IO RICORDO

Oggi 10 febbraio si celebra la “Giornata del Ricordo” dedicata alla memoria dei martiri delle foibe e il mio pensiero va a “Norma Cossetto”, medaglia d’oro al merito civile, che nella notte tra il 4 e il 5 ottobre del 1943 pagò con la vita la sua fede per l’Italia. In quell’ottobre di 80 anni fa, Norma Cossetto fu trucidata a soli 23 anni dai partigiani del generale Tito che la gettarono ancora viva (dopo averla stuprata) dentro la foiba di Villa Surani, oggi in territorio della Repubblica di Croazia. Cosa volevano i partigiani del generale Tito? Volevano liberare l’Istria dalla presenza italiana: e per questo, non colpirono solamente simboli e protagonisti del regime mussoliniano, ma anche persone comuni come Norma Cossetto (che aveva l’unica colpa di essere la figlia del podestà), rappresentanti dell’italianità di una terra che era culturalmente italiana da qualche millennio.
Per la sconfitta della guerra 350mila italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia furono costretti a lasciare le loro case, cedute alla Jugoslavia per decisione dei vincitori. E per realizzare questo esodo i partigiani del generale Tito non esitarono a ricorrere a forme di criminale violenza: foibe, annegamenti, torture, stupri …
A Norma Cossetto i partigiani del generale Tito propongono di rinnegare la propria famiglia e la propria Patria, ma lei rifiuta. Lei dice di no. E per questo motivo perde la vita.
Il 9 dicembre 2005 il Presidente Carlo Azeglio Ciampi insignì Norma Cossetto della Medaglia d’Oro al Merito Civile con questa motivazione: “Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor Patrio”.
Lì 10 febbraio 2026
Fiorenza Ceniccola
Consigliere Comunale Forza Italia – Guardia Sanframondi
Visto che bisogna ricordare, magari una rosa anche per Ruža Petrović, la donna a cui i fascisti della RSI cavarono gli occhi durante la guerra di liberazione popolare della Jugoslavia.
L”Istria è stata italiana solo per 25 anni, circa.
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Poteva essere italiana anche solo 25 giorni, ma quello che hanno fatto i partigiani di Tito è vergognoso, esattamente come quello che hanno fatto i fascisti.
Comunque non sei obbligato a ricordare controvoglia…
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tutto questo odio ha un origine:
l’occupazione militare della Yugoslavia degli italiani e dei tedeschi,
che come sempre chi subisce le pene maggiori sono i civili,
riguardo gli italiani d’Istria, per i loro lutti e sofferenze indicibili,
per prima cosa dovrebbero ringraziare il regime fascista e il generale Mario Roatta.
E’ una vergogna da paese al contrario e smemorato, che gli eredi dei principali responsabili, siano stati i promotori della giornata del ricordo, omettendo tutte le responsabilità dell’occupazione italiana nei confronti delle vittime dell’altra parte.
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Non è solo un fatto di numeri, è vero.
Però l’invasione di quei territori che diventarono poi la Jugoslavia costarono a quelle popolazioni tra 1.700.000 ai 2.000.000 di morti, solamente nei territori dell’attuale Slovenia tra i 20.000 e i 40.000.
Questo tra civili e militari, le stime variano a seconda che si contino anche i morti per rappresaglia, per stenti, per lavoro coatto etc. etc..
I morti nelle foibe si contano, secondo le stime più attendibili, tra i 4.000 e i 5.000, tra civili e militari.
Commemorare gli uni senza commemorare gli altri non rende giustizia alla storia, serve più che altro a tenere aperte le ferite e sfruttarle per motivi elettorali, così come fanno da 80 anni i partiti di destra.
Vogliamo pure parlare del campo di sterminio della Risiera di Trieste? Con la guarnigione dei 92 ucraini delle SS del battaglione Galizia?
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