Il filosofo ed ex parlamentare dem interviene sullo scambio tra Giorgia Meloni e Donald Trump: «Con un signore puoi anche permetterti di dire una cosa del genere, di fare una battuta, ed è anche divertente, in astratto. Ma con una signora mai»

(di Sara D’Ascenzo – corriere.it) – Come sempre, prova a sgusciare.
Massimo Cacciari, che cosa ne pensa di quello che il presidente Trump ha detto della presidente Meloni sulla famosa foto scattata al G7?
«Non ne so nulla».
Ma come? Non si parla d’altro. Ha detto che la premier lo avrebbe implorato per fare quella foto.
«Ma davvero?».
Nel fondo della cornetta si avverte qualcosa che potrebbe essere una risatina. Poi il professor Cacciari torna serio.
«Trump è un villano, con una signora non ci si comporta così. La mia solidarietà a Giorgia Meloni».
Forse anche con un signore, presidente del Consiglio di una nazione alleata alla tua, non si fa così. Che dice?
«No, beh, con un signore puoi anche permetterti di dire una cosa del genere, di fare una battuta, ed è anche divertente, in astratto. Ma con una signora mai».
Lei come se la sarebbe cavata?
«Ah, beh, io avrei detto: “Sono stato onorato di fare una foto con Giorgia Meloni”, anche se non è vero… Diciamo che non è tra le mie priorità… Ma mai avrei usato le parole di Trump che si qualificano da sole e che sono volgari, ma che per me finiscono lì, montarci un caso serve solo ad alimentarle».
E della reazione di Giorgia Meloni che cosa ne pensa?
«Io non avrei nemmeno risposto, perché di fronte a frasi del genere, in un momento storico come questo, alle persone di buonsenso dovrebbe solo cadere la lingua. Sia a chi le riceve, sia a chi è chiamato a commentarle come me, sia a chi è costretto a occuparsene come voi. Stiamo parlando di una battuta volgare che non merita la nostra attenzione».
Ma non ci vede una sottovalutazione politica dell’Italia? Trump ha offeso la premier ma anche il Paese che guida. Un Paese alleato.
«Ma quale sottovalutazione, non c’è nessuna sottovalutazione di nessun governo, né italiano, né europeo, né cinese, né arabo, perché quell’interlocutore con questa battuta si qualifica da solo».
Ci sono state molte reazioni indignate in Italia: Tajani ha annullato la visita negli Stati Uniti e il presidente Sergio Mattarella ha espresso la sua solidarietà alla premier. Non è esattamente senza conseguenze.
«Siamo in un momento drammatico, in cui nel mondo ci si massacra. In Ucraina ci sono migliaia di morti, in Palestina muoiono di fame, il Libano viene bombardato senza sosta. Tiriamo tutti il fiato: queste sono str… rispetto a quello che centinaia di migliaia di persone stanno vivendo adesso nel mondo».
Pensa che possa essere una tattica quella di Donald Trump per destabilizzare avversari e alleati allo stesso tempo?
«Ma quale tattica, ma non scherziamo per piacere. Io ci vedo solo un uomo che dice cose per lo più a caso e questa volta le ha dette molto più pesanti del solito, ma come si fa… Il problema è che continuiamo ad amplificarle, anche adesso io e lei con questo nostro parlarne. Tiriamo una riga e non pensiamoci più: è stato volgare, peggio per lui»
Mah… forse è solo un convinto darwinista che,a seconda dei casi,si adatta all’interlocutore che si trova di fronte.I veri “very” yankees hanno pochi fronzoli.🙂
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Trump un villano ? Certo ,verissimo . Ma la memoria mi porta agli sfottò nei confronti di Giuseppi a stampa collettivizzata per l’ occasione ma soprattutto ricordo le ignominie di Meloni ossia le sue villane e oltraggiose invettive frutto di menzogne contro l’allora premier Conte .
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LE OFFESE NON SI LAVANO ROVESCIANDO I FATTI- Viviana Vivarelli
La notiziona di oggi è lo sgarbo che quel maranza di Trump ha fatto alla Meloni.
Potrei anche provare un senso di offesa se dietro la Meloni io ci vedessi questo Paese ma, siccome non ho mai identificato l’Italia con lei, ma l’ho sempre vista come una sciacquetta che usurpa indegnamente una istituzione a cui non arriva nemmeno alle ginocchia, fatico a vedere l’offesa come un fatto nazionale e non personale. Eppure l’offesa è addirittura europea, perché quello che Trump ieri ha fatto a lei, domani lo farà a chiunque non gli si prostri davanti. Per cui, che la Meloni mi piaccia o no, se esistesse un’Europa, dovrebbe come un corpo unico reagire fortemente al gesto plateale di uno che si crede padrone del mondo e distribusce colpe e pene come Dio in Terra.
Trump è un bullo megalomane e pazzoide e l’offesa all’Italia l’aveva già fatta la Meloni con la sua condotta servile e la sua pretesa di brillare sulla scena internazionale usando l’ubbidienza più retriva e incondizionata al peggio, una totale insussistenza politica e la sua cieca convinzione che per attrarre consenso bastasse solo spargere in giro bacetti e bacini, firmando ciecamente tutto il peggio che c’è e dominando i media italiani con menzogne e tracotanza.
Evidentemente quando si parla di spessore politico non si indica il servilismo più inetto e spregevole ma il possesso di idee, di piani risolutori, di capacità da statista, di elementi caratteriali degni di stima, di tempra civile. Tutte qualità che la sciacquetta della Garbatella non ha, così che è proprio per le sue insufficienze come capo istituzionale che l’Italia è in fondo a tutte le classifiche europee e ha dilapidato in modo osceno 209 miliardi allargando pure il debito e inguaiandoci per il resto dei tempi.
Ma la cosa più oscena, dopo questa trista pagina del boss stellato che calpesta i suoi adoratori, è la reazione dei fan politici e mediatici della povera Giorgia sputacchiata, i quali tentano con una baldanza davvero cretina di ribaltare i fatti, facendo apparire il gesto volgare di Trump come la reazione ad una opposizione che la meschinella gli avrebbe fatto (ma quando? ma come?) in nome di chissà quali ideali.
Bene, questo tentativo estremo di modificare i fatti per dare alla miserella una dignità e uno spessore che non ha mai avuto non solo stride coi fatti che sono stati messi in chiaro sotto i nostri occhi come sotto gli occhi del mondo, ma aggrava addirittura la sua situazione, tanto più che ne sono conseguiti atti molto pesanti di ritiro dell’Italia da vari incontri internazionali, con grave danno per i nostri imprenditori e la nostra economia, come se non bastasse essersi ritirati dalla via della seta, aver aderito alle 21 sanzioni alla Russia, aver accettato supinamente i dazi americani e il costo del gas americano. Dopo 4 anni di sottomissione cieca della leader alle pretese paranoidi di Trump, inventarle ora un’aura di ideale resistenza puzza in modo inaccettabile di pataccaro.
Insomma, è un po’ come quello che dopo essere stato pestato e fatto nero dice: “Però, sapessi quante gliene avevo dette!” Ah, beh…
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Che Trump sia un villano o anche peggio, ormai è ampiamente dimostrato. Ma anche gli atteggiamenti della Meloni, le mossettine e gli sguardi adoranti non sono quelli di una vera signora, men che meno un capo di governo in una occasione ufficiale. Il contegno , la dignità e l’eleganza non le sono propri.
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