
(Di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – Altruismo. “Unicef: ‘In una settimana 77 bambini uccisi o feriti in Libano. Sono 11 al giorno” (Ansa, 30.5). “Israele si fa carico di smantellare la rete terroristica in Libano” (Riformista, 28.5). Ben gentile. Quello serio/1. “Primo, l’Ucraina non ha nessuna delle condizioni che gli consente di entrare nel processo di ammissione dell’Unione Europea. Secondo, se continuiamo ad allargare l’Ue, non costruiremo mai un’Unione più forte. L’abbiamo visto con l’allargamento a Est, che è […]
Ma mi faccia il piacere
(Di Marco Travaglio) – Altruismo. “Unicef: ‘In una settimana 77 bambini uccisi o feriti in Libano. Sono 11 al giorno” (Ansa, 30.5). “Israele si fa carico di smantellare la rete terroristica in Libano” (Riformista, 28.5). Ben gentile.
Quello serio/1. “Primo, l’Ucraina non ha nessuna delle condizioni che gli consente di entrare nel processo di ammissione dell’Unione Europea. Secondo, se continuiamo ad allargare l’Ue, non costruiremo mai un’Unione più forte. L’abbiamo visto con l’allargamento a Est, che è stato un clamoroso errore” (Carlo Calenda, leader Azione, Canale5, 24.3.22). “Sarebbe utile che Meloni e Schlein smettessero di fingersi morte e dicessero una parola chiara sull’ingresso dell’Ucraina nell’Ue… Le posizioni dei loro alleati filo putiniani le conosciamo. La nostra posizione come centro liberale è chiara. L’Ucraina deve entrare nell’Ue con corsia preferenziale perché ha difeso l’Europa… Azione non farà alleanze con chi tradisce l’Europa e l’Ucraina (Calenda, 29.5.26). Quindi è ufficiale: Calenda non farà alleanze con Calenda.
Quello serio/2. “Se fossi Mario Draghi gli sputerei in faccia, qualora venissero a chiedermi di rifare il presidente del Consiglio” (Calenda, La7, 28.5). Ma non lo sei e nessuno glielo chiede. Magna tranquillo, Carlé.
Quello serio/3. “Prenderò un sacco di voti. C’è almeno un 8% che non vuole votare le forze estreme” (Calenda, 28.5). Infatti lui sta al 3.
Il lancio del Martella. “Domenica si vota per le amministrative. A Venezia Italia Viva sostiene Andrea Martella… Andrea sarà un ottimo sindaco per questa città patrimonio del mondo” (Matteo Renzi, leader Iv, Facebook, 21.5). Cosa poteva mai andare storto?
Errata corrige. “Oggi sul Fatto c’è uno con dottorato in scienze politiche che definisce Pannella ‘alfiere della destra liberale’. Altro che dottorato, le elementari devono ripetere, questi qui” (Guido Vitiello, Foglio, 28.5). Ci scusiamo per il refuso: essendosi Pannella candidato nel 1994 con la Bonino in Forza Italia appena fondata da Berlusconi, Dell’Utri e Mangano, la sua destra era ovviamente illiberale.
Archeogiustizia. “La sfida dei pm su Sempio: ‘Consulenza psichiatrica’. La pericolosità sociale farebbe scattare l’arresto” (Rita Cavallaro e Luca Fazzo, Giornale, 29.5). Probabilissimo, ad appena 19 anni dal delitto.
Archeopolitica. “Lollobrigida e quell’omaggio nel giorno della morte del Duce: il 28 aprile 2015 usava parole criptiche e senza mai nominare il dittatore” (Domani, 29.5). Accipicchia, nel 2015: roba freschissima, da farci tutta la campagna elettorale.
Chi può e chi no. “L’ex pm Siciliano si candida a Milano dopo aver sconquassato la città con le indagini urbanistiche. In un paese normale si porrebbe quantomeno una questione di opportunità, ma nell’Italia dei Di Pietro, Violante, Ingroia, de Magistris, Grasso, Emiliano, Roberti, De Raho, Scarpinato e chi più ne ha più ne metta, la candidatura di un magistrato non fa più notizia” (Ermes Antonucci, Foglio. 29.5). Sarà mica la stessa Italia dei Mantovano, Nordio, Bartolozzi, Bobbio, Nitto Palma, Parenti, Matone, Maresca, Neri, Centaro, Caterina Chinnici, Cosimo Ferri e chi più ne ha più ne metta?
Giuristi per caso. “Vendola è innocente come chiunque debba rispondere di accuse non ancora dimostrate in via definitiva e rimane innocente anche se… vengono prescritte” (Mattia Feltri, Stampa, 26.5). No, ciccio: se sei innocente ti assolvono; è quando non lo sei che ti prescrivono.
Lucidissima. “La mamma del bosco: ‘Mie fette di pane e marmellata, dentro di voi troverete la verità’, ‘Un cucchiaino di zucchero bianco può alterare la lucidità mentale’” (Libero, 30.5). Strano che le abbiano levato i figli.
Lucidissimi. “Record di occupazione. Più lavoro, ma la sinistra frigna. Il pil cresce. Bruxelles loda i progressi dell’Italia”, “ Gufi e rosiconi. Altro che Paese allo sfascio. I numeri sbugiardano la sinistra” (Libero, 30.5). Ma si drogano tutti o è tornato Sallusti?
Campo larghissimo. “Gualtieri e il sindaco di Chicago: ‘Un patto per battere le destre’” (Repubblica, 30.5). Quindi praticamente è fatta.
Monsieur de la Palice/1. “Intervista all’editore Alberto Leonardis: ‘La Stampa non è Repubblica’” (Foglio, 29.5). Ma non mi dire. E corre voce che non sia neppure il Corriere della sera.
Monsieur de la Palice/2. “I capelli di Alberto Leonardis sono quasi completamente bianchi, ma a seconda di come batte la luce conservano ancora qualche riflesso d’oro. In Abruzzo, dov’è nato nel 1966, lo chiamavano il Biondo” (Salvatore Merlo, Foglio, 29.5). Fosse stato bruno, viene il sospetto che l’avrebbero chiamato il Bruno.
La nuvoletta di Fantozzi. “Non si può giocare a mezzogiorno con quel caldo. Perché ci si ferma per pioggia e non per il caldo? In estate nessun tennista amatoriale gioca a mezzogiorno, perché il numero 1 Sinner sì? A quell’ora farei giocare solo chi nega il cambiamento climatico” (Fabio Fazio, Corriere della sera, 29.5). Per Sinner faceva caldo, mentre per Cerundolo faceva fresco.
Il titolo della settimana/2. “Donald Trump, un socialista alla Casa Bianca” (Federico Fubini, Corriere della sera, 27.5). Uahahahahah.
Il titolo della settimana/3. “’Bisteccheria d’Italia’: il nome del ristorante scelto da Delmastro” (Domani, 28.5). Ecco perché faceva così schifo.
Il titolo della settimana/4. “Ucraina, Ue divisa: parlare con Putin, ma per dire cosa?” (Domani, 29.5). Conoscendoli, qualche cazzata la trovano sempre.
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“Infatti lui sta al 3”.
Al 3,1%, per l’esattezza. 😀
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Un Grazie alla Redazione di Infosannio…
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“se sei innocente ti assolvono; è quando non lo sei che ti prescrivono.“
No, diciamo che in assenza di sentenza rimane il dubbio.
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. “Prenderò un sacco di voti. C’è almeno un 8% che non vuole votare le forze estreme” (Calenda, 28.5). Infatti lui sta al 3.
Sappia che c’è gente allergica alla Calend-ula…🤣
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QUELLO SERIO/1. “Primo, l’Ucraina non ha nessuna delle condizioni che GLI consente di entrare nel processo di ammissione dell’Unione Europea. Secondo (…)”. E niente: per il voltagabbana – a dir poco – Calenda, l’Ucraina è uno Stato maschio e nessuno c’aveva ancora detto nulla. Galeotto fu quel pronome “GLI”…
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Errata corrige. “Oggi sul Fatto c’è uno con dottorato in scienze politiche che definisce Pannella ‘alfiere della destra liberale’. Altro che dottorato, le elementari devono ripetere, questi qui” (Guido Vitiello, Foglio, 28.5). Ci scusiamo per il refuso: essendosi Pannella candidato nel 1994 con la Bonino in Forza Italia appena fondata da Berlusconi, Dell’Utri e Mangano, la sua destra era ovviamente illiberale.
Quando MT scrive roba del genere mi fa incazzare. Sembra vivere, e far vivere i suoi lettori, in una eterno pollaio.
Sulla Nuvoletta di Fantozzi e Sinner, invece, ha perfettamente ragione.
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SL, ovvio che il caldo era per entrambi, ma credo che pure Jannik ha esternato in modo errato.. Jannik ha giocato in modo continuativo per poi diventare il numero uno mondiale, mentre il suo avversario ovviamente no, credo che lo stress (anche se pagato più che profumatamente), mentale e fisico per arrivare ad un tale traguardo lo abbia logorato parecchio, di conseguenza ad un certo punto ha ceduto!
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Come per i politici quando si parla di sport si smette di essere sportivi e si diventa tifosi. Tranquilla, si può guarire.
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Il Foglio lo fa imbufalire e detto tra noi non ha tutti i torti, soprattutto durante il periodo di raccolta firme contro il finanziamento pubblico dell’editoria.
Referendum https://share.google/Kk54Jua0BN6Fc5kGY
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Si d’accordo, si detestano, e se lo scrivono quando possono. Ma arrivare a ridurre Pannella ad “alfiere della destra liberale” non è fare giornalismo. È pollaio.
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Ok, Pannella è l’ultimo caso con il quale il Foglio ha voluto fare le pulci al Fatto e ovviamente Travaglio ha colto la palla al balzo per evidenziare l’inutilità e se vogliamo il danno comunicativo di un giornale che vive quasi esclusivamente di sovvenzioni. Chiamalo pollaio ma nel Paese siamo messi così, è doveroso metterlo in evidenza.
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E anche questa settimana è fatta .
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GIANNI CALI’
Il Financial Times non è un giornaletto di opposizione. È il giornale della City, della finanza che conta, il termometro della credibilità internazionale di un paese.
E loro hanno scritto una parola pesante: fallimentare .
Ma c’è un errore di fondo in questa analisi.
Non ha fallito lei. Hanno fallito quelli che l’hanno votata.
L’hanno portata lì. L’hanno messa su un piedistallo. Hanno applaudito ogni sua uscita, ogni suo “uuh uuh”, ogni suo pianto in diretta. L’hanno difesa quando sbagliava, giustificata quando mentiva, osannata quando urlava.
Hanno mandato al governo un’incapace sapendo benissimo che era incapace.
Perché lo sapevano. Lo sapevano quando prometteva la flat tax e poi faceva manovre da destra socialista. Lo sapevano quando parlava di “italiani primi” e poi firmava i decreti per l’invio di armi all’Ucraina. Lo sapevano quando diceva “saremo noi a comandare in Europa” e poi tornava a casa con le pive nel sacco.
Ma loro hanno continuato a votarla. E continuano a difenderla.
Se una persona è chiaramente inadeguata al ruolo che ricopre, chi è il vero responsabile del disastro?
Il chirurgo che opera male? Sì, ma anche il primario che lo ha assunto.
Il pilota che schianta l’aereo? Sì, ma anche la compagnia che gli ha dato i comandi.
La premier che fallisce? Sì, ma anche gli elettori che l’hanno messa lì sapendo che non aveva le competenze.
E qui casca l’asino.
Perché molti di quelli che oggi si lamentano del caro vita, dei conti pubblici in rosso, delle pensioni rimandate, della sanità a pezzi… sono proprio quelli che hanno votato per lei.
Non è opinione. È matematica:
Deficit al 3,1% – Italia in procedura d’infrazione .
Debito pubblico oltre 2.900 miliardi – record storico .
Spesa sanitaria reale in calo – mentre le liste d’attesa aumentano .
Salari fermi – mentre l’inflazione ha mangiato il potere d’acquisto .
PNRR – la spesa è ancora sotto il 50% degli obiettivi, a un passo dalla scadenza .
E mentre tutto questo accade, loro – quelli che l’hanno votata – continuano a dire: “Sì, ma è colpa di chi ha governato prima”.
Il passato è il rifugio degli incapaci. Il presente è il loro fallimento.
Questa è la narrativa che tiene in vita il consenso.
“Ma Conte ha fatto il Superbonus” – Vero. Ma il governo Meloni ha avuto 4 anni per metterci una pezza. Invece ha solo pianto.
“Ma la sinistra non ha mai governato bene” – Forse. Ma tu hai votato per cambiare. E non è cambiato nulla. Anzi.
“Ma l’Europa ci blocca” – Eri tu che volevi l’Italia sovrana? Dov’è finita?
La realtà è che l’incapacità non si misura con le buone intenzioni. Si misura con i risultati.
E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Compresi quelli del Financial Times.
Il fallimento più grande non è Meloni.
Il fallimento più grande è l’incapacità dei suoi elettori di dire “ho sbagliato” .
Perché se una persona ha sbagliato a votare, può correggere il tiro la volta dopo. Può ammettere che le promesse erano fumo. Può dire “non ci casco più”.
Ma chi continua a difenderla, a giustificarla, a votarla – quello non è più un elettore. È un complice.
E la complicità non si scusa. Si combatte.
Se la prossima volta voterai ancora per lei, sapendo quello che ha combinato, allora il fallimento non sarà più suo.
Sarà tuo.
Perché votare un’incapace la prima volta può essere un errore.
Votarla la seconda volta è una scelta.
Votarla la terza volta è una condanna. Per te, per i tuoi figli, per il paese.
Il Financial Times può scrivere quello che vuole. Ma il giudizio vero lo daranno le urne.
E se vincerà ancora, allora la colpa non sarà della destra. Sarà dell’Italia intera.
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Se c’è di mezzo il rignanese cosa potrà mai andare storto?
Questo video fornisce parecchio materiale di studio. Il capitolo più interessante riguarda l’esperimento (roba vecchia ma sempre valida) che consiste nel rendere “legale” una idea unanimemente considerata “impensabile”. Renzi è entrato dalla finestra, con l’aiuto di tutti.
Ma non è nemmeno questa la notizia definitiva e più importante trasmessa al pubblico dalla signora Schlein. Anzi, più che notizia è una idea. Questa accozzaglia del campo dei miracoli probabilmente aveva in mente di affrontare le elezioni insieme per vincerle nel peggior modo possibile. Ma vincerle. Oggi, dopo queste surreali dichiarazioni della segretaria del primo partito delle opposizioni, è ragionevole pensare che la accozzaglia del campo dei miracoli ha deciso di perdere le elezioni nel miglior modo possibile.
Ma veramente qualcuno sta pensando che questi soggetti (ES, Conte, Frat, Bon) stanno trasmettendo la idea di voler partecipare per vincere?
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La finestra è del signor Overton. Adesso può essere chiusa.
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Per “perdere nel miglior modo possibile” vanno fondamentalmente intese due cose: assicurare la ri-elezione di tutti coloro in grado di garantire che la palude italiana rimanga tale (cacicchi, destabilizzatori patentati ecc). Il secondo punto consiste nel trasmettere all’ elettorato che vengono messi in campo tutti gli strumenti per coinvolgerlo nella sfida elettorale.
Poiché “è più facile essere ingannati che riconoscere di essere stati ingannati”, gli elettori formattano la loro memoria e tendono a credere alle balle raccontate nell’ immediato presente.
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Ma la Elly, ci fa o ci è??
Ma forse la vera domanda da porci è questa: quanti partiti ci sono dentro il PD?? Ho perso il conto: basta cambiare una virgola tra quello che dice un gruppo rispetto a un altro… ed è subito PD! Ma c’è una cosa che li accomuna tutti. Per capirla suggerisco, non un’analisi complicata o filosofica – che sarebbe cmq utilissima per capire in profondità la questione – ma una lettura semplice semplice ma di non comune intensità: La mutazione di Luca Ricolfi. Nelle prime 40-50 pagine c’è tutto quello che di essenziale c’è da sapere. Risalire la china sarà un’operazione piuttosto complicata. Ma siamo condannati a un’alleanza, comunque vadano le cose. Che per me saranno le seguenti: Vannacci entrerà, volente o nolente, nel CDX magari all’ultimo momento (da solo cosa farebbe, una volta eletto con la sua pattuglia di seguaci?). Ergo, la riconferma della Pesciarola è molto, molto probabile. Mentre dall’altra parte le supercaxxole, come quelle della Elly, saranno cibo giornaliero con cui alimentarsi.
Insomma, far declinare sicuramente un’alleanza per lo sfizio di imbarcare Renzi, il maggior sfollaelettori dell’orbe terracqueo… emblema di tutto ciò che non è di sinistra… a me sembra la cartina di tornasole di quelle pagine di cui sopra. Leggere per credere!
PS. Questo commento lo conserverò per sbatterlo in faccia agli ingenui a elezioni avvenute. Con il titolo “ve l’avevo detto io!”. Magra soddisfazione.
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@Gae
Mi è capitato di imbattermi in un video del generale in un evento a Catania: se va avanti così Vannacci potrà presentarsi al voto anche da solo. E, da quello che ad oggi sembra trasmettere, credo sia indisponibile ad annacquare le sue idee.
Fenomeni come Vannacci non nascono per caso (idem per AfD, RN ecc). Il totale sfacelo delle socialdemocrazie sta producendo questi fenomeni.
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Questa signora assomiglia sempre più a quei venditori porta a porta della Folletto…Se fanno rientrare Renzi dalla finestra e non sganciano altri imbarazzanti elementi come Picerno, Calenda & Co. …significa che non hanno nessuna intenzione di andare al governo.
La banda Meloni & C. avrà gioco facile anche alle prossime elezioni, se a “sinistra” non fanno a breve qualcosa di credibile.
Non manca molto…
Temo che Vannacci lieviterà e sarà un punto di forza della coalizione di destra ( molto pericoloso ) e il disastro, così proseguendo, sarà inevitabile.
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Con questa informazione la democrazia è una chimera.
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“L’Ucraina deve entrare nell’Ue con corsia preferenziale perché ha difeso l’Europa…”
Della quale fa parte pure la Russia in guerra con l’Ucraina.
E considerate che questo è uno dei pezzi più pregiati della politica italiani.
C’è lui, Tijani…
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Giancarlo Selmi
2 g ·
Due giorni fa l’immarcescibile Flavio Tosi – immarcescibile solo nel senso della sua eterna capacità di sopravvivere a qualunque poltrona – ha pensato bene di rispolverare il più logoro degli argomenti della destra: “ha stato Conte”. Questa volta perfino sul PNRR. Non sapendo come giustificare la sostanziale gassificazione di 209 miliardi di euro, Tosi ha attribuito al governo Conte la cabina di regia, la scelta dei progetti, l’allocazione dei fondi, gli errori originari e, immagino, anche il traffico sulla tangenziale e l’umidità nelle cantine. Il tutto con quel sorrisetto sardonico che prova a sembrare furbizia politica e invece produce solo la sensazione di una lontana parentela con l’intelligenza. Peccato che la realtà racconti altro. Conte fu fatto fuori proprio quando si trattava di decidere davvero sul PNRR. Aveva ottenuto le risorse. Aveva immaginato un impiego orientato a sanità pubblica, scuola, welfare, messa in sicurezza del territorio, contrasto al dissesto idrogeologico, interventi diffusi capaci di distribuire ricchezza e lasciare valore nel Paese. Un piano così, evidentemente, non piaceva alla solita razza padrona. Non piaceva a chi preferisce grandi concentrazioni di spesa, grandi filiere di potere, grandi centri decisionali e cittadini lasciati a guardare. Non piaceva a chi non sopporta l’idea che una montagna di soldi pubblici possa servire davvero a modernizzare l’Italia, invece che a nutrire rendite, clientele e feudi elettorali. Poi è arrivato Draghi, ma subito dopo questo governo. È arrivato Fitto. E il PNRR, da grande occasione storica, è diventato un enorme labirinto di ritardi, sprechi, scarichi di responsabilità, Comuni lasciati soli, progetti raffazzonati, interventi opachi e propaganda a buon mercato. Adesso, davanti al disastro, che fanno? La solita cosa: danno la colpa a Conte. Ma il punto politico è semplice: chi ha gestito davvero il PNRR dopo Conte si assuma la responsabilità del suo fallimento. Perché qui non parliamo di spiccioli. Parliamo di una quantità enorme di denaro pubblico che avrebbe dovuto cambiare il volto del Paese: sanità, scuola, ambiente, infrastrutture, innovazione, welfare, sicurezza del territorio ma che non ha lasciato traccia di sé, se non i debiti e la possibilità alla nave Meloni di galleggiare nonostante le evidenti falle. Dove sono finiti tutti quei soldi? Chi ha lasciato che questa occasione storica diventasse l’ennesima occasione perduta? Prima o poi servirà una commissione d’inchiesta vera sul PNRR. Non una passerella. Non una recita parlamentare. Una commissione seria, capace di seguire ogni euro, ogni progetto, ogni ritardo, ogni scelta politica. Perché questo piano doveva modernizzare l’Italia. Doveva renderla più giusta, più forte, più sicura, più europea. Doveva curare le ferite lasciate da anni di tagli, privatizzazioni, dissesto e abbandono. Invece rischia di lasciarci soprattutto debiti, propaganda e qualche feudo ben ristrutturato, tipo lo stadio di Maglie intitolato al padre di Fitto. Ristrutturazione costata milioni di euro. Le menzogne, in altri Paesi, costano carriere politiche. Da noi vengono dette in televisione con il sorrisetto, al riparo da qualunque obiezione giornalistica. Ma già… Dimenticavo… In Italia il giornalismo è solo una tessera del nulla.
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Flavio Alemani
1 g ·
Praticamente su LaSettA il M5S esiste solo per essere attaccato e delegittimato. Come la gruber ieri sera, poco fa la bindi a “in altre parole” ha criticato il fatto che i partiti dell’opposizione non abbiano un programma da presentare in coalizione. MA CI SIETE O CI FATE??? La nostra iniziativa di NOVA per loro NON ESISTE!!! Il fatto che sia stato il M5S -e non il “loro” pd- ad aver organizzato un percorso di partecipazione attiva e di confronto aperto anche ai non iscritti al Movimento, per raccogliere idee e proposte concrete per la costruzione del prossimo programma di governo da sottoporre agli altri partiti del campo progressista li manda ai pazzi! MEGLIO TACERE! MEGLIO RIMUOVERLO! MEGLIO CENSURARLO!!! 🤬🤬🤬🤬🤬 E lì c’erano, oltre a gramellini, anche la sardoni e damilano! Che razza di giornalisti sarebbero costoro??? Siccome non possono NON SAPERE di Nova, è lampante che NON VOGLIONO PARLARNE perché darebbero un assist all’odiato rivale del pd!!! Schifosi faziosi, ipocriti in malafede! Siete feccia! 🤮🤮🤮🤮🤮 Il Giornalismo è un’altra cosa…… Gianna Piana
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Perché non passa il post di “Stop ai politici inutili”? … È il nome della pagina Facebook, non una dichiarazione terroristica! 🤭
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