Due degli attivisti sono ancora nelle carcere israeliane: sono stati arrestati mentre si trovavano su una nave battente bandiera italiana. Il presidente del Senato: “Se hai la fortuna che ti fermano per tre o quattro ore e puoi gridare che sei stato torturato è il massimo a cui aspirare”

(lespresso.it) – “Manifestazioni strumentali e propagandistiche a scarso rischio e a molto ritorno mediatico, se poi hai la fortuna che ti fermano per tre o quattro ore e puoi gridare che sei stato torturato… É il massimo che puoi aspettarti e a cui aspirare”. È quanto ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa in riferimento al fermo degli attivisti della Global Sumud Flotilla. 22 barche dirette a Gaza a scopo umanitario sono state intercettate e abbordate da parte di Israele in acque internazionali, al largo di Creta. Due degli attivisti su nave battente bandiera italiana, Thiago de Avila e Saif Abukeshek, sono ancora in carcere. Sul caso indaga la procura di Roma. 

“Quando ci sono eccessi da parte di paesi, anche lo stesso Israele, allora fa bene l’Italia a protestare, ma questo non mi fa cambiare idea sulla natura di questa protesta – ha aggiunto La Russa – che può provocare anche reazioni giuste e legittime ma non mi fa mutare il parere che siano iniziative a scarso rischio per i partecipanti e ad alta visibilità”. L’occasione per l’intervento è stata la presentazione a Milano del libro scritto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e dalla giornalista Annalisa Chirico, “Dalla parte delle divise”. Piantedosi stesso è intervenuto sul caso, dichiarando che iniziative come quelle della Flotilla hanno “poco l’obiettivo di portare veramente aiuti, comunque irrisori rispetto a quelli che abbiamo dato come governo italiano”. Il ministro ha sottolineato che “finire in carcere un rischio minimo non lo è mai, è sempre un rischio importante” e che Meloni è stata “molto eloquente rispetto a quella che è la posizione del governo italiano sulla necessità di salvaguardare l’incolumità delle persone che hanno fatto questa iniziativa. Il governo italiano sta comunque presidiando – ha concluso – quello che sta avvenendo in Israele in qualche modo”.

Nel frattempo la procura di Roma indaga per sequestro di persona. Già due giorni fa il team legale della Flotilla aveva presentato un ricorso urgente alla Cedu contro Roma, sostenendo che le autorità italiano fossero state informate “tempestivamente del rischio concreto e imminente”, senza tuttavia attivare interventi efficaci per impedire o interrompere quanto stava accadendo.