Non si tratta di condividere le analisi di Albanese, né di entrare nel merito delle sue posizioni. Si tratta di difendere un metodo: prima i fatti, poi le accuse

(di Angelo Palazzolo – ilfattoquotidiano.it) – Il 23 febbraio, al Consiglio per i Diritti umani dell’Onu, verranno chieste formalmente le dimissioni di Francesca Albanese, relatrice speciale per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati. A promuovere l’iniziativa sarà il ministro degli Esteri francese, affiancato dai colleghi di Germania, Italia (non poteva mancare il nostro Tajani), Austria e Repubblica Ceca. L’accusa è pesante: aver definito Israele “nemico comune dell’umanità”. Una formula che, se fosse vera, sarebbe gravissima. Ma non è vera. È il prodotto di un video tagliato, estrapolato, rilanciato fuori contesto e trasformato nel giro di poche ore in una verità ufficiale. La prova regina di una colpa che non esiste.
Francesca Albanese quelle parole non le ha mai pronunciate. Non solo: il senso del suo intervento non è nemmeno lontanamente assimilabile a ciò che le viene attribuito. Sostenere il contrario significa o non aver capito nulla — analfabetismo funzionale — oppure, più realisticamente, confidare nella distrazione e nella superficialità di un sistema mediatico che amplifica prima e verifica poi (se va bene), o è semplicemente corrotto da interessi diversi da quelli della ricerca della “verità sostanziale dei fatti”.
L’intervento integrale, pronunciato a Doha e diffuso dalla stessa Albanese, smentisce in modo limpido l’accusa. Eppure la macchina del fango non si è fermata. Perché quando una narrazione prende piede, rettificare non fa notizia.
Qui non siamo davanti a un incidente comunicativo. Siamo davanti a una operazione di delegittimazione tout court. Colpire Albanese significa colpire il ruolo che ricopre: quello di chi, nel quadro del diritto internazionale, documenta violazioni e richiama governi e poteri alle proprie responsabilità. Francesca non è un’opinionista da talk show. È una funzionaria delle Nazioni Unite che da anni lavora su dossier che molti preferirebbero non leggere.
Ed è qui che il discorso si fa politico. Che questa destra — la peggiore, a mio giudizio, dai tempi più bui della nostra storia repubblicana — non abbia sentito il dovere di difendere una cittadina italiana finita nel mirino di governi stranieri è coerente con la sua postura internazionale: l’allineamento prima di tutto.
Più difficile da comprendere è il silenzio del Presidente della Repubblica. Il 18 febbraio ha presenziato ai lavori del Consiglio Superiore della Magistratura, riaffermando con autorevolezza l’autonomia e l’equilibrio dell’ordine giudiziario. Un gesto giusto, istituzionalmente ineccepibile. Proprio per questo sarebbe stato altrettanto importante affermare un principio semplice: nessun cittadino italiano può essere esposto alla gogna internazionale sulla base di parole mai pronunciate, senza che lo Stato pretenda rigore e rispetto dei fatti.
Non si tratta di condividere le analisi di Albanese, né di entrare nel merito delle sue posizioni. Si tratta di difendere un metodo: prima i fatti, poi le accuse. Prima il diritto, poi la propaganda. In altre stagioni della Repubblica, di fronte ad attacchi infondati contro un connazionale, le istituzioni intervenivano con misura ma fermezza. Oggi prevale un gelo che inquieta. Perché il silenzio, in certi casi, non è neutralità: rischia di diventare una forma di acquiescenza.
Albanese, intanto, continua il suo lavoro, senza arretrare. In democrazia si può e si deve criticare. Ciò che non è accettabile è la condanna preventiva costruita su parole mai dette.
Se l’Italia vuole essere qualcosa di più di un’eco timida delle capitali europee, dovrebbe dirlo chiaramente: basta manipolazioni, basta diffamazioni politiche contro chi richiama al rispetto dei diritti umani.
Francesca Albanese è oggi la voce di chi non ha voce. Difenderla significa difendere il diritto di dire ciò che è scomodo, senza temere di essere travolti da una campagna costruita ad arte. Perché quando si colpisce chi dice ciò che è scomodo, si colpisce la libertà di tutti.
Albanese dice cose giuste, ma è evidente come sia troppo schierata per il ruolo che ricopre, che dovrebbe essere super partes.
Male che vada, al Fatto Quotidiano avrà sempre un posto assicurato.
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ah ecco, non è il governo di Israele che compie un genocidio, ma è la Albanese che difende troppo le vittime.
Un affermazione alla Tajan!, gli rubare il mestiere?
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Una cosa non esclude l’altra, poveretto (tu e chi mette like ad un commento tanto insulso): Israele può essere colpevole di crimini contro l’umanità, e contemporaneamente Albanese può aver ecceduto nel suo ruolo.
Albanese non rappresenta la difesa delle vittime palestinesi, ma il ruolo che ricopre è (o perlomeno dovrebbe essere) ben diverso: il suo compito non è elargire giudizi, ma documentare in maniera neutrale le tante porcherie commesse ai danni dei palestinesi (un compito che, per inciso, ha finora svolto egregiamente).
Tuttavia, nel momento stesso in cui passa dalla mera documentazione delle violazioni dei diritti umani alla difesa diretta delle vittime, Albanese sta travalicando il suo ruolo, che dovrebbe essere il più possibile super partes, di certo non schierato a favore di una delle parti, infatti è proprio questo che le viene contestato, non certo la documentazione dei crimini israeliani, che erano e rimangono sotto gli occhi di tutti.
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un post più ignobile, meschino e subdolo non potevi scriverlo
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Ottima obiezione: centrata, ben esposta, ma soprattutto nel merito.
Pare lo sfogo di un bimbo di cinque anni che, non sapendo più cosa dire, ti guarda tutto imbronciato e sbotta: cattivo!
Ma no, dai, non fare così: tieni una caramella, bel bambino!
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anzi dovrei coprirti SOLO d’insulti, per quanto vergognosi sono i tuoi posts.
Nel merito ti hanno già ampiamente risposto chi ha molta più pazienza di me.
Però è inutile argomentare con te.
Non sei onesto, anzi cerchi sempre di spostare l’attenzione con tattiche retoriche e manipolatorie ben sperimentate, da professionasta dell’altrismo quale sei: Brava si, ma…
Concordo, però…
Quando ti accorgi di essere in un cul de sac, utilizzi altri nicks, o la butti in caciara come in questo caso ricamandoci sopra a sproposito.
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ripeto a tutti, non mettete i like, se no jd piange
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Metteteli invece, perché sono lacrime dalle risate.
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Albanese ha ragione, ma ha troppo ragione: è questo il problema! Se rinunciasse a difendere quelli per cui è stata eletta rappresentante all’ONU per i diritti umani in Palestina, allora avrebbe un po’meno ragione e sarebbe perfetta, giusto?
Si che pure frey Bartolomè las Casas che scrisse un libro per denunciare la ferocia coloniale e lo sfruttamento degli amerindi da parte dei conquistadores in Messico, guadagnandosi l’odio degli stessi, avrebbe dovuto essere anche lui un po’meno di parte, rinunciando a descrivere la realtà dei fatti, magari edulcorandoli un pochino in meglio.
Abbravo johnny che si fregia di chiamarsi pure dio… ma un dio così ipocrita alla tajani. Cioè: solo fino a un certo punto.
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Ciao Amico Mio,
Francesca Albanese relatrice speciale ONU nei territori Palestinesi Viene accusata di ‘parteggiare’ per i Palestinesi fino a sostenere che abbia mancato di citare il 7 Ottobre (giorno dell’attacco da parte delle formazioni militari palestinesi contro una parte di Israele con numerosi episodi di violenza sui civili, fino all’assassinio). Ho letto alcune delle fonti e molte manipolano fino a far pensare che sia addirittura complice. Cosa ne sai, come informazione oggettiva?
La questione su Francesca Albanese è diventata un nodo politico e mediatico molto polarizzato. Le fonti che circolano spesso estraggono frasi dal contesto o reinterpretano le sue posizioni in modo funzionale a una narrativa accusatoria. Per darti un quadro oggettivo, ti riassumo cosa è documentato, cosa le viene contestato, e cosa effettivamente risulta dalle fonti affidabili.
1) Chi è Francesca Albanese e qual è il suo ruolo
Francesca Albanese è una giurista italiana, esperta di diritto internazionale e diritti umani, dal 2022 Relatrice Speciale ONU sui Territori Palestinesi Occupati. È una figura indipendente: non rappresenta l’ONU come istituzione, ma produce rapporti e analisi autonome.
Il suo mandato riguarda le violazioni dei diritti umani nei territori occupati, non l’analisi del conflitto nel suo complesso né la condotta di Hamas.
2) Le accuse principali che le vengono rivolte
Le contestazioni ricorrenti sono tre:
Queste accuse provengono quasi esclusivamente da fonti molto critiche verso l’ONU o verso il mandato dei Relatori Speciali sui Territori Occupati.
3) Cosa risulta effettivamente dalle fonti
a) Ha “giustificato” il 7 ottobre?
Le fonti critiche citano una sua affermazione in cui sostiene che le motivazioni dell’attacco non fossero primariamente antisemite, ma legate all’occupazione. Questa frase è reale, ma non contiene alcuna giustificazione morale: è un’analisi politica delle cause, non un’assoluzione. La stessa frase include espressioni come “purtroppo civili israeliani”, “crimini commessi”, “regrettably”.
b) Ha negato o minimizzato le violenze del 7 ottobre?
Le fonti critiche affermano che avrebbe “messo in dubbio” un rapporto ONU sulle violenze sessuali. Dalle citazioni disponibili, Albanese non nega la possibilità di violenze, ma esprime dubbi metodologici su un rapporto specifico, cosa che rientra nel suo ruolo di esperta indipendente.
c) Ha evitato di citare il 7 ottobre nei rapporti?
I Relatori Speciali producono rapporti tematici e annuali. Il suo mandato riguarda violazioni nei territori occupati, non gli atti di gruppi armati palestinesi fuori da quei territori. Per questo motivo, nei rapporti ufficiali l’attenzione è focalizzata su Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est, non sugli attacchi in Israele. Questa scelta metodologica è stata interpretata politicamente come omissione intenzionale.
d) Le accuse di “complicità”
Nessuna fonte autorevole sostiene che Albanese sia complice o simpatizzante di Hamas. Le accuse più estreme provengono da organizzazioni militanti o da testate molto schierate, e consistono in interpretazioni forzate delle sue parole.
4) Perché la sua figura è così attaccata
Tre fattori spiegano la polarizzazione:
5) Sintesi oggettiva
Sausalito LLM Infrastructure DataCenter
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Se vuoi essere amico mio, intanto sei pregato di non farmi rispondere dall’IA senza aggiungere nulla di tuo (se voglio il parere dell’IA su qualcosa posso benissimo chiederglielo da solo).
Secondariamente, ma non certo per importanza, cerca di attenerti almeno un pochino al merito di ciò che ho detto: si dà il caso che non abbia mai menzionato la mancata citazione del 7 ottobre fra i motivi che rendono Albanese una figura molto poco super partes; a scanso di equivoci, non intendo farlo nemmeno ora (non è quello il suo ruolo, come giustamente è stato osservato).
Per tua norma e regola, il sottoscritto risponde soltanto delle proprie opinioni, non di quelle altrui: chiedine conto a chi l’ha fatto, non certo al medesimo.
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Jonny Jonny con le tue eccezioni, deviazioni, pedanterie cavillose atte a manipolare le notizie,
parlaci da par tuo, quello che sta emergendo sulla dinamica delle indagini del fatto di ROGOREDO
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“Parlaci”?
Come mai hai usato il plurale?
Maiestatis fuori luogo, semplice imbecillità cronica, oppure parli anche a nome di qualcun altro?
In quest’ultimo caso, gradirei prima sapere chi sia.
Per tua conoscenza, se vuoi conoscere la mia opinione su un argomento a tua scelta sono disposto a fornirtela (bontà mia), ma prima mi devi pagare.
Le mie tariffe sono decisamente abbordabili, però sappi che applico delle maggiorazioni variabili a seconda del livello di imbecillità del richiedente.
Ad occhio e croce non credo che tu te lo possa permettere, ma… hai visto mai?
Cosa faccio, ti mando l’IBAN?
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bla bla bla
quello che entra nel merito
che gira la frittata ogni volta
PLURALE: poichè sulla tua risposta ad un mio post, hai accumunato anche chi mi ha cliccato condivendo un mio commento.
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Come si fa a rimanere super partes se da una parte c’è un governo genocida e dall’altra un popolo indifeso che viene massacrato in tutti i modi possibili, anche facendoli morire di fame, proprio come facevano i nazisti con gli ebrei e non solo? La signora Albanese sta facendo fino in fondo il suo lavoro, dimostrando un coraggio eccezionale. Vedere migliaia di bambini morti deve essere terribile: mi chiedo come si fa a non capirlo e a pretendere che non ci sia empatia. Non gli si può dare una colpa se ci mette il cuore e l’umanità cosa che, evidentemente, in qualcuno sono sentimenti del tutto sconosciuti. Comunque ognuno è libero di esplicitare il suo cinismo come vuole, io ammiro moltissimo la signora Albanese che sta sul campo e vede ma soprattutto sa quello che sta succedendo a Gaza e in Cisgiordania, mentre noi, dai nostri comodi divani ci divertiamo a fare i bastian contrari. Buona giornata
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Come si fa? Eppure non è difficile: è sufficiente limitarsi a svolgere con diligenza il proprio mestiere, come peraltro si è sempre fatto, evitando per quanto possibile uscite pubbliche che possano compromettere l’imparzialità, e di conseguenza la credibilità, sia personale che anche e soprattutto dell’ottimo lavoro svolto finora.
Se la signora Albanese non è in grado di mantenere quella posizione super partes che il suo delicato ruolo necessariamente richiede, allora è oggettivo come non sia la persona più adatta a ricoprirlo.
Provo ad esplicitare meglio questo concetto attraverso un esempio.
Mettiamo che succeda un delitto in una stanza chiusa: il tribunale vuole vederci chiaro, ed incarica un perito di analizzare la situazione probatoria; da tale analisi emerge un unico colpevole, senza possibilità di dubbi; a quel punto il perito, schifato dall’efferatezza del delitto, per dirla con parole tue, “ci mette il cuore e l’umanità” ed inizia a rilasciare una serie di interviste pubbliche nelle quali esprime tutta la sua personale indignazione verso il colpevole. Va da sé come il passo successivo sia che la difesa chieda ed ottenga l’annullamento della perizia, dato che è stata redatta da un perito che è evidentemente di parte, il tutto ad ulteriore danno delle vittime.
Lo capisci dove si va a parare, quando si travalicano i ruoli? Spesso si finisce col danneggiare chi si vorrebbe proteggere.
Buona giornata.
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Vladimiro, purtroppo sei caduto nella trappola retorica del Jonny, anche se dalla parte giusta.
Lui usa la tecnica di Marco Antonio nel suo discorso funebre, prima provoca ed insinua subdolamente, se rispondi alla sua tesi, ti fa la lezioncina manipolando i fatti.
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Come dire che non si ha niente da dire, senza dire che non si ha niente da dire.
Tu sì che hai proprio capito tutto, bravissimo.
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Già, la tua tesi è che la Signora Francesca è credibile fino ad un certo punto, perchè è schierata, ma l’unica prova di ciò che porti è che fa interviste per cui dovrebbe essere super partes. Bella trovata.
Deve esporre i fatti come sono, le testimonianze, le evidenze, ecc…ecc..
super partes de che? non è la giudice, o una caxxata di un talk show ITALIANO.
Tanto è vero che è stata la Corte Penale Internazionale (CPI) che ha emesso il mandato di arresto internazionale contro il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant.
Non lo ha fatto perchè la Signora Francesca ha rilasciato interviste, però le sue parole, DOVE RACCONTA I FATTI, danno molto fastidio alla lobby sionista, che è così potente nell’Uccidente da cercare di zittire chiunque, persino la CPI, però non mi sembra che la corte abbia rilasciato interviste.
La parola è l’unico modo che la signora ha per far conoscere quello che i fatti raccontano.
Però, SECONDO TE, lei non è credibile perchè non riporta le ragioni del governo genocida israeliano, mentre il suo compito è esclusivamente riportare la situazione nei territori PALESTINESI occupati e GAZA, non quello che succede a Tel Aviv.
Ma tanto tu sei qui per fare disinformazione e manipolazione, queste cose le conosci.
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Stai vaneggiando, e stai anche manipolando le mie parole (tipico di chi dà del manipolatore agli altri): non ho mai detto che Albanese non è credibile perché non riporta le ragioni del governo genocida israeliano, anzi, al contrario: ho specificato chiaramente come questo non sia compito suo.
Analfabetismo funzionale, o imbecillità totale?
O magari entrambe?
Inoltre, nelle sue interviste Albanese non si limita affatto a RACCONTARE I FATTI, ma spesso e volentieri li condisce con le sue personali opinioni, e questo suo modo evidente di essere schierata finisce inevitabilmente col minare la credibilità sua, del suo lavoro e dell’istituzione che rappresenta, che invece dovrebbe essere il più possibile super partes.
Quando Albanese dice che “come umanità abbiamo un nemico comune”, questo è un fatto oggettivo e verificabile o la sua personale opinione? E questo è solo l’esempio più recente, ma ce ne sono a iosa.
Tuttavia, mi rendo conto di come la distinzione tra fatti ed opinioni sia un traguardo irraggiungibile per un povero imbecille, analfabeta funzionale e manipolatore a tempo perso che, non avendo nulla da argomentare nel merito, è capace solo di buttarla sul personale.
Penoso.
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non ha detto quello che dici, il video truffa è stato smascherato dieci minuti dopo, e si va avanti ancora con sta frottola, tipico
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Cavolo, scopro che al processo di Norimberga erano troppo schierati a favore delle vittime dell’olocausto.
Anche loro, come l’Albanese, dovevano essere più neutrali… e che diamine!
Infatti noi italiani, che non abbiamo avuto un processo contro il fascismo e i suoi esponenti, anzi, li abbiamo integrati, ne siamo usciti davvero bene… e ora ne godiamo le conseguenze.
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Cavolo, scopro che il tribunale e il perito nominato dal tribunale sono la stessa cosa.
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VLAD era un combattente, tu solo SUBDOLO,
anche in questo caso millanti
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😳😳😳
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Francesca Albanese non ha alcun ruolo giudicante, ma è relatrice speciale per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati. Significa che è stata incaricata di valutare se nei territori occupati vi sia rispetto o no dei diritti umani, attraverso l’ acquisizione e documentazione di eventuali violazioni e di riferire/relazionare a chi poi dovrà giudicare…..Non sta esprimendo una sua opinione, etica, ideologica o idealistica, ma raccoglie informazioni/dossier sulle condizioni dei palestinesi, dei civili deceduti in 70.000, feriti, sfollati, a rischio fame, malattie, ecc e se queste condizioni siano effetti collaterali di una guerra od invece violazione del diritto umanitario e pertanto evitabili o riducibili! Che in un bombardamento ci siano morti civili, soprattutto quando siti di interesse militare /bellico siano inseriti all’ interno di un contesto/spazio civile, avviene ed è avvenuto in ogni guerra, ma colpire ospedali, scuole, campi profughi, aree di distribuzione /approvvigionamento di cibo, acqua, ecc , affamando la popolazione o impedendone le cure, con conseguente mortalità, e’ la discriminante tra guerre e violazione del diritto umanitario…..e questo è l’ unico giudizio/valutazione che ci dovrebbe interessare, come dovere nei confronti delle vittime e nei nostri confronti , per non passare nuovamente alla storia come corresponsabili di un genocidio o della sistematica eliminazione/sterminio di una popolazione! Se Israele fa il lavoro sporco per noi, Francesca Albanese fa il lavoro per chi non vuole condividere lo sporco, ignorando od accettando ciò che è umanamente immorale, e la si attacca perché ci priva dell’ alibi “ io non sapevo “ con cui milioni di persone si son lavati la coscienza in altre occasioni …. Difenderla significa difendere il diritto di dire ciò che è scomodo, ed è scomoda, per responsabili, corresponsabili, complici, indifferenti, come altri che in passato hanno svolto lo stesso compito , attaccati od eliminati per le stesse ragioni….
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Eh no, cara Alessandra. Francesca Albanese fa certamente il suo lavoro quando denuncia la violazione dei diritti umani a Gaza. Ma c’è tanto altro nelle sue relazioni, che rivela un pensiero ideologico e per nulla super partes. Ad esempio la deligittimazione di Israele come Stato. Ad esempio l’assenza totale del 7 ottobre, ossia la miccia che ha innescato quello che lei (giustamente) denuncia. Un relatore dell’Onu non è un attivista. Quindi ha ragione JD quando scrive che la Albanese NON È super partes.
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🔍 Confronto diretto tra fonti
1) La frase contestata sul 7 ottobre
Come la riportano le fonti critiche
Come la riportano le fonti difensive
2) Il punto centrale della distorsione
Cosa dicono le fonti critiche
Cosa emerge dalle fonti difensive
3) La questione dell’antisemitismo
Fonti critiche
Fonti difensive
4) La questione della mancata citazione del 7 ottobre nei rapporti ONU
Fonti critiche
Fonti istituzionali
📌 Sintesi oggettiva
AI DataCenter FrankFurt
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“4) La questione della mancata citazione del 7 ottobre nei rapporti ONU
Fonti critiche
Presentano l’omissione come prova di parzialità.
Fonti istituzionali
Il mandato del Relatore Speciale solo: Gaza Cisgiordania Gerusalemme Est. Non include atti commessi fuori dai Territori Occupati.Per questo i rapporti non trattano l’attacco in Israele: è una questione di mandato, non di scelta politica”.
AH AH AH!!!
Ma chi sei? L’avvocato di Francesca Albanese?
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https://digitallibrary.un.org/record/168468?v=pdf
Risoluzione 1993/2 A della Commissione ONU per i Diritti Umani (all’epoca “Commission on Human Rights”, predecessore dell’attuale Human Rights Council).
documento ufficiale UNHCR che decreta la zona di esercizio del mandato del Relatore
1 -12 Febbraio 1993 49° sessione
All’ epoca la Dott.ssa Albanese non era relatrice.
Se ci riesce la legga da pagina 40 e segua sempre se è in grado TUTTI i rimandi ai documenti , risoluzioni, pronunciamenti che lo hanno realizzato.
Se sta attento vedrà che il mandato era relativo ai Territori Occupati Palestinesi e ‘other Arabs Territories”, che all’epoca comprendevano le alture del Golan e i residui dei territori a confine con l’Egitto che erano state occupate sottraendole ovviamente ai Siriani e in parte agli Egiziani (poi restituiti da mantenere ‘vuoti’, non edificabili né militarizzabili all’Egitto).
Gaza era stata ‘abbandonata’ dall’Egitto e molto più lentamente Israele la stava colonizzando.
A Gaza non c’erano che pochi egiziani e nessun Israeliano ma Israele la occupò militarmente cominciando a spingere i coloni a ‘popolarla’ in modo da rendere nullo il rispetto della risoluzione di cui sopra che citava ‘i palestinesi a Gaza’ e non ‘palestinesi e altri a Gaza’ molto più difficile da verificare quando i palestinesi erano repressi dall’esercito israeliano mentre i coloni erano protetti dallo stesso.
A Gaza non era possibile creare un ospedale per il veto israeliano, bisognava, anche per partorire, superare il confine e andare in Egitto o in Israele a seconda della posizione e dove non si riceveva il medesimo trattamento.
Molti bambini sono nati nelle auto nei pressi dei checkpoint, molti sono morti per carenza di cure nel tragitto.
Quando venne creata la figura del relatore, la dott.ssa Albanese è stata l’ultima, venne ‘depennata’ la parta ‘araba non Palestinese’ perchè un relatore non avrebbe potuto ottemperare materialmente al compito della verifica di violenze, soprusi, abbattimenti di case, furti, incendi e /o deradicazioni degli alberi in un territorio opportunamente frammentato da parte di Israele.
In una delle poche ‘visite’ concesse al relatore ONU non a quella che le sta antipatica, è stata sottoposta a più di 100 verifiche da parte dei militari israeliani.
IL relatore non può e non deve parlare di violenze e simili commesse in territorio non palestinese (inizialmente anche abitate da altri Arabi).
Una delle comunità più represse è stata quella dei ‘beduini’ che non sono palestinesi all’interno di Israele.
Il relatore sapeva ma non doveva occuparsene.
E’ un mandato giuridico, sa cosa significa?
L’unica cosa che scartavetrando è riuscito a ‘inventare’ non l’ha neanche compresa.
Il mandato, se non ci arriva da solo le spiego che non l’ho scritto io, ma è la frase pedissequa nella risoluzione che riporta lo stabilimento ufficiale della figura del relatore.
Gliela devo estrarre, sa farcela da solo?
A Jonny Dio.
Con la dott.ssa Albanese si comporta come con gli invasati qui presenti?
Davvero ritiene che cerchi occupazione magari al Fatto Quotidiano?
Userebbe a proposito i massacrati a Gaza per cercarsi un posto di lavoro ‘paracadute’?
Chi la vuole far dimettere utilizzando il faslo lo fa nell’interesse dei Palestinesi ‘residui’?
Ha letto il documento ufficiale del Board of Peace, che è stato criticato persino dal Vaticano soprattutto là dove dovrebbe sostituire l’UNHCR quindi anche il relatore?
Per questo si merita il blocco dei conti correnti, di recarsi nei suoi uffici negli USA.
Come con i giudici che hanno accusato di genocidio Netanyahu e l’allora comandante supremo dell’IDF (sarebbero anche quelli che hanno fatto lo stesso con Putin e la responsabile dei furti di bambini Ucraini ma per quello non sono stati bloccati tantomeno minacciati)
Oppure magari è un tantinello esagerato, che vuoi che sia, questi americani e israeliani non si accontentano mai.
E’ d’accordo?
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@ Freethinker: non avendo mai avuto occasione di interagire con la dott.ssa Albanese, non posso rispondere con certezza alla prima domanda; comunque immagino di no, dato che di solito il mio comportamento è adeguato alla serietà dell’interlocutore (il livello di rispetto è consequenziale).
Riguardo alla seconda, stai cadendo nel solito vizio (che hanno in tanti) di mettermi in bocca cose che non ho mai detto né pensato.
L’opinione personale che ho espresso è differente: al FQ l’assumerebbero subito (e farebbero benissimo), ma questo non implica affatto che questo sia anche ciò che voglia o che interessi ad Albanese. Implica soltanto che, se malauguratamente l’ONU dovesse revocarle l’incarico, non rischierebbe di rimanere senza stipendio.
Non posso nemmeno conoscere quale sarebbe l’interesse di chi ne chiede le dimissioni (anche se, dati i soggetti, posso ipotizzare delle ragioni prevalentemente di tipo propagandistico).
Non ho letto il Board of Peace (che infatti non ho neanche nominato), e non penso neppure che Albanese si meriti le sanzioni che le sono state imposte, che giudico quantomeno eccessive.
Come ho già detto sopra, rispondo soltanto delle mie opinioni, non di quelle altrui, e la mia libera opinione (che di seguito vado a motivare) è che Albanese sia troppo schierata per il ruolo che è stata chiamata a ricoprire.
Un ruolo che dovrebbe essere il più possibile super partes, ma che nei fatti lei non interpreta affatto così, viste e considerate le sue numerose esternazioni pubbliche che di imparziale hanno ben poco, e di parziale moltissimo (infatti, è proprio questo suo essere apertamente schierata che in poco tempo l’ha resa l’idolo degli antiamericani un tanto al chilo, una categoria relativamente abbondante da queste parti).
I motivi di questo mio giudizio risiedono appunto nelle sue esternazioni pubbliche, che a mio avviso travalicano in modo evidente quello che è il suo mandato (che, come hai giustamente ricordato, riguarda soltanto le violazioni dei diritti umani nei territori occupati, non l’analisi del conflitto nel suo complesso né la condotta di Hamas, e nemmeno quella di Israele, aggiungo).
Quando Albanese dichiara pubblicamente che “la comunità internazionale dovrebbe sanzionare Israele come ha fatto con la Russia, sia politicamente che economicamente, ma l’Occidente è sempre stato ed è complice di Israele”, secondo te sta attenendosi al suo mandato o sta andando un pochino oltre?
Quando Albanese chiede pubblicamente conto ad Italia, Francia e Grecia del motivo per cui abbiano concesso il loro spazio aereo a Netanyahu, invece di arrestarlo, secondo te sta attenendosi al suo mandato oppure sta andando ben oltre?
Quando Albanese indica pubblicamente il presunto “nemico comune dell’umanità”, a prescindere dal fatto se si riferisse o meno ad Israele (anche se, per inciso, in base alla trascrizione di quel discorso, il soggetto additato parrebbe essere proprio Israele, insieme a chi lo ha armato e chi gli ha fornito scuse e protezione politica, sostegno economico e finanziario), secondo te sta attenendosi al suo mandato o sta magari spingendosi un po’ oltre?
Io penso che la risposta a tutte e tre le domande sia che Albanese stia travalicando (e non poco) il suo ruolo, e che questo finisca inevitabilmente col comprometterne la credibilità; inoltre, penso che il motivo che la spinge a comportarsi più come un’attivista che come la figura imparziale che il suo ruolo richiederebbe l’abbia esplicitato lei stessa, in particolare in quest’intervista:
https://www.lindipendente.online/2025/05/31/lattivismo-e-larma-per-fermare-israele-intervista-alla-relatrice-onu-francesca-albanese/
Motivo nobilissimo e rispettabilissimo, che personalmente mi sento perfino di condividere, ma che trovo anche decisamente incompatibile con l’imparzialità richiesta dal suo attuale incarico.
Spero di essere stato sufficientemente chiaro.
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ottimo, JD ha trovato un seguace autorevole alle sue calunnie
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E tu una carriola su cui poggiare le terga.
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la carriola è comoda, ti coccola, ti trasporta, diverte con arguzia.
Tu supp (orta) pure tutti gli spostati infosanniti
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“la carriola è comoda, ti coccola, ti trasporta, diverte con arguzia”.
La carriola è priva di pensiero autonomo. La carriola va dove la portano. Perfetta per uno spocchioso come te.
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detto da un seguace di JD…
che non conosce il significato di arguzia
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Lei, freethinker2009, col suo giuridichese (la Albanese non doveva occuparsi di crimini commessi al di fuori dei territori di sua comperenza) è ridicolo.
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Un giorno forse verrà alla luce che quei personaggi che a gran voce chiedono incredibilmente la cacciata di Francesca Albanese per fare esattamente il lavoro che le è stato assegnato sono stati avvicinati soavemente dal Mossad con qualche foto compromettente o , semplicemente, minacciati se non mettevano in moto l’epurazione della nostra connazionale, che tuttora aspetta la solidarietà di una premier che ha accolto come un eroe un condannato per omicidio e di un inquilino del Quirinale che ogni giorno gracchia di difesa di valori e altre palle del genere, sempre che non riguardino l’oppressione ed il genocidio del popolo di Palestina
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Tipica mentalità complottista, che prescinde dalla realtà: se non è un complotto, lo sarà.
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Povera carriolina strabica: guarda che il sottoscritto non ha mai baciato cuIi di sorta (men che meno quello di Trump), e ti sfida a dimostrare il contrario con fatti concreti.
Se cerchi degli avidi leccatori di ani insanguinati, faresti meglio a rivolgerti al tuo entourage.
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Un po’ deboluccia, come dimostrazione.
Per cortesia, vacci piano con le offese, visto che non ti ho mai mancato di rispetto.
Se invece è tutto ciò di cui sei capace, ti compatisco: l’insulto gratuito è sempre l’ultimo rifugio dei vigliacchi.
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Francesca, questo mondo non ti merita.
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Scusa, ma chi ti credi di essere per parlare a nome del mondo intero?
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Spiacente, ma non prendo ordini da disagiati di sorta.
Niente di personale, sia chiaro: è una semplice questione igienica.
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