L’ideologo Maga contro la premier: “Non la prendo più seriamente e nessuno in America lo fa”

(Paolo Mastrolilli – repubblica.it) – NEW YORK – «Ci saranno conseguenze». Suonano come un avvertimento, se non proprio una minaccia, le parole che Steve Bannon usa commentando con Repubblica lo scontro ormai aperto fra il presidente Donald Trump e la premier italiana Giorgia Meloni.
L’ex consigliere e manager della prima campagna elettorale vinta dal capo della Casa Bianca era stato uno dei più grandi sostenitori di Meloni, partecipando anche alle conversazioni di Atreju. Poi però il rapporto si è incrinato, perché Bannon si è convinto che lei non facesse sul serio nella costruzione del progetto di una internazionale sovranista, che promuovesse le idee del movimento Maga in tutto il mondo, a partire dall’Europa. Teneva il piede in due scarpe, in altre parole, per cercare di essere percepita come la principale alleata e interlocutrice di Trump nel Vecchio Continente, senza però compromettere i rapporti con i colleghi degli altri paesi della Ue, di cui ha bisogno sul piano economico e politico: «Lei era fantastica, ma ormai è diventata una globalista totale. Ha giocato il gioco dell’Unione europea perché le servivano i soldi, e quello della Nato. Parla tanto dell’Ucraina, ma quando si tratta di mandare finanziamenti e truppe cambia la canzone. Francamente, credo che nulla di quanto dice sia rilevante, perché non ha risorse economiche e militari per sostenerlo. Non la prendo più seriamente e nessuno negli Usa lo fa».
La contraddizione è emersa a partire dalle critiche a Trump per le mire sulla Groenlandia, inaccettabili per l’Italia perché mettevano gli Usa apertamente contro la Nato e gli altri alleati europei, e per lo stesso motivo è peggiorata con la guerra in Iran, ordinata dal capo della Casa Bianca senza neanche avvertirli: «Quando gli Stati Uniti — è il rimprovero di Bannon uguale a quello del presidente — hanno avuto bisogno di un alleato che si schierasse e sostenesse uno sforzo navale congiunto, per mantenere aperte le rotte di Hormuz, del Mar Rosso e di Suez, dove passano il petrolio e il gas diretti verso l’Europa, lei si è tirata indietro».
Ora che il contrasto è scoppiato in maniera pubblica e plateale, l’ex consigliere di Trump ci tiene a sottolineare che lui lo aveva previsto e annunciato: «Come ho detto ormai per anni, Meloni non è mai stata un ponte per il presidente verso l’Europa. Questa era una fantasia costruita da lei stessa». Sembra quasi di sentire le parole usate dal presidente Usa per accusarla di averlo pregato di fare un selfie al G7, al solo scopo elettorale di tornare ad essere percepita come una sua amica.
Però Bannon, che continua ad essere un punto di riferimento per il movimento Maga negli Stati Uniti, in particolare in vista delle elezioni midterm di novembre, si spinge anche oltre le critiche di Trump, chiarendo che a questo punto ricostruire il rapporto e salvaguardare l’alleanza fra i due paesi potrebbe diventare molto difficile, se non impossibile: «Le azioni nocive e dannose di Meloni contro l’America, durante un tempo di guerra, non verranno dimenticate presto». Bannon sembra quasi anticipare che la composizione di questo contrasto potrebbe risultare impossibile, fino a quando lei sarà a Palazzo Chigi, ma soffia sul fuoco spingendosi fino a prevedere effetti negativi per il paese: «Lei non è un’amica degli Stati Uniti e ci saranno conseguenze».
Pane e cipolle piuttosto che far parte dell’internazionale sovranista
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sfan©ulare gli uesei sarebbe l’ unica cosa buona fatta in quattro anni da questa governo ma non accadrà mai🤔
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