
(Giancarlo Selmi) – In Italia il paradosso è trionfante. Dura da tanto, almeno dalle promesse “chiù pilu pe’ tutti” di Berlusconi, dalla baby prostituta che diventò magicamente nipote di Mubarak e tale rimase pure dopo un voto in parlamento, ma negli anni è diventato sempre più presente, più centrale. La politica italiana, soprattutto quella di destra ma non solo, del paradosso non riesce più a fare a meno.
Meloni che diventa “nuova” dopo una carriera politica ventennale, dopo essere stata ministro in un governo, è un esempio di scuola. Ma lo è adesso Vannacci che grida slogan e frasi fatte spacciandole per “rivoluzionarie”, ma se ne parlava, con gli stessi toni che usa lui, peraltro, già nel mesozoico. Spaccia per rivoluzionario il suo nuovo partito, ma si è già riempito di voltagabbana, riciclati e vecchie calzette con un rapporto difficile con l’italiano.
E, quindi, non è rivoluzionario neppure in questo. Ha accolto perfino la Ravetto, che ha cambiato tutte le casacche della destra possibili e che può essere rivoluzionaria e “nuova” tanto quanto possa esserlo il mio callo sul piede sinistro. Che resiste stoicamente da anni. Lei ha ammesso di aver detto minchiate in tutta la sua carriera politica, cominciata con la scoperta del fuoco, ma che lo ha fatto perché “l’hanno obbligata”. Vabbè…
Ma il paradosso non finisce lì, con questi comincia. L’autrice della battuta più divertente e paradossale di tutte le attuali, è la famosa “pitonessa”, quella che pare sia fortissima sul piano imprenditoriale, sempre che siano d’accordo i giudici della sezione fallimentare del Tribunale di Milano. La mai doma Santanchè. Ha detto che Giuseppe Conte non la dice giusta sul COVID. E qui il paradosso diventa sontuoso, perfino poetico, rompe tutti i limiti del ridicolo.
Lei che è accusata di aver usato il COVID per truffare l’INPS, quindi lo stato e che sta usando tutti i mezzi, compresi quelli che gli vengono dal suo ruolo politico, per non farsi processare, accusa chi non ha un’accusa, che ha collaborato in pieno con i giudici, ch’è stato archiviato su tutto. Il paradosso, dicevo. Ma anche la scoperta che il detto “il bue dice cornuto all’asino” sia stato superato alla grande dalla Santanchè, che con un botto di processi in corso, dà del truffatore a qualcun altro.
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Eh, ma allora la Salis?
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