(Dott. Paolo Caruso) – Da cowboy Trump si è promosso a sceriffo del mondo. Lo yankee minaccia, allarma, pretende, detta legge, esclude, include… E chi più ne ha più ne metta. Non ammette che qualcuno, anche timidamente, possa contestarlo. Si presenta come “Giove” dio dell’Olimpo che tuona, fulmina, fa il bello e il cattivo tempo. Impera. Imperatore dunque del mondo.Tanto di tracotanza da esaltare e affossare anche coloro che, appena qualche giorno prima, definiva amici particolari. La stessa Meloni “amica speciale del cuore” ora è la nemica per eccellenza, infatti gli ha negato l’aeroporto di Sigonella, ma soprattutto è intervenuta anche se in ritardo a difesa del Papa dalle sue ingiurie volgari e arroganti. La pulzella della Garbatella non aveva capito con chi aveva a che fare. Si sottometteva spudoratamente da serva sciocca agli ordini del ” Padrone statunitense “, gongolando per i benefici che avrebbe potuto ottenere da questo rapporto privilegiato. Una fedeltà al Tycoon pagata a caro prezzo, basti ricordare i miliardi che ci siamo impegnati a versare nelle casse americane per acquistare a prezzo maggiorato il gas, il petrolio e le armi per Zelensky, senza ottenere di contro oneri mitigati dei dazi all’ export del nostro agroalimentare. Ora che uno dopo l’altro i “cartonati amici” di cui si era fidata, Trump e Orban, sono scomparsi dai radar, ed essa stessa appare ridimensionata dalla sconfitta referendaria, preferisce allora evitare i voli transatlantici e riorganizzarsi con i vicini di casa. Così ieri la Caciottara è volata a Parigi, per un poker a quattro. Tutti di fede rigorosamente europeista. “Che fare?” per trovare una alternativa alle impennate di Trump che continua a minacciare la NATO, e ora, per ciò che ci riguarda strettamente l’ Italia. Intanto siamo costretti a subire il nuovo blocco dello stretto di Hormuz con relativa impennata dei prezzi energetici che tendono sempre più a soffocare la nostra economia. Che sperare? “Adda a passà a nuttata!”. Ma quanto durerà? Mi sovviene dalla Catilinaria di Cicerone la frase iniziale della sua arringa: “Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?”. Fino a quando, il mondo sopporterà tale arrogante e folle megalomane che detta i destini dei popoli?