
(estr. di Elena Basile – ilfattoquotidiano.it) – […] – Il ministro degli Esteri della Lituania, Kestutis Budrys, ha riassunto in un’intervista sul giornale svizzero Neue Zürcher Zeitung le posizioni che potrebbero essere comuni a scandinavi e baltici ed esercitare forte attrazione sui polacchi e sulla stessa Germania. Ha sottolineato come la Nato dovrebbe radere al suolo la base di Kaliningrad di difesa aerea e militare russa e l’Ucraina essere ammessa nell’Europa della Difesa europea in versione anti-russa e come primo passo per l’ingresso nella Nato. Ha inoltre plaudito al riarmo della Germania che deve assumere la leadership dell’Europa nella guerra contro Mosca e ha assicurato che l’articolo 5 Nato esiste. Washington sarà in guerra insieme all’Europa.
[…] Non si tratta di posizioni isolate. L’Alta rappresentante per la politica estera europea, Kaja Kallas, e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, potrebbero farle proprie. Sembra che ormai la decisione di entrare in guerra sia stata presa. Gli elettori progressisti dei socialisti europei, e in Italia del Campo largo, sono accecati dall’odio verso Mosca. Parteggiano per l’Ucraina come se si trattasse di una partita di calcio. Sarebbero disposti a far saltare il pianeta in aria purché il killer non l’abbia vinta. In fondo dietro lo slogan della Schlein “la pace giusta” si nasconde poco altro. L’opposizione alla destra meloniana, guerrafondaia e filoisraeliana, in questa drammatica situazione balbetta che dobbiamo continuare a inviare le armi in Ucraina (ovviamente non per la guerra ma per la pace), corre negli Usa a incontrare Obama (graditissimo intellettuale di bell’aspetto), quasi fosse l’icona di una sinistra internazionale, che si è tuttavia macchiato di violazioni del diritto internazionale (Siria, Libia, esecuzioni extragiudiziarie con droni, punizioni collettive contro i palestinesi) e non si distingue, se non per la forma, dall’ondivago presidente attuale. Elly Schlein sembra affermare infine che Netanyahu sbaglia, ma si guarda bene dal chiedere immediate sanzioni a Israele e criticare nettamente il progetto di Grande Israele sponsorizzato dalla lobby e dalla maggioranza della cittadinanza israeliana. Siamo a un passo dal conflitto nucleare e questa opposizione sembrerebbe non adeguata. Il bacino elettorale del Pd può fare la differenza nella costruzione di un’alternativa alle destre trumpiane e alla politica della guerra. Per questo, con tutta la simpatia che ho per la Schlein, mi succede di criticare il Pd ancora di più di quanto faccia con le destre trumpiane. Se combattiamo la manipolazione mediatica e politica dell’opinione pubblica progressista, del ceto medio irretito dalla retorica dei talk show, possiamo sperare nella costruzione di un’istanza politica in grado di dare voce alla Generazione Z, al non voto, al dissenso contro le guerre.
[…] Vogliamo parole nette contro le strategie neoconservatrici statunitensi di scontro con la Russia, Gaza, il Libano, l’Iran, per un’Europa non liberista e non asservita alla Nato, in grado di dialogare con i Brics e perseguire gli interessi dei popoli europei, lo Stato sociale e i beni comuni. Se non torniamo in Europa allo Stato, al settore pubblico, alla politica non asservita agli oligarchi (fondi, lobby), dovremo rinunciare ai nostri diritti elementari. La società della sorveglianza in un’economia di guerra elimina i media come quarto potere, riesce ad asservire il pensiero con una propaganda capillare che permea tutti i settori, dalla diplomazia alla cultura.
E così i figli di quel 90% della popolazione che include gli elettori inconsapevoli delle destre trumpiane come dei socialisti europei, si ritrovano precari e futuri soldati di una guerra di cui non hanno capito nulla. Penseranno di sacrificarsi per i “valori” europei. Nelle scuole come nelle università penetra con il beneplacito dei baroni del pensiero la retorica militarista. In Europa trionfano le mostre delle armi, carri armati, missili, droni, persino uniformi militari vestite da leggiadre donzelle. Due droni russi deviati dagli ucraini, cadono in Romania e la classe politica tuona e prepara nuove sanzioni a Mosca. La frontiera orientale diviene sempre più armata. Tutti si affrettano a promettere a Zelensky (per il suo riuscito colpo, la deviazione dei droni in Romania) nuovi finanziamenti. Si tratta di un delirio inarrestabile che non salva neanche il 2 Giugno. […]
La festa della Repubblica è profanata con l’esibizione della forza militare in contrasto con la nostra Costituzione e l’articolo 11 che sancisce il ripudio della guerra. Intellettuali e artisti sono elogiati perché si allineano alla retorica del potere, sono confusi, non condannano i carnefici, il genocidio di Gaza, non esprimono opinioni e non vengono così ostacolati dalle potenti lobby che decidono ormai il destino delle loro opere. Il pensiero orwelliano, che trasforma la codardia in coraggio come la guerra nella pace, trionfa.
Sottoscrivo parola per parola il contenuto . Aggiungo che se il campo largo riuscisse a vincere le prossime elezioni molto probabilmente entreremo in guerra in quanto il PD è il partito più guerrafondaio d’Italia e in tal caso , con la scusa della sovranità del parlamento , non disdegnerebbe un voto alle camere facendo convergere i oropri voti con quelli delle destre fasciste mettendo fuori gioco gli illusi cinque stelle . Cosa già avvenuta con il Conte uno per il tav .
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“sembra affermare”
“Vogliamo parole nette”
“non esprimono opinioni”
Si incontrarono per caso sull’uscio di Shakespeare & Company, la storica libreria affacciata sulla Senna, a pochi passi da Notre-Dame.
“Dottoressa Elena!” esclamò Carlgen.
“ Finalmente ho il privilegio di incontrarla di persona. Mi lasci dire che i suoi capelli, lisci e sinuosi, sembrano incorniciare la luce malinconica dei suoi occhi algidi. C’è un fascino quasi orientale nei suoi lineamenti eleganti; una bellezza adolescenziale che lei custodisce gelosamente nella sua intimità, come se volesse negare al mondo un simile splendore. È un tratto raro, tipico di quelle pochissime donne sensibili che hanno trovato il coraggio di scavare nella propria anima.”
“Oh, Carlgen!” rispose la dottoressa Elena.
“ Lei è esattamente come la immaginavo leggendo le sue poesie. Dietro quella scorza dura e la cresta colorata, si nasconde un uomo straordinario. Mi dica, in quale collegio del Senato si candiderà? Avrà sicuramente il mio voto.”
Carlgen, senza proferire parola, abbassò lo sguardo sulla quarta di copertina di un volume consunto dal tempo, leggendone le prime righe «Il silenzio è il tempio interiore dei saggi ed è concesso a pochi eletti; le parole sono solo lo specchio del mondo e appartengono a tutti.»
(estratto da “I tormenti filosofici di un punk speculatore” scritto dal biografo ufficiale IL MARESCIALLO,prossimamente nelle migliori librerie)
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