
(di Massimo Gramellini – corriere.it) – Trump si è molto arrabbiato perché su un giornale gli hanno dato del fesso. Si tratta di una notizia sorprendente (la sua arrabbiatura, non l’eventuale fessaggine), dal momento che su di lui hanno/abbiamo detto davvero di tutto. Che è un balordo, un maschilista, un bandito, un ladro, un pazzo scriteriato. E lui ha sempre incassato gli insulti con un digrignar di denti che celava un sogghigno compiaciuto, come se si trattasse di benemerenze acquisite sul campo. Poi arriva questo giornalista del Wall Street Journal, rivela che gli iraniani – abituati a negoziare col nemico dai tempi delle Guerre Persiane – lo prendono per i fondelli e Trump finalmente si sente toccato sul vivo. «Babbeo a me? Ma se li ho ridotti in macerie!» Ed è significativo che la distruzione sistematica di cose e persone gli appaia come la prova migliore della sua astuzia.
Non mi impanco a psicanalista, ma basta avere sfogliato un paio di biografie su questo soggetto per capire che stiamo un po’ tutti pagando i danni commessi dal padre palazzinaro di Trump. Insensibile alle più moderne teorie sull’educazione dei figli, Trumpone ha passato la vita a dare dell’imbecille a Trumpino, qualunque cosa combinasse. Era il suo modo per tenerlo in soggezione.
Il figlio è cresciuto con quest’ansia di riconoscimento. Non vuole essere considerato buono, ma scaltro e spietato. È il suo tallone di Achille, che però nei dieci anni passati sotto le mura di Troia cambiò idea sulla guerra una volta sola, mica ogni mezz’ora.
Ma cosa cavolo aspettano, i cosiddetti volenterosi de ‘sta ceppa, a scrivere un comunicato urbi et orbi in cui si certifichi che il cowboy Bibi-dipendente (il vero principale artefice della guerra), ha ormai perso la partita e farebbe bene a ritirarsi per avere lo sblocco dello stretto di Ormuz?? Ci tengono davvero a salvare l’economia dell’uccidente?? O sono talmente rincoglioniti a non accorgersi che di questo passo la recessione + stagnazione è una cosa certissima, anzi che è già iniziata. Mah!
OCCORRE CONDANNARE L’ATTACCO ALL’IRAN SENZA MEZZI TERMINI… ECCHECCAXXO!!!
Inoltre, per far scattare il 25 emendamento bisogna aspettare le elezioni di autunno. Se vincono i democratici… solo allora si potrà procedere con il voto dei due terzi di Camera e Senato in seduta congiunta. Tertium non datur!
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Trump è matto quanto Biden era demente, la loro sostituzione non cambia la politica aggressiva dello Stato profondo USA neanche se fosse in comando un elegante gigione come Obama.
Il blocco del commercio mondiale (del petrolio e non solo) non controllato dagli USA non è un effetto imprevisto della reazione iraniana ma lo scopo di questa guerra e delle altre avviate (Ucraina, Venezuela) e minacciate (Groenlandia) per indebolire il resto del mondo, vassalli compresi. Una guerra nucleare tattica (cioè senza bombe sul continente americano) avviata in Europa dalla Russia (come auspicato dall’amministrazione Biden) o adesso in Medio Oriente (resa necessaria dalla resistenza dell’indomito Iran) sarebbe utile allo scopo.
In questa degenerazione collettiva dell’etica delle classi dirigenti atlantiche ci troviamo a dover sperare nel senso dell’onore dei militari che finora hanno impedito a Trump l’opzione nucleare.
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