
(Tommaso Merlo) – Trump si crede un messia e sputa contro chiunque osi criticarlo, Papa compreso. Non politica, ma narcisismo patologico aggravato da demenza senile e ignoranza abissale di un personaggio che gli americani hanno eletto presidente ben due volte. A conferma di come il male che ci affligge sia ben più profondo e il marchio Trump sia solo un drammatico sintomo. Trump è lì grazie a tifosi politici illusi di ottenere qualche briciola e ad un sistema marcio fino al midollo a cui fa comodo un maligno mentecatto come lui. Perché Trump è una catastrofe per i cittadini del mondo intero, ma sta facendo un ottimo lavoro per la mafia lobbistica che lo manovra alle spalle. Per i miliardari come lui a cui ha tagliato le tasse e regalato praterie per speculare, per il bulimico indotto bellico e per i sionisti a cui ha consegnato le chiavi della Casa Bianca. Se Trump a livello personale incarna i mali egoistici del nostro tempo, a livello politico incarna i mali della democrazia moderna in cui il potere è passato dal popolo a potentati coi soldi per comprarsi tutto, compreso verità e dignità. Un sistema che corrompendo politica e media, sta distruggendo la democrazia. Già, Trump non è solo, è parte di un sistema. È attorniato da complici nei palazzi che contano e se governassero i democratici cambierebbero i modi ma non la sostanza. Obama ha distrutto la Siria e la Libia per conto dei sionisti, i Bush hanno devastato l’Iraq mentre i loro predecessori Sudan e Somalia. Ed è stato il democratico Biden ha sponsorizzare fin dal primo giorno il genocidio del secolo a Gaza con Trump che ha preso il testimone e sempre per conto dei sionisti ha prima bombardato lo Yemen e poi osato aggredire l’Iran. E qui iniziano le novità perchè nel Golfo Persico rischiamo la tempesta perfetta. Oltre ad essere privo di ogni freno inibitore e ricattabile, Trump si è circondato di personaggi più incapaci di lui per non sfigurare portando un sistema già marcio al limite. Calpestando cioè l’equilibrio tra mafia lobbistica e interesse pubblico oltre che il decoro. Ma non solo. L’Iran non è come le altre vittime del padrone sionista e del suo cane da guardia americano, è molto più potente sia a livello militare che politico. Ed è per questo che in passato gli altri burattini alla Casa Bianca si erano rifiutati di colpire quel paese vasto, montagnoso e farcito di oro nero ed orgoglio atavico. E farlo dopo anni che si prepara, è stato ancora più incosciente. Ma non solo. L’Iran ha la bomba atomica dello Stretto di Hormuz con cui sta colpendo l’impero al cuore finanziario che lo anima sfracellando petrodollari e miraggi consumistici di massa facendo presagire conseguenze sociali spaventose. Ma non solo. L’Iran non è isolato come le altre vittime dell’impero, ha il supporto di due superpotenze come Cina e Russia con cui condivide l’idea di un mondo multipolare. Una visione alternativa condivisa dalla stragrande maggioranza dei cittadini del pianeta stremati da una infinita scia di sangue innocente che ha costretto popoli interi a fuggire dalla propria terra e da se stessi. Con immense risorse investite nel distruggere l’umanità invece che migliorala. Cittadini del sud ma anche del nord che auspicano una storica sconfitta di Trump per quello che rappresenta come persona ma soprattutto dell’imperialismo americano nel mondo e di quello sionista in Medioriente in modo da aprire una nuova era di pace e giustizia anche sociale. Il Papa dice di non avere paura di Trump e dopo la sbandata a Montecarlo si reca in Africa tra gli ultimi mentre il disastroso presidente americano ha le spalle al muro. Se cede ai ricatti sionisti tentando di ridurre l’Iran come Gaza o peggio ancora riducendo Teheran come Hiroshima, rischia di scatenare la terza guerra mondiale perché i Persiani non si arrenderanno facilmente e anche la pazienza cinese ha un limite. Se invece Trump volta le spalle ai sionisti rischia di fare la fine del suo sodale Epstein e potrebbe quindi optare per continuare a spargere caos. Fino ad arrendersi fingendo di aver vinto e continuando a logorare l’Iran dietro le quinte con le solite porcherie da stato profondo con più calma. Tante incognite e poche certezze. Tipo che il male che ci affligge è profondo e Trump è solo il sintomo più evidente che ha esasperato un sistema già marcio fino al midollo. Un sistema che corrompendo politica e media, sta distruggendo la democrazia. Tipo che nel Golfo Persico rischiamo una tempesta perfetta che potrebbe portare al tramonto dell’impero per la felicità dei cittadini del sud e del nord del mondo che auspicano una nuova era di pace e di giustizia anche sociale.
Tratto da un lungo articolo di Pino Cabras. Nonostante l’abbia spezzettato in 2 parti e sia rimasta nelle 500 parole IS fa i capricci. Quindi provo così
𝗟’𝗔𝗻𝘁𝗶𝗰𝗿𝗶𝘀𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗲𝗽𝗼𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗹𝗴𝗼𝗿𝗶𝘁𝗺𝗼.Questa figura ha qualcosa di profondamente contemporaneo: è l’Anticristo nell’epoca dei social, il Dajjal nell’età dell’algoritmo e dell’IA. Il suo scopo non consiste nel persuadere con profondità teologica o con visione imperiale. La persuasione vuole semmai agire svuotando il linguaggio, convertendo ogni simbolo in meme, e perfino ogni tragedia – financo il genocidio e l’olocausto nucleare – in reality show. In altri termini, è una figura che non ha l’urgenza di instaurare un ordine satanico coerente. Gli preme piuttosto dissolvere i codici che distinguono il tragico dal ridicolo, il sacro dal profano. E non gli interessa nemmeno alcuna distinzione fra verità e messinscena.Ed è forse proprio questa la sua forma più inquietante. Quando i profeti della Silicon Valley arrivano a presentare la deregolazione assoluta come salvezza e la pace come sospetto segno anticristico, il Dajjal smette di apparire come figura mitologica e si rivela come struttura sistemica del nostro tempo: una macchina culturale che converte la guerra in un business plan, intanto che ci promette la sorveglianza assoluta e il controllo digitale integralista come una redenzione. A quel punto l’Apocalisse può presentarsi come un modello di profitto. L’Anticristo come sistema può accontentarsi di un avatar in forma di Anticristo-macchietta che twitta come un babbuino alla Casa Bianca, a suo modo degno successore del fantasma Biden.
"Mi piace""Mi piace"