
(repubblica.it) – “Il rientro di Alessandro Di Battista è stato rinviato”. L’annuncio è stato dato dalla sua associazione Schierarsi in un post su Instagram. “Chiediamo a tutti di mantenere la massima discrezione e prudenza – si legge nel testo – nella diffusione di informazioni, in attesa di ulteriori aggiornamenti”. Il ritorno in Italia era previsto per il pomeriggio di oggi.
L’ex parlamentare 5S è ricoverato in una struttura dell’Avana dopo il malore e il forte mal di testa accusati lo scorso sabato mentre si trovava a Cuba per un reportage per Il Fatto quotidiano. Ricoverato prima in un ospedale di Santa Clara e successivamente trasferito nella capitale, sarebbe dovuto rientrare con un volo pagato da un’assicurazione stipulata prima della partenza aveva detto lo stesso Di Battista pochi giorni fa sui social: “Partirò da Cuba il 4 settembre con un’aeroambulanza i cui costi verranno coperti dalla compagnia assicurativa con la quale ho stipulato una polizza prima della partenza”.
A dire il vero doveva ripartire giovedì.
Adesso manco sabato.
Evidentemente ha ancora problemi.
Anche che Dibba non abbia parlato direttamente non è bello.
Speriamo e preghiamo per lui, che possa tornare abbastanza sano e salvo da lì.
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https://www.google.com/amp/s/www.ansa.it/amp/sito/notizie/politica/2026/09/05/rinviato-il-rientro-di-alessandro-di-battista-in-italia-e-stato-operato-a-cuba_0978aacf-84ca-48e7-a11d-987f72161750.html
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Non so se ridere o piangere.
Il suo ultimo intervento diretto era stato giovedì sera, quando aveva postato un’ennesima denuncia su quanto sta accadendo a Gaza, senza alcun riferimento alla sua situazione personale (“Nell’ultima settimana i terroristi israeliani hanno ucciso almeno 35 civili palestinesi”, “non vi voltate dall’altra parte”, l’appello). L’attivista e reporter – era a Cuba per un reportage per il Fatto – si trova da una settimana all'”Hermanos Ameijeiras”, di L’Avana dove è stato trasportato dopo un primo ricovero in gravi condizioni a Santa Clara, in seguito a forti dolori alla testa. Da allora, sulle sue condizioni circolano molte voci, ma poche informazioni certe, anche per la discrezione chiesta a più riprese dalla famiglia e dalla sua cerchia più ristretta. Nei giorni scorsi nella capitale cubana erano arrivati la madre dei suoi due figli, Sahra Lahouasnia, e due medici dell’ospedale Gemelli – un neurochirurgo e un rianimatore – per collaborare con l’equipe medica cubana al suo caso.
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