La decisione dopo relazione degli ispettori inviati dal ministero dell’Istruzione. A denunciarlo è l’Unione sindacale di base che ha organizzato per il 4 maggio un sit-in di protesta

(di Alex Corlazzoli – ilfattoquotidiano.it) – A nulla sono valse le lettere di 126 colleghi docenti su 155 e quella di 107 genitori al preside dell’istituto Mattei di San Lazzaro di Savena, Roberto Fiorini, e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per difendere la professoressa che a dicembre aveva organizzato la partecipazione di alcune sue classi a un webinar con Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. In queste ore – a seguito della relazione degli ispettori inviati dal ministero dell’Istruzione – l’insegnante è stata colpita da una procedura disciplinare.
A denunciarlo è l’Unione sindacale di base che ha organizzato per il 4 maggio un sit-in di protesta davanti alla sede dell’Iis di San Lazzaro di Savena in via delle Rimembranze. L’oggetto della contestazione – secondo quanto riporta l’organizzazione sindacale – è quello di aver stipulato un rapporto giuridico organizzativo con l’associazione “Docenti per Gaza” che ha promosso il webinar in modalità completamente gratuita.
“Se la contestazione di addebito disciplinare – spiega l’Usb – da un lato riconosce la correttezza della progettualità didattica della docente, a cui non viene imputato nulla relativamente ai contenuti e agli aspetti didattici, quel che le viene contestato è invece di non aver letteralmente chiesto il permesso al dirigente scolastico per lo svolgimento di una attività che normalmente, ovunque e da sempre, rientra nelle scelte dell’insegnante che delibera le proprie azioni nelle more della libertà di insegnamento ovvero dei principi sanciti dalla Costituzione della Repubblica”.
Dopo mesi di silenzio, il dirigente scolastico ha avviato a fine anno scolastico la procedura per l’addebito disciplinare. Sul caso erano intervenuti anche i genitori con una lettera pubblica indirizzata al Quirinale. Nella missiva – spedita anche al ministero dell’Istruzione e del Merito e alla cittadinanza – i genitori scrivevano: “Ci sentiamo in dovere di esprimere profonda solidarietà a tutte quelle docenti e quei docenti che quotidianamente lavorano insieme alle nostre figlie e ai nostri figli, per insegnare loro a trovare i criteri e le parole per saper dire e valutare il mondo, in tutti i suoi molteplici aspetti, e per metterli in grado di soppesare gli eventi che vi accadono attraverso lo scambio di libero pensiero plurale e l’apporto di riflessione critica”.
Fiorini, invece, non fa una piega e all’edizione bolognese di La Repubblica dice: “Dopo l’ispezione viene fatto rapporto all’Ufficio scolastico regionale. Se la sanzione è ridotta, come un richiamo scritto, spetta al dirigente commutarla. In qualunque luogo di lavoro, tanto più nel servizio pubblico, i contratti di fornitura di servizi da parte di esterni privati, anche a titolo gratuito devono essere accesi dal dirigente responsabile”. Una “punizione”, quindi, che sembrerebbe essere data per un cavillo burocratico.
Dittatura morbida con centro di qua e centro di là unità nell’ infamia . E voi poveri idioti che fate il sangue acido per stare a tutti i costi da una delle parti .
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Se non è fascismo questo, cos’é?
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