
(Andrea Zhok) – Stamattina mi è sovvenuto un ricordo. Qualcuno rammenta cos’era il “Cártel de los Soles”, presentato come minaccia esistenziale per la gioventù americana, esportatori di droga in grande stile, supportati dai vertici del governo venezuelano di Maduro?
Una volta imbragato Maduro e sbattutolo in una cella senza processo – secondo lo stile del Paese della Libertà – del Cártel de los Soles si sono perse le tracce. Dissolto.
Ricordo pensose riflessioni sugli organi di stampa che davano credito a questa entità – nonostante la sua palese natura artefatta.
Ricordo discussioni in rete con schiere di bamba che – come fanno per tutto il fiume di spazzatura mediaticamente accreditato – sosteneva la plausibilità che Maduro fosse il capo di un cartello della droga (“E perché no? Dopo tutto è un cattivo. E dai villain internazionali ti puoi aspettare di tutto”).
A questo punto è emerso un altro ricordo. Quello del deputato repubblicano Thomas Massie, che dopo aver rappresentato incontrastato il Kentucky per 13 anni alla Camera dei Rappresentanti ha avuto la malaugurata idea di prendere posizione su due questioni: gli Epstein Files (ricordate gli Epstein Files?), di cui aveva insistentemente chiesto la pubblicazione integrale, e la guerra in Iran, che aveva contestato obiettando all’eccessiva influenza israeliana sulla politica americana.
Dopo queste due prese di posizione Massie è caduto in disgrazia, è stato oggetto di campagne mediatiche di screditamento, e alle primarie repubblicane si è trovato di fronte un avversario che ha magicamente raccolto la più grande somma a sostegno della propria candidatura delle elezioni amministrative americane. Milioni di dollari sono arrivati a sostegno della campagna elettorale del suo avversario da parte di lobby israeliane. Risultato: Massie defenestrato a favore di un emerito sconosciuto (Ed Gallrein).
Anche qui decisivo è stato il riorientamento mediatico supportato da mazzette di dollari.
Niente di più complicato di questo. L’apparato mediatico a tassametro in tutto il mondo occidentale riorienta a pagamento la massa di opinione pubblica beota, costruendo narrazioni ad hoc che devono reggere solo il tempo sufficiente per arrivare ad un certo appuntamento (un intervento militare, un’elezione, ecc.), poi chi s’è visto s’è visto, avanti con la prossima fiaba.
Morale da trarre.
Nel mondo esistono parecchi regimi problematici, ciascuno con i suoi difetti.
E’ giusto riflettere sui loro pro e contro.
Purché nessuno si sogni di contrapporre quei sistemi, sempre migliorabili, alle preclare virtù del Cartello Occidentale, spacciato per Democrazia.
Il Sistema Politico Occidentale è un sistema piuttosto organico che abbraccia numerosi paesi e circa un ottavo della popolazione mondiale.
In esso – salvo sporadiche eccezioni:
il Potere Legislativo appartiene alle lobby finanziarie
il Potere Giudiziario appartiene al sistema mediatico
il Potere Esecutivo appartiene a pupazzi a molla, attori di risulta e mercenariato brado.
Verrà condannato per non aver voluto passare lo spinello di petrolio a Trump. Si sa che lo spinello deve fare il giro come il petrolio. E gli spinelli di Maduro sono di robba scadente, ma sempre bbona e guadagnosa per lo zeccone pel di carota.
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No Zhok, il potere appartiene al popolo a condizione che questo sia consapevole, obiettivo e critico.
La lobby, il pupazzo a molla e i media esistono proprio perchè non si analizzano i fatti in modo obiettivo, perchè non si conoscono e si pensa di conoscerli dalla stampa e perchè le notizie e la loro condivisione si selezionano solo dopo aver indossato la sciarpa da tifoso.
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parole ineccepibili…il professore milanese di filosofia morale si esprime come un erudito membro della qanion corporation mettendo insieme cavoli capre grilli e meteoriti nella edizione rimixata di un film di un misconosciuto regista finlandese che fece tornare in auge la teoria della terra cava e dei nazisti rifugiatosi dentro the dark side of the Moon in attesa del meccanismo di Dyson per tornare a comandare
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C’è un utente di infosannio che, immancabilmente, puntualissimamente, ogni volta che Andrea Zock analizza un qualcosa… salta su come un Puente de ‘noialtri alla prese con le pale del 1869 e i chip rubati alle lavatrici. Open70
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È così. Non tollera i 3-4 intellettuali veri, rimasti in questo Paese. E come ne appare uno ( Zhok, il migliore) è in agguato per farne le pulci.
In un mondo di ragionieri Cerasa come guide culturali, lui vivrebbe felice e…silente.
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Questo è proprio il punto; tu hai bisogno di uno Zhok, di un Cerasa o di un altro; io no.
Cogito ergo sum; vivo di vita intellettuale propria non di quella degli altri.
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