
(Francesco Furlan – nuovavenezia.it) – Ha avuto alcuni incontri sessuali con una vicina di piazzola in campeggio, una ragazza che stava in tenda insieme alla sua compagna. Ma dopo quella breve relazione si è trovato denunciato per violenza sessuale perché, stando alla ricostruzione delle due donne, una sera sarebbe entrato di nascosto nella tenda, avrebbe colpito con una sberla una ragazza, e avrebbe abusato dell’altra, quella con cui aveva già avuto alcuni incontri, nei giorni precedenti. Incontri avvenuti all’insaputa della compagna.
Un cittadino sloveno trentenne da più di dieci anni residente a Schio (Vicenza), difeso dall’avvocato Dirk Campajola, è stato assolto con formula piena dall’accusa di violenza sessuale e ora sono le due ragazze che rischiano di venire iscritte nel registro degli indagati. Il giudice infatti ha rimesso il fascicolo alla procura per valutare l’ipotesi di reato di calunnia nei confronti del ragazzo.
I fatti risalgono alla scorsa primavera. Il trentenne sloveno in quelle settimane si trovava in campeggio a Fusina per una trasferta di lavoro. Non ha l’auto e il campeggio gli era comodo per raggiungere il posto di lavoro. Vicino a lui, in tenda, c’erano due ragazze italiane impegnate in una relazione.
Una delle due, nei giorni della loro permanenza in campeggio, ha intrattenuto una breve relazione con l’uomo, una frequentazione confermata anche da altre persone ospiti della struttura in quegli stessi giorni.
Un menage che però si è concluso con la denuncia di violenza sessuale da parte delle due donne. Dai riscontri sanitari successivi alla denuncia non sono però emersi elementi a conferma della violenza, e neppure dell’aggressione. E anche nella ricostruzione delle due ragazze sono emerse numerose discrepanze circa la violenza sessuale, le fasi dell’aggressione in tenda – non sono state riscontrare abrasioni – e la relazione con l’uomo. Da parte sua il trentenne si è sempre professato innocente.
In udienza preliminare l’avvocato difensore ha chiesto il rito abbreviato e ha presentato una memoria difensiva. La stessa procura, rappresentata dal sostituto procuratore Laura Villan, aveva chiesto l’assoluzione con la formula dubitativa. Il tribunale invece ha assolto l’accusato con formula piena. E ora le due ragazze rischiano di finire a processo per il reato di calunnia.
Ormai siamo arrivati a un punto in cui converrebbe a entrambi i sessi stare il più lontano possibile gli uni dalle altre. Le donne perché rischiano seriamente di essere stuprate, gli uomini perché rischiano seriamente di essere accusati di stupro.
Per quanto riguarda l’unione tra i sessi — quell’incontro che madre natura ha escogitato a scopo riproduttivo e che per millenni ha avuto anche il nome di desiderio, amore, intimità — si dovrà necessariamente ricorrere alla fecondazione in vitro e alla gestazione affidata a macchine incubatrici.
Può sembrare un’esagerazione paradossale. Ma mi sa che ci stiamo avvicinando, molto velocemente, a questa soluzione finale. Finale in tutti i sensi.
"Mi piace""Mi piace"
se non in vitro almeno dietro un vetro così tutti possono assistere e testimoniare. ☺️
"Mi piace"Piace a 1 persona