Chi è Paula White-Cain, la telepredicatrice cooptata da Trump alla Casa Bianca. Passato difficile, opache fortune e accondiscendenza assoluta al presidente

Donatella Mulvoni Manuela Cavalieri – lespresso.it) – Quando Trump la vede per la prima volta in tv, all’inizio degli anni Duemila, è una telepredicatrice bionda e magnetica. Ha un passato difficile e una straordinaria capacità di andare dritto al cuore della gente con il suo show. La invita alla Trump Tower. È l’inizio di un’amicizia che la porterà fin dentro la Casa Bianca. Oggi la pastora Paula White-Cain lavora nella West Wing e coordina il White house faith office, a pochi passi dallo Studio ovale. «L’imprenditore la accostava ad Oprah Winfrey, una persona con un’impresa mediatica di grande successo e una storia personale forte», ci dice Molly Worthen, autrice di Spellbound (“sotto incantesimo”), sull’uso del carisma per mobilitare le masse.
Prima di diventare la consigliera spirituale del commander-in-chief, era una «ragazza incasinata del Mississippi», come si è raccontata. Un’infanzia segnata da papà suicida, mamma alcolizzata e abusi, in un contesto di disagio e povertà. Madre teenager, si converte nel 1984 e, dopo un primo matrimonio fallito, sposa il pastore pentecostale Randy White. Con lui fonda nel 1991 una chiesa a Tampa, in Florida, che cresce rapidamente. Un rapporto del Senato pubblicato nel 2011 farà luce sui fondi esentasse che la coppia avrebbe utilizzato per jet privato, stipendi d’oro a familiari e case. Dopo un nuovo divorzio, nel 2011 diventa responsabile del New destiny christian center poi City of destiny in Florida, incarico che lascia nel 2019, passando la guida al figlio e alla nuora.
Oggi, a 60 anni, si definisce sul suo sito «riformatrice culturale, pioniera spirituale e una delle voci cristiane più influenti del XXI secolo». Perpetuamente sorridente ed estremamente grintosa, raggiunge ogni settimana milioni di persone in tutto il mondo con i programmi tv disseminati anche sui social. È milionaria (si parla di un patrimonio personale di almeno cinque milioni di dollari) ed è sposata dal 2015, in terze nozze, con il musicista Jonathan Cain, storico membro dei Journey.
Tra chirurgia estetica e abiti griffati, è stata più volte tacciata di eresia per un ministero vicino al “prosperity gospel”, che sollecita aggressivamente donazioni. Celebre l’offerta di «sette benedizioni soprannaturali» con un versamento minimo di mille dollari. «Ha costruito una presenza mediatica che combina una forma di auto-aiuto spirituale con uno stile di vita materialmente attraente, in cui benedizione materiale e spirituale sono strettamente connesse», spiega Molly Worthen. Principi con cui Donald Trump va a braccetto. Paula ripaga la fiducia con una lealtà assoluta. Opporsi al presidente, ha intimato, «sarebbe come dire no a Dio». Non stupisce che poi il tycoon abbia postato una foto di se stesso in sembianze messianiche.
Sta trasformando il Faith office in un’arma , denuncia a L’Espresso la reverenda Jennifer Butler, a guida della stessa istituzione durante l’amministrazione Obama (quando si chiamava White house council on faith and neighborhood partnerships). «Era uno spazio di dialogo interreligioso e plurale. Ma anche George W. Bush (che lo istituì ufficialmente nel 2001) coinvolse un’ampia gamma di orientamenti. Oggi è la scelta di una sola fede in una versione conservatrice, di destra che, dal mio punto di vista di pastora, non riflette nemmeno i veri insegnamenti del cristianesimo». I governi precedenti, ricorda, lavoravano altresì per attuare programmi concreti sul territorio. «Aiutare poveri, senzatetto, immigrati, affrontare l’Hiv/Aids. Invece la prima cosa che questa amministrazione ha fatto è stata tagliare tutti i fondi e smantellare Usaid (l’agenzia governativa per la gestione degli aiuti umanitari)».
Non la impensierisce l’accesso della religione allo Studio ovale, ma l’uso per legittimare il potere. «Obama aveva una fede autentica. Ricordo quando cantò Amazing grace al funerale (del reverendo nero ucciso da un suprematista con altri 8 fedeli a Charleston nel 2015). Un gesto di umiltà, in quel momento incarnava una sorta di pastore della nazione e lo faceva in modo inclusivo». Insomma, uno scenario molto diverso da quello dei ministri di culto che pregano per la guerra in Iran degli Usa al fianco di Israele. D’altra parte, White-Cain e il suo circolo interpretano le tensioni in Medio Oriente in chiave escatologica. Trump è al potere per compiere una missione. Lo confermerebbe anche il fatto di essere sopravvissuto a tre attentati, compreso l’ultimo durante la cena dei corrispondenti alla Casa Bianca all’Hilton di Washington.
Il profilo personale passa in secondo piano: contano i risultati. Con la nomina di tre giudici conservatori, Trump ha consegnato alla Corte suprema la maggioranza che ha rovesciato Roe v. Wade, cancellando il diritto federale all’aborto (decisione che, secondo White-Cain, ha posto fine a ciò che definisce «l’assassinio brutale di milioni di bambini» in cinquant’anni). A questo si aggiungono la difesa della libertà religiosa e una linea dura contro cultura woke, politiche di genere, istanze della giustizia sociale e immigrazione illegale.
Un ragionamento che però trova voci importanti di dissenso all’interno del mondo evangelico. «La Chiesa deve rinunciare alla propria capacità di dire la verità al potere in cambio di ottenere alcuni risultati politici? Quanto deve essere stretta la relazione tra la Chiesa e qualsiasi governo, incluso questo?». Se lo chiede Amos Yong, il più importante teologo pentecostale vivente, professore al Fuller theological seminary. «Nell’Antico Testamento i profeti agivano come coscienza della comunità e anche della teocrazia, quando operavano accanto ai re o persino contro di loro», ci dice. «Nel nostro contesto la situazione è ancora più problematica, considerando che esistono ampie evidenze sul fatto che almeno alcune delle azioni di questa amministrazione siano moralmente, legalmente o politicamente discutibili». Paula White-Cain, chiarisce, non appartiene al pentecostalesimo classico, ma al più fluido universo carismatico. Quella a cui afferisce è la New apostolic reformation, in cui confluiscono gruppi che promuovono l’idea di un’influenza cristiana diretta nella società, dalla politica ai media tra gli altri ambiti. «Incidere e impegnarsi non significa ignorare l’evidente disonestà o le illegalità in cui l’amministrazione potrebbe essere coinvolta», avverte.
In autunno uscirà il nuovo lavoro di Yong, “Trump and the politics of prayer: inside the spiritual world of his faith advisory team”, che offre un’analisi teologica e antropologica dell’ecosistema religioso dei sostenitori evangelici e carismatici del presidente. Il saggio ricostruisce le chiamate alla preghiera promosse dai consiglieri spirituali dopo le elezioni del 2020. Momenti di forte mobilitazione in cui leader e fedeli reagirono a una sconfitta ritenuta ingiusta, invocando un intervento divino. Yong mostra come questa dimensione spirituale si sia intrecciata con i tentativi di impedire la certificazione del voto, contribuendo al clima che portò all’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. «Mettiamo in evidenza il ruolo della retorica della paura, ma anche delle ansie reali di molti credenti». Il timore di perdere identità e capacità di difendere le proprie posizioni morali ha spinto molti a tollerare comportamenti altrimenti inaccettabili. «Se un’amministrazione restituisce quei diritti, questo finisce per pesare più di ogni altra considerazione. E così prevale la spinta a difenderli, evitando qualsiasi scelta che possa mettere a rischio un rapporto così stretto con il potere». Dinamica che, osserva, continua a produrre effetti oggi, con il ritorno di molti di quei protagonisti nella nuova amministrazione Trump.
Wanna Marchi, con la sua innata eleganza diceva: “ se sei un cogl10ne è giusto che venga 1ncu1at0” vuoi vedere che riguardo ai fedeli di alcune chiese americane e a molti elettori nostrani aveva ragione?
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Che sia lodato il Fato che le ha gli arbori in Yankeelandia.
Fosse nata,che so, a Massa Carrara, grazie ai suoi poteri spirituali nei piani astrali che fanno sempre breccianei cuori della popolazione elevata,oltre che chic,avrebbe preso il 65% alle elezioni politiche. Basile,Mazhokko,Travaglio,Orsini,Pubblegum…scansateve proprio.
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ec: Le ha dato gli arbori(maledette squadraccie)
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La filmografia hollywoodiana ci ha tante volte illustrato il sottobosco “cristiano” Usa nei western e anche in film ambientati in tempi più recenti. Di certo questi personaggi hanno molto in comune con quelli a latitudini e longitudini varie : più si riferiscono al vangelo e più lo mettono sotto i piedi. La ricchezza non è un ostacolo per entrare nel regno dei cieli ( la cruna dell’ ago è evidentemente molto larga per loro) ,il matrimonio non vincola nessuno di loro per tutta la vita come sostengono gli amministratori di culto sull’altare e il sesso e la lussuria più sfrenata anche verso inermi e minori non allontana da dio . Tutto ciò vi ricorda qualcuno anche delle nostre parti ? Poi, però, quello che irrita e che presunta laicità del giornale che irride ai falsi profeti trumbiani con questo articolo non riesce a disapprovare gli atti altrettanto osceni degli americani invasori e generatori di tragedie in tutto il mondo insieme quegli altri religiosi estremisti israeliani predicatori di un dio vendicativo e razzista.
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https://www.ilgiornaleditalia.it/news/esteri/783863/strage-di-odessa-12-anni-di-impunita-e-di-memoria-selettiva-dall-attacco-neonazista-ucraino-del-2-maggio-2014.html
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Ma liberaci dal male! Amen🙏!
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