
(Di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – Commuove il sincero sgomento della razza padrona e della stampa al seguito appena uno del giro finisce in galera. Ieri è toccato a Mauro Moretti, l’ex capo di Ferrovie condannato in via definitiva a 5 anni per la strage di Viareggio (32 morti, 130 feriti, un quartiere raso al suolo) dopo 17 anni e 7 gradi di giudizio (uno in Tribunale, tre in Appello e tre in Cassazione). Siccome la pena supera […]
È uguale per gli altri
(Di Marco Travaglio) – Commuove il sincero sgomento della razza padrona e della stampa al seguito appena uno del giro finisce in galera. Ieri è toccato a Mauro Moretti, l’ex capo di Ferrovie condannato in via definitiva a 5 anni per la strage di Viareggio (32 morti, 130 feriti, un quartiere raso al suolo) dopo 17 anni e 7 gradi di giudizio (uno in Tribunale, tre in Appello e tre in Cassazione). Siccome la pena supera i 4 anni, Moretti è finito in carcere, ma ci resterà pochissimo: avendo 72 anni, otterrà presto i domiciliari grazie all’ex Cirielli (il regalo di compleanno che si fecero B. e Previti salvando dalla prigione gli over 70). Ma è una questione di principio: i ricchi e i potenti non devono metter piede in cella neppure per un nanosecondo. Sennò poi la gente s’illude che la legge sia davvero uguale per tutti, cioè che l’articolo 3 della Costituzione sia ancora vigente, e si crea un pericoloso precedente. Da 36 anni, da Mani Pulite, tentano di convincerci che la legge è uguale per gli altri, a suon di indulti, prescrizioni agevolate, depenalizzazioni, prove cestinate per legge, immunità extralarge, riabilitazioni e grazie quirinalizie per delinquenti amici e amiche degli amici.
Ora che c’erano quasi riusciti, finisce dentro un top manager e tocca ricominciare tutto daccapo. L’ingresso di Moretti nel carcere di Orvieto è accompagnato da un corteo di vedovi inconsolabili e prefiche lacrimanti. Rep lo intervista come fosse Silvio Pellico: “L’ultimo sfogo del manager: ‘Affronterò la prigione, ferita la certezza del diritto’”. Il Corriere lo scambia per Antonio Gramsci: “Lo sfogo: ‘Sono pronto alla cella, entro con la schiena dritta. Ma per tutti i manager è un precedente pericoloso’” (tutti i manager di aziende senza sicurezza). I salici piangenti del Foglio non si danno pace: “Il carcere a Moretti mostra una deriva della cultura dello scalpo”. E neppure Giorgio-Mediaset Gori (Pd): “Nella strage di Viareggio morirono 32 persone. Spero di non mancare di rispetto a nessuna di loro, né ai famigliari, se dico che considero assurda la condanna definitiva inferta (sic, ndr) a Moretti, che rimane per me uno dei migliori manager pubblici che il Paese abbia avuto”. Lo dice anche il Messaggero: è “un torto al Paese”, non per tutti quei morti e feriti, ma perché i giudici “emotivi” ci hanno “privato di uno dei manager migliori”. Così possiamo immaginarci i peggiori. Poi uno si meraviglia se tutti, da destra a sinistra, odiano tanto i 5Stelle, quelli del Vaffa ai parlamentari condannati e della Spazzacorrotti per la certezza della pena ai colletti bianchi. Fino all’altroieri li paragonavano a Vannacci. Poi il generale è andato ad accogliere Alemanno all’uscita da Regina Coeli. Dal carcere alla politica senza passare da casa. Com’era quella del mondo al contrario?
"Mi piace"Piace a 5 people
.
"Mi piace"Piace a 2 people
"Mi piace"Piace a 3 people