“Airola, la salute dei Vigili del Fuoco è una roulette russa”

La dura denuncia del sindacato: personale a rischio contaminazione tra i veleni dei rifiuti. Disposizioni scritte dal Comando, mai applicate sul campo.

Benevento, 5 settembre 2026 – A sei giorni dall’incendio divampato il 31 agosto nell’impianto di stoccaggio rifiuti di Airola ancora attivo, il CONAPO – sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco – denuncia pubblicamente le gravi carenze nella tutela della salute del personale impegnato senza sosta nelle operazioni di spegnimento.

Chi lavora su quel sito respira i prodotti della combustione di tonnellate di plastica e altri rifiuti di composizione sconosciuta. L’ARPA Campania ha rilevato, nel primo ciclo di campionamento, valori di diossine superiori al riferimento scientifico, e ha documentato il 3 settembre un episodio acuto di inquinamento proprio nei pressi del rogo. Ma su un punto il sindacato chiede chiarezza assoluta: quei dati misurano l’aria che respira la popolazione, non quella che respirano i soccorritori.

“I nostri operatori non stanno a distanza. Stanno dentro la sorgente, immersi nei fumi, per turni che superano le dodici ore, in alcuni casi per più giorni consecutivi”, tuona Livio Cavuoto, Segretario Provinciale del CONAPO di Benevento. “E nessuno ha mai misurato quanto hanno realmente respirato. Non una verifica individuale, mai. Si gioca alla roulette russa con la salute di uomini che stanno solo facendo il loro dovere.”

Il Comando ha emanato due disposizioni di servizio, il 1° e il 4 settembre, che avrebbero dovuto istituire un percorso di decontaminazione. Sulla carta. Nella realtà, denuncia il CONAPO, quelle procedure non vengono applicate.

Il quadro descritto è pesante: nessuna decontaminazione effettuata all’uscita dalla zona rossa e nessun addetto incaricato di farla; mezzi che viaggiano avanti e indietro tra il rogo e le caserme senza mai essere sanificati; maschere e autorespiratori usati trasportati in auto qualsiasi, senza nemmeno essere imbustati; il mezzo destinato al riposo del personale parcheggiato dentro l’area contaminata; nessun presidio sanitario sul posto; operatori rimasti per ore senza poter neppure allontanarsi per le necessità fisiologiche.

“Abbiamo letto disposizioni che parlano di percorso sporco/pulito e di decontaminazione. Bellissime, sulla carta”, incalza Alfonso Cecere, Vice Segretario Provinciale. “Peccato che sul campo non ne venga applicata nemmeno una. Sono documenti di facciata, scritti per mettersi a posto la coscienza. Ma un foglio protocollato non ha mai protetto nessuno dalle diossine.”

C’è di più. I filtri specifici per gas e vapori sono stati forniti con il contagocce, nonostante le richieste insistenti: al personale è stato suggerito di usare al loro posto normali mascherine antipolvere, che contro i gas tossici non offrono alcuna protezione. Inoltre, l’attivazione del Nucleo NBCR, la squadra addestrata al rischio biologico, chimico e radiologico, prevista dalle procedure per interventi di questo tipo, è stata negata dal Comando: è arrivata solo ieri, grazie alla disponibilità e al tempestivo intervento del Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco della Campania.

“Quando il nucleo specialistico arriva soltanto dopo giorni, e ci arriva perché a muoversi è stata la Direzione Regionale, il giudizio è uno solo: le scelte gestionali adottate a livello provinciale si sono rivelate inadeguate”, afferma Cavuoto. “Non lo diciamo per polemica. Lo diciamo perché quei giorni di ritardo li hanno pagati i nostri colleghi con i loro polmoni.”

Resta poi un interrogativo che nessuno ha voluto affrontare: la probabile presenza di ingenti quantitativi di amianto sul sito, mai verificata, mai cercata nei monitoraggi, mai gestita con le procedure che la legge impone.

“Il decreto legislativo 81/2008 non chiede al datore di lavoro di scrivere disposizioni. Gli chiede di applicarle”, sottolinea Cecere. “Un documento rimasto sulla carta non protegge nessuno. E soprattutto non solleva da alcuna responsabilità.”

Il sindacato tiene a chiarire un punto. “Nessuno di noi si sta sottraendo al proprio dovere”, precisa Cavuoto. “I Vigili del Fuoco di Benevento sono lì da giorni, e ci resteranno finché servirà. Ma garantire il soccorso non può significare sacrificare chi il soccorso lo presta. La sicurezza degli operatori non è un ostacolo all’intervento: è la condizione perché quell’intervento possa continuare.”

Il CONAPO ha formalmente diffidato il Comandante Provinciale, in qualità di datore di lavoro, chiedendo l’attivazione immediata delle decontaminazioni, la fornitura dei dispositivi adeguati, visite mediche straordinarie per tutto il personale intervenuto e la verifica della presenza di amianto. In caso di mancato riscontro, il sindacato annuncia il ricorso agli organi di vigilanza sulla sicurezza del lavoro e alle autorità giudiziarie.

“Chi entra in quel fumo per proteggere una comunità intera ha diritto a tornare a casa integro”, chiudono Cavuoto e Cecere. “La salute dei lavoratori non è negoziabile. E noi non la lasceremo negoziare a nessuno.”