiti da una nuova ondata di disinformazione per indurli a credere che l’esercito ucraino stia prendendo il sopravvento su quello russo. Alexander Stubb, presidente della Finlandia, ha addirittura affermato che i rapporti di forza si sono capovolti a favore dell’Ucraina in un’intervista a Politico del 26 giugno scorso. Stubb ha dichiarato che muoiono otto russi per ogni soldato ucraino ucciso. Stubb ha precisato che l’Ucraina non è mai stata così bene “politicamente, militarmente ed economicamente” da quando è iniziata la guerra. Analisi simili compaiono anche sulla grande stampa italiana. Come può il cittadino comune difendersi da questa nuova campagna di disinformazione volta a nascondere il fallimento delle politiche della Nato in Ucraina?
[…] Il metodo che utilizzo è quello della “domanda dirimente”, che formulo come segue: se l’esercito ucraino sovrasta quello russo, perché gli ucraini non riconquistano Mariupol, Severodonetsk, Lysychansk, Avdiïvka o Vuhledar? Se 10.000 ucraini uccidono 80.000 russi, perché Zelensky non ha riconquistato nemmeno una di quelle roccaforti? Ecco la risposta: perché il 17 dicembre 2024 Zelensky ha dichiarato al quotidiano francese Le Parisien che l’Ucraina non ha le forze per riconquistare i territori perduti: “Di fatto questi territori sono ora controllati dai russi. Non abbiamo la forza per riconquistarli. Possiamo contare solo sulla pressione diplomatica della comunità internazionale per costringere Putin a sedersi al tavolo delle trattative”, ha detto Zelensky. È ciò che questa rubrica diceva il primo giorno di guerra: per aiutare l’Ucraina, l’Unione europea deve trattare con Putin.
Che cosa è provato dai fatti?
In primo luogo, è provato che l’Ucraina non ha missili intercettori sufficienti e che la Russia sta devastando la sua infrastruttura energetica.
In secondo luogo, le doglianze del governo ucraino per la mancanza di Patriot rendono evidente che la Russia può bombardare Kiev a piacimento, perché ha assunto il controllo dei cieli dell’Ucraina, non del tutto, ma quasi interamente.
In terzo luogo, il governo di Kiev ci fa sapere di poter continuare a sostenere lo Stato e la società (ospedali, pensioni, scuole, ecc.) soltanto grazie agli aiuti esteri, cioè ai soldi dell’Unione europea e delle agenzie internazionali.
In quarto luogo, il governo di Kiev ci fa sapere che la controffensiva, iniziata il 5 giugno 2023, è fallita perché: a) non ha prodotto nessuno dei risultati sperati; b) non ha liberato nessuna roccaforte; c) ha causato un’ecatombe tra i soldati ucraini, resa evidente dalla richiesta dell’allora capo delle forze armate, Valerj Zaluzhny, di arruolare 600.000 nuovi soldati con la massima urgenza. Quando un esercito termina una controffensiva senza risultati, chiedendo 600.000 nuovi soldati, vuol dire che era partito per distruggere ed è tornato distrutto.
[…] La Nato aveva assicurato che la strategia migliore per salvare l’Ucraina fosse sconfiggere la Russia sul campo di battaglia, escludendo la diplomazia. Mario Draghi lo ribadì al Mit di Boston, il 7 giugno 2023. Draghi disse di concepire soltanto la vittoria dell’Ucraina e si oppose a qualsiasi “pareggio confuso”. Esecrando il “pareggio confuso”, Draghi intendeva dire che la vittoria dell’Ucraina doveva essere schiacciante. Il risultato della strategia della Nato è il seguente: 1) l’Ucraina ha perso le sue regioni più ricche e strategiche; 2) ha perso quasi interamente lo sbocco al mare; 3) ha perso la capacità di sorreggersi da sola. Il che significa che ha perso le condizioni fondamentali per la sua prosperità futura. E non entrerà nella Nato.
(Gesù)
Il vino in aceto.
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