Sul “mercato digitale” di Polymarket la maggioranza degli investitori punta sulla riconferma della leader di FdI. Ma per ribaltare il risultato bastano poche migliaia di euro

(di Nicola Borzi – ilfattoquotidiano.it) – Chi sarà il prossimo presidente del Consiglio? Il 52% dice Giorgia Meloni: per oltre metà la leader di Fratelli d’Italia rivincerà alle prossime elezioni. Impressionante la crescita dei consensi su Roberto Vannacci (all’8%, ma nei giorni scorsi aveva superato il 10) che “vale” quasi metà delle chance di Elly Schlein (19%), tanto quanto Giuseppe Conte e insegue Silvia Salis (12%) dopo averla battuta nei giorni scorsi, la stessa Salis che solo pochi giorni fa però a sua volta aveva superato la segretaria del Pd. Le indicazioni oscillano continuamente. Un sondaggio? No, parola dei prediction market di Polymarket, una sorta di mercato digitale a metà tra la finanza e le scommesse. Non si tratta di singoli scommettitori, si badi bene, ma di puntate. E cambiare i “pronostici” costerebbe poche migliaia di euro.
Le previsioni sono dunque estremamente volatili, ma anche manipolabili per creare l’effetto bandwagon, cioè attrarre il consenso degli indecisi che sono propensi a saltare sul carro del possibile vincitore. E ci sono stati già casi celebri. È uno dei motivi per i quali in Italia è vietato scommettere sulla politica e i risultati elettorali. Ma all’estero no.
I prediction market (o mercati predittivi) sono piattaforme di scambio online in cui gli utenti acquistano e vendono contratti basati sul verificarsi di eventi futuri reali. Funzionano convertendo la probabilità di un evento (politico, economico, geopolitico o di costume) in un prezzo di mercato regolato dalla legge della domanda e dell’offerta. Questi mercati si basano sul principio della “saggezza della folla”: l’aggregazione delle scommesse finanziarie di migliaia di individui genera previsioni spesso più accurate dei sondaggi tradizionali o dei singoli esperti.
Il funzionamento di un prediction market è strutturato su contratti standardizzati. Ogni mercato si apre con un quesito verificabile che prevede una risposta netta (“Il candidato X vincerà le elezioni?” oppure “Il traffico nello Stretto di Hormuz tornerà alla normalità entro fine giugno?”). Gli utenti acquistano quote a favore del “sì”o del “no”. Il valore finale del contratto a evento concluso è tipicamente fissato a 1 dollaro per la risposta corretta e a zero per quella errata. Se una quota del “sì” viene scambiata a 0,6 dollari, significa che il mercato attribuisce al verificarsi di quell’evento una probabilità del 60%. Chi ha comprato il “sì” a 0,6 incasserà 1 in caso di vittoria (guadagnando 0,4) o perderà l’intero investimento se l’evento non si verifica.
A differenza delle scommesse tradizionali, dove le quote sono fissate unilateralmente dal banco, nei prediction market il prezzo nasce dall’incontro tra domanda e offerta su basi peer-to-peer. Molte di queste piattaforme, come Polymarket, sono decentralizzate e basate su blockchain, mentre altre come Kalshi sono regolate e operano negli Stati Uniti offrendo contratti su economia e politica. La forza di questi strumenti risiede nella loro reattività in tempo reale: i prezzi oscillano istantaneamente durante dibattiti o eventi geopolitici, spesso anticipando i risultati elettorali con precisione maggiore rispetto ai sondaggi demoscopici.
Mentre nel Regno Unito scommettere sul prossimo Primo Ministro è una tradizione consolidata ed è possibile farlo su bookmaker come William Hill, in Italia è vietato scommettere sulle elezioni nazionali. Questo divieto è radicato nel Codice penale e blindato dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli (Adm). Sono tre le ragioni politiche e giuridiche di questo orientamento. Innanzitutto la tutela della democrazia: si teme che le scommesse possano incentivare il voto di scambio o la manipolazione dell’opinione pubblica. In secondo luogo, le norme sulla par condicio: le fluttuazioni delle quote agirebbero come un “sondaggio clandestino continuo” nei 15 giorni precedenti il voto, periodo in cui i sondaggi sono vietati. Infine, il rischio di insider trading politico: politici o funzionari potrebbero usare informazioni riservate per scommettere, alterando l’integrità del mercato. Un rischio che di recente si è già verificato: militari Usa e israeliani sono stati arrestati per aver puntato sulle date dell’attacco al Venezuela e all’Iran grazie a informazioni riservate in loro possesso. Per queste ragioni, l’Adm ha inserito siti come Polymarket in una blacklist, rendendoli inaccessibili dall’Italia se non tramite sistemi di anonimizzazione degli indirizzi web.
All’estero, però, il rapporto tra prediction market e politica è già entrato di prepotenza sotto la lente dell’opinione pubblica e dei media. Durante le scorse elezioni presidenziali statunitensi Polymarket è stato scosso da un trader francese noto come “Théo”, che ha scommesso oltre 70 milioni di dollari sulla vittoria di Donald Trump. Théo ha iniettato progressivamente oltre 70 milioni di dollari in scommesse pro-Trump, puntando non solo sulla vittoria dell’Election College ma anche sul voto popolare, e le ha suddivise tra 11 account coordinati. Inizialmente, media e regolatori hanno gridato alla manipolazione elettorale, temendo un tentativo artificiale di creare l’effetto carrozzone. Tuttavia, le indagini di Polymarket che hanno portato all’individuazione di “Théo” e le sue successive interviste rilasciate al Wall Street Journal e a The Free Press hanno smentito l’ipotesi della manipolazione geopolitica. Secondo “Théo” si è trattato di puro calcolo finanziario, non per ingannare il pubblico ma per evitare lo “slippage“, ovvero l’aumento istantaneo del prezzo causato da un unico ordine massiccio. Il trader aveva commissionato sondaggi privati basati sul metodo dei “vicini di casa” ed era convinto che i poll ufficiali sottostimassero Trump. La sua scommessa si è rivelata corretta, portandogli un profitto netto di circa 85 milioni di dollari e dimostrando l’efficienza predittiva del mercato.
Ammesso che qualcuno volesse fare la stessa cosa sul mercato di Polymarket sul “prossimo presidente del Consiglio italiano”, le cifre in gioco però sarebbero ben più modeste. Il mercato è attualmente molto illiquido, con volumi che si aggirano tra i 25 e i 150mila dollari, assai ridotti rispetto a quelli americani. Proprio questa caratteristica lo rende però facilmente manipolabile da chiunque — esponenti politici o agenzie di comunicazione — volesse generare propaganda o “fake news”.
Modificare artificialmente le quote per rafforzare la favorita, portando Meloni dal 54% al 75%, costerebbe tra i 5mila e i 10mila dollari. L’algoritmo alzerebbe la quota in pochi secondi a causa della scarsità di contratti disponibili. Per ribaltare il mercato, portare uno sfidante come Schlein o Vannacci in testa richiederebbe tra i 20mila e i 40mila dollari. Il manipolatore dovrebbe vendere i contratti di Meloni e acquistare massicciamente quelli dell’altro candidato. Ma una simile distorsione sarebbe temporanea. I prediction market possiedono “anticorpi”: non appena i trader razionali notano un prezzo irrazionale, scommettono contro il manipolatore per guadagnare, riportando le quote al valore reale e causando al manipolatore la perdita del capitale investito.
Sempre che, naturalmente, non ci sia qualcuno disposto a perdere soldi per guadagnare influenza politica.
😂😂😂😂😂😂😂😂😂…
@commissione
Maledetti plagiatori…ci hanno copiato sostituendo le brioche con i token
😂😂😂😂😂😂.
D’altronde non poteva che finire così…quando ci mettono “il becco” Renzi e Tether.
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Polymarket dava favorito il Sì al referendum costituzionale. https://www.agimeg.it/referendum-giustizia-polymarket-vede-il-si-avanti-per-i-mercati-molto-probabile-la-sconfitta-di-nordio/
Con affluenza alta il Sì è in vantaggio. Sondaggisti d’accordo su un elettorato Pd-M5S diviso: «I pentastellati alla fine potrebbero anche astenersi». https://www.ildubbio.news/news/politica/49261/con-affluenza-alta-il-si-e-in-vantaggio-ma-il-referendum-si-decide-in-volata.html
😂😂😂
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Sul referendum costituzionale sulla giustizia la “saggezza della folla” digitale ha mostrato tutti i suoi limiti, confermando che l’algoritmo non è infallibile.
Il mercato predittivo ha fallito la previsione per motivi strutturali precisi, legati a come funzionano queste piattaforme finanziarie:
1. La trappola del “Sì” iniziale: Nelle prime fasi della scommessa, gli utenti internazionali di Polymarket hanno associato in automatico la forza politica di Giorgia Meloni alla vittoria del referendum. Chi scommetteva dall’estero ragionava in modo puramente matematico: “Meloni è solida nei sondaggi elettorali, quindi vincerà anche la sua riforma”. Non hanno calcolato che il voto referendario segue dinamiche completamente diverse dalle elezioni politiche.
2. L’errore sul Quorum. Il mercato di Polymarket ha registrato un clamoroso cortocircuito logico: molti trader avevano scommesso sul “No” convinti che il referendum sarebbe fallito per mancanza di quorum (visto lo storico dei referendum abrogativi italiani sulla giustizia). Trattandosi però di un referendum costituzionale, il quorum non era richiesto. Quando il prezzo del “Sì” ha provato a recuperare in extremis a marzo, la reazione degli scommettitori è stata tardiva e caotica.
3. La mobilitazione reale vs I soldi digitali. Questo errore dimostra che le balene delle criptovalute e gli scommettitori di Polymarket (residenti all’estero) non hanno il polso reale delle piazze italiane. Non hanno minimamente intercettato: La forte sensibilità dell’elettorato italiano sui temi dell’indipendenza della magistratura. La capacità della minoranza e delle opposizioni di compattarsi e portare la gente alle urne. Il voto di opinione trasversale che ha spinto il “No” al 54%. Il verdetto delle urne ha sgonfiato le quote digitali. È la prova che quando si spengono gli schermi e i cittadini entrano nella cabina elettorale, le fiches dei mercati finanziari contano zero.
Il dato del 52% per Giorgia Meloni su Polymarket è la quota ufficiale registrata in tempo reale nel mercato predittivo sul “Prossimo Presidente del Consiglio”. Questa transizione dai finti cavalli alle scommesse sulle criptovalute segna il passaggio definitivo dai “sondaggi clandestini” alla finanza predittiva globale. Come funziona il 52% su Polymarket. Non si tratta di un sondaggio tradizionale basato su interviste a campione, ma di un mercato finanziario in criptovalute: Il prezzo fa la percentuale
Una volta esistevano i finti ippodrom (esilaranti) purtroppo hanno chiuso queste piattaforme. Per la par condicio o il blocco dei sondaggi italiani. Polimarket è un sistema che aggira di fatto qualsiasi divieto di par condicio o blocco dei sondaggi italiani. La piattaforma ha sede negli Stati Uniti e si basa su transazioni in un dollaro digitale (USDC). Paradossalmente, molti analisti ritengono questi mercati più affidabili dei vecchi sondaggi, perché chi punta qui ci mette i propri soldi reali, riducendo i margini di errore legati alle bugie o alle indecisioni degli elettori.
Il nuovo ippodromo è digitale.
La “sostanza dopante” della propaganda si è semplicemente spostata dai talk show ai grafici finanziari delle scommesse digitali.
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