
(estr. di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – […] Se il piano di pace è quello che sta circolando sui grandi media, siamo in presenza di un disastro di portata difficilmente calcolabile per Trump.
[…] Il piano che dovrebbe essere firmato domenica a Ginevra è un trionfo per l’Iran. Prevede, infatti: 1) Lo sblocco di 24 miliardi di fondi iraniani congelati nelle banche estere. L’Iran riceverebbe 12 miliardi prima delle trattative sul nucleare e 12 miliardi alla loro conclusione; 2) Il cessate il fuoco in Libano, cioè una vittoria di Hezbollah su Israele. Di più: il governo di Teheran ha dimostrato di difendere i libanesi meglio del governo del Libano; 3) nessun impegno preliminare sul nucleare. È un’altra vittoria dell’Iran, che aveva chiesto di separare le trattative sul nucleare da quelle per la riapertura di Hormuz. Trump aveva giurato che le due cose sarebbero state risolte insieme, ma alla fine si è piegato; 4) la fine del blocco statunitense dei porti iraniani; 5) la riapertura dello Stretto, ma senza pedaggi, che non esistevano nemmeno prima della guerra; 6) la revoca delle sanzioni petrolifere; 7) l’impegno degli Usa a ritirare le proprie forze dalle aree circostanti l’Iran: è il segno più vistoso della sconfitta. Anziché rovesciare il regime di Teheran, Trump dovrà rafforzarlo ritirando missili e soldati dalle basi americane semidistrutte dai missili iraniani.
Il 6 marzo 2026, Trump aveva dichiarato: “Non ci sarà nessun accordo, ma soltanto la resa senza condizioni”. Per misurare la portata della sconfitta, occorre confrontare gli obiettivi iniziali di Trump con quelli raggiunti: 1) fine del programma nucleare dell’Iran: nessun risultato; 2) fine del programma missilistico: nessun risultato; 3) rovesciamento del regime: nessun risultato; 4) consegna dei 440 kg di uranio ai soldati americani: nessun risultato; 5) fine dei rapporti tra l’Iran e Hamas-Hezbollah-Houthi: nessun risultato.
[…] Trump si difende sostenendo che l’Iran si impegnerà a non costruire la bomba atomica. Ma l’Iran aveva già preso quell’impegno con gli accordi di Obama. Le agenzie internazionali avevano certificato che l’Iran stava rispettando scrupolosamente gli accordi. L’Iran ha ripreso ad arricchire l’uranio dopo la decisione di Trump di ritirarsi dagli accordi di Obama. Ritirandosi dagli accordi, Trump ha peggiorato un problema risolto.
[…]
Trump ha peggiorato la posizione degli Stati Uniti, che adesso dovranno firmare un accordo più svantaggioso di quello precedente. Ai fini dei miei studi, è interessantissima la strategia che Trump ha utilizzato per manipolare l’opinione pubblica. Trump ha bombardato l’Iran per indurre i cittadini a credere di avere costretto l’Iran a firmare gli accordi con la forza. In realtà, l’ultimo bombardamento di Trump è stato ininfluente ai fini degli accordi, già definiti. Trump ha usato l’ultimo bombardamento dell’Iran – che chiamerò il “bombardamento inutile” – per salvare l’ideologia della destra repubblicana che si basa sul mito della forza in stile Ice. Grazie al bombardamento inutile del 10 giugno 2026, Trump può dire: “Visto? Le cose si ottengono con le bombe!”. Tutte le bombe sganciate sull’Iran gli sono costate una sconfitta. Trump non ha ottenuto nulla con le bombe e ha dovuto trattare come Obama. E ha pure distrutto la retorica del Corriere della Sera secondo cui le democrazie occidentali sono moralmente superiori alla Russia perché rispettano il diritto internazionale.
ahi ahi ahi…manca la proposizione bivariata.
Di grazia, Prof Orsini le è mai venuta in mente la domanda declinata nel vocativo latino:” …Ma che gliene frega agli yankees dell’Iran?”
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Sempre le stesse risibili **ronzate. Evidentemente basta essere dei bidelletti on medication per esser capaci di cimentarsi solo ed esclusivamente nelle suddette.
Vedrai che se continui a parlargli come se fosse lá con te un giorno Orsini ti risponde 😄
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