Da Macron a Merz non ha risparmiato nessuno. Con le donne è anche sessista

(Flavia Perina – lastampa.it) – Il solito bullo, lo ha fatto con tutti, dicono. E tuttavia si dovranno osservare due differenze importanti. La prima: il bullo ha minacciato, deriso, insultato, ogni leader europeo ma stavolta ha passato il segno che divide la smargiassata politica dall’umiliazione personale. La seconda: ogni leader europeo gli ha risposto a modo suo – frasi più usate: inaccettabile, offensivo,chieda scusa – ma mai nessuno gli aveva replicato per le rime come ha fatto Giorgia Meloni, dandogli apertamente del bugiardo. C’entra la forte personalizzazione del rapporto tra i due, che si sono a lungo blanditi nella prima fase della presidenza Usa, ma anche una evidente componente sessista. A Trump, probabilmente, sembra normale caricare di sprezzo la critica se di mezzo c’è una donna. A Meloni quella parte non va giù, suscita reazioni d’istinto.
Dice qualcuno che il surplus dello scherno (mi ha implorato, mi ha fatto pena) sia collegato, anche, al sottofondo di disistima con cui l’America ha sempre guardato le leadership italiane e la loro ansia di essere benvolute oltreoceano. Atteggiamento che si dava per scontato e non prevedeva dei “no”, come quello pronunciato da Meloni sull’uso delle basi per la guerra del Golfo. Altri “no” furono detti in passato, da Bettino Craxi il più celebre, e tutti ebbero conseguenze perché, ecco, per gli italiani parlare da-pari-a-pari con gli Stati Uniti è sempre stata opzione alquanto inaudita. E figuriamoci adesso, con Donald Trump che si presenta ai giornalisti del New York Times mostrando uno studio storico che lo definisce più potente dei più temuti leader della storia: Attila, Gengis Khan, Napoleone, Stalin, Mao e Hitler (poi è venuto fuori che lo studio è firmato dal caddie di un golfista, ma questa è un’altra storia).
Lo scontro con Meloni, comunque, risolve una volta per tutte un quesito politico che ogni capo europeo si è posto negli ultimi due anni: accarezzarlo serve? Non serve. Non è servito a Keir Starmer («Non è Curchill»), a Emmanuel Macron («È maltrattato dalla moglie, si sta appena riprendendo dal pugno che le ha dato»), a Friedrich Mertz («Non sa quello che dice»), a Mark Rutte («La Nato non c’era quando ne avevamo bisogno»), a Ursula von der Leyen, costretta a inseguirlo su un campo da golf per parlare di dazi, ne’ in tutta evidenza a Giorgia Meloni. L’aspirazione Attila del presidente americano ha diserbato ogni normale relazione diplomatica. Per irridere il premier inglese, un anno fa, Trump pubblicò sui social un video satirico in cui Starmer era terrorizzato dal rispondere a una chiamata dalla Casa Bianca: questo è l’effetto che il presidente Usa cerca, per esibirlo ai suoi elettori come prova di un potere assoluto e sprezzante.
La tempesta che ha impegnato ieri l’intera politica italiana segna comunque uno spartiacque. Mai nella sua storia decennale la destra italiana era entrata in conflitto con la Casa Bianca. Mai, neppure davanti alle scelte più controverse, ne aveva criticato apertamente e personalmente i leader. I presidenti di matrice progressista erano stati blanditi. Quelli di segno repubblicano, da Ronald Reagan ai Bush, erano stati oggetto di una vicinanza ai limiti della venerazione, tutti ottimi, tutti salvezza dell’Occidente, tutti crociati della verità e della civiltà. Vedere, ieri, ogni singolo esponente di FdI pronunciare parole di fuoco contro Donald Trump, trattandolo come un nemico della premier, dell’Italia, di ogni alleanza, risultava davvero sorprendente.
Per Fratelli d’Italia (e anche per il nostro Paese) significa addentrarsi in territori nuovi, mai esplorati. La rottura diplomatica, segnata dalla rinuncia di Antonio Tajani al Business Forum di Miami, forse si potrà ricucire con pazienza. Il crash politico appare irrecuperabile e rivela uno dei principali limiti delle leadership ad alto tasso di personalismo. Perché passare da «fantastica», «molto bella», «grande donna», a «non ho l’obbligo di parlarle» è un attimo quando le relazioni istituzionali privilegiano la confidenza ad altri dati. Meloni era convinta che il rapporto personale con Trump, frutto della consonanza Maga, l’avrebbe portata in carrozza verso successi sempre più grandi. Trump era convinto che proprio perché era una “dei suoi” avrebbe dovuto obbedirgli senza fiatare. La fine della storia l’abbiamo vista ieri: «mi ha implorato», «sei un bugiardo», «non ti voglio come fan».
Ecco il coro a difesa dell’ onor patrio deriso. Per la verità,le foto del G7 mostrano che questa volta( una delle poche volte) il pazzo ha detto la verità. Poi ci sono le rete TV e giornalisti vicinissimi a Meloni che durante il raduno dei sette non hanno fatto che avvalorare tale tesi cercando in tutti modi di fare passare che tra i due era tornata l’armonia.
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10 piani di morbidezza… hahahha… grande!
Comunque gli italiani non riescono,dopo la lettura,a pulirsi il didietro!
Pensa esiste la carta alla cammomilla..per addormentare anche le parti basse perchè quelle alte dormono tranquillamente da anni!
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Caterina Altamore
“Se uno è fango con gli altri, sarà fango, prima o poi, pure con te”
Diceva sempre così mio nonno e oggi, guardando lo schermo dello smartphone, non so se ridere o piangere…
Cara Giorgia Meloni, Il video di autogiustificazione che hai dovuto girare in fretta e furia, nel disperato e patetico tentativo di salvare una dignità ormai ridotta in fumo, è un insulto all’intelligenza dei cittadini e delle cittadine di questo Paese. Vedere la Presidente del Consiglio di una nazione del G7 costretta a pubblicare un reel su Instagram per difendersi dai calci sui denti mediatici di Donald Trump, il quale ha dichiarato in mondovisione che lo hai “implorato per una foto e gli facevi pena”, è una vergogna istituzionale senza precedenti.
Tu che replichi visibilmente in difficoltà: “Sono francamente allibita, le sue dichiarazioni sono inventate, l’Italia non implora mai”, mentre l’intero Governo si barrica in un piagnisteo ridicolo e il Ministro Tajani annulla furioso i voli per gli Stati Uniti… Ma vi rendete conto di che livello di degrado avete fatto raggiungere alla nostra politica estera? Sembra una crisi diplomatica gestita con la maturità di un dramma adolescenziale da reality show.
Ma, cara Giorgia, davvero hai la faccia tosta di dichiararti “allibita”?
Questa umiliazione pubblica non è un incidente di percorso…È la logica, meritata e inevitabile conseguenza dei vostri abominevoli errori storici.
Parliamo dello stesso Trump che tu e la tua coalizione avete idolatrato, rincorso e sdoganato per anni, arrivando persino alla follia di proporlo per il Premio Nobel per la Pace. Una vergogna che fa ancora sganasciare i diplomatici di tutto il pianeta. I fatti reali, drammatici e inattaccabili, erano sotto gli occhi di tutti e tutte, ma voi avete preferito ignorarli:
Il leader spietato che ha istituzionalizzato la disumanità ordinando la separazione forzata dei bambini dalle loro famiglie ai confini, lasciandoli soffrire in nome della propaganda.
Il politico cinico che ha aggredito verbalmente e sistematicamente le organizzazioni umanitarie e chiunque cercasse di portare soccorso e salvare vite umane.
Quello che ha teorizzato una finta “pace” che è solo sottomissione al più forte, calpestando il diritto internazionale e abbandonando i popoli aggrediti al proprio destino.
Lo stesso identico personaggio che davanti al massacro di civili innocenti si è sempre girato dall’altra parte con totale disprezzo.
Continuo? O basta questo a ricordarti con quale mostro vi eravate alleati?
Voi avete sostenuto, giustificato e legittimato tutto questo schifo finché ha fatto comodo alla vostra cinica propaganda elettorale.
Poi, però, l’opinione pubblica e il popolo italiano sono insorti davanti all’orrore di quelle scelte… A quel punto, per puro calcolo di poltrone e per non farvi travolgere dal dissenso, siete stati costretti a un parziale dietrofront. A denti strettissimi, hai dovuto mettere un freno e accennare a un timido distanziamento per salvare la faccia in patria.
Pensavi di fare la furbetta con un pericoloso narcisista patologico? Il populismo aggressivo di Trump non ammette le ipocrisie della vostra diplomazia da baretto… o sei una suddita adorante che bacia la pantofola al 100%, o sei un bersaglio. Non appena hai tentato una minima, misera manovra autonoma per salvare i tuoi voti, il bullo d’oltreoceano ti ha inserito nella sua lista nera…E alla prima intervista utile, ti ha servito la vendetta in mondovisione, declassando la leader dell’Italia a una figura subordinata da trattare con condiscendenza e finta carità. E nel tuo video gli rimproveri persino di essere “Troppo accondiscendente con i nemici dell’Occidente”… il patetico e ridicolo copione del “sei cambiato, non sei più quello di una volta!”.
La dignità dell’Italia e delle sue istituzioni non si difende rincorrendo la benevolenza di personaggi spietati, ma restando fermi, inflessibili… sui valori dell’umanità, dei diritti e della solidarietà internazionale. Chi semina alleanze con i cinici raccoglie fango in mondovisione.
Il re è nudo e la figura ridicola e indegna l’avete fatta fare a tutto il Paese.
Basta!
#altrochesolidarietà
-Caterina Altamore
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Grazie Vivi…. sempre lucida…
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