“Sulla legge elettorale la destra si è arenata. Il gas russo? La Spagna di Sánchez lo compra”

Stefano Patuanelli: “Le primarie sono  inevitabili: a unirci sarà il programma”

(estr. di Luca De Carolis – ilfattoquotidiano.it) – […] Sul 25 aprile la linea è chiara: “Come ha detto Giuseppe Conte, noi non diamo patenti di fascismo o antifascismo. Ma Giorgia Meloni dovrebbe passare dalle parole ai fatti”. Come sulle primarie: “Le ritengo inevitabili”. Così la pensa il vicepresidente dei Cinque Stelle, Stefano Patuanelli.

Nella nota sulla Liberazione Meloni scrive: “Il popolo italiano ricorda la sconfitta dell’oppressione fascista”. Un bel passo avanti, non crede?

Sono parole da interpretare in modo positivo, certo. Dopodiché dentro Fratelli d’Italia ci sono ancora persone che si sentono eredi del partito fascista. Per questo, attendo che Meloni le allontani. Deve essere conseguente a ciò che ha scritto.

[…] Il 25 aprile è divisivo, dicono ancora da destra.

Lo è solo per i fascisti e per le squadracce di CasaPound. Per tutti gli altri italiani non potrà mai esserlo.

La Brigata ebraica è stata oggetto di durissime contestazioni nella manifestazione di Milano, venendo poi esclusa dal corteo. Che ne pensa?

Il 25 aprile deve essere una festa da celebrare assieme, fatta per unire. Questo non ci fa dimenticare le colpe del governo israeliano e del criminale Netanyahu.

Veniamo al centrosinistra. Sulla Stampa Massimo D’Alema ha detto di non essere convinto della necessità delle primarie. “Non riesco a immaginarle con uno scontro aspro tra partiti, che poi devono presentarsi credibilmente assieme alle elezioni” ha spiegato.

Mi fa un po’ specie che i dubbi sulle primarie arrivino dalla parte politica che le ha sempre proposte. Certo, è perfettamente lecito che non tutti siano concordi sul farle, ma siamo in una politica dove vige anche la contrapposizione tra leader, e i progressisti devono scegliere quello che incarnerà il programma. Non vedo alternative alle primarie per farlo.

Si potrebbe fare un tavolo tra i partiti. Produrrebbe meno danni, magari.

La strada per evitare contrapposizioni forti è quella di costruire prima delle consultazioni un terreno comune, ossia un programma condiviso. Ed è per questo che il Movimento ha avviato Nova 2.0, la nostra costituente per raccogliere idee sui progetti, da portare poi al tavolo con le altre forze progressiste.

[…]

Non sarà così semplice sulla politica estera. In questi giorni Conte e Elly Schlein hanno detto cose opposte sul ricorso al gas russo.

Io allargherei un po’ lo sguardo. La settimana scorsa Schlein è stata alla convention dei Socialisti a Barcellona, e la Spagna è il Paese europeo che acquista più gas dalla Russia. Ma ciò non le impedisce di avere una visione comune con il primo ministro socialista Pedro Sánchez.

Sarà lunga, fino alle Politiche.

Noi dobbiamo parlare delle risposte da dare ai cittadini, di soluzioni. Il dibattito sulle primarie è giornalisticamente divertente, ma mi interessa poco.

E la discussione su un’eventuale discesa in campo della sindaca di Genova, Silvia Salis?

Mi interessa ancora meno.

[…] È vero che a voi del centrosinistra farebbe comodo se le destre approvassero una nuova legge elettorale, con cui scongiurare il pareggio nelle Politiche? Non vi sedete al tavolo, ma se provvedono loro….

A me sembra che il percorso verso questa legge si sia arenato nel centrodestra, dove ormai non sono d’accordo su nulla. Finora non hanno fatto neanche una riforma. E comunque, vista l’aria che tira, Meloni potrebbe preferire un pareggio rispetto a una sconfitta.

Il governo è furibondo con l’Istat per lo sforamento del 3%.

Questa vicenda conta molto poco per il Paese. Faranno di certo uno scostamento di bilancio per comprare armi, ma il punto è che questo governo non ha fallito sul tema della spesa, ma su quello della crescita. Il Paese è fermo, e si naviga a vista. Meloni e i suoi hanno sbagliato tutto.