La frana di Niscemi ha travolto, insieme alle case, anche la narrazione della premier. Perché c’è fango e fango.

(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – Stavolta, niente passerella nel fango con le galoche ai piedi. Solo un sopralluogo volante, nel senso letterale del termine, in elicottero, ma senza la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen al seguito. Prima di guidare un vertice, nelle chiuse stanze del Comune di Niscemi, messo in ginocchio da una frana tutt’altro che imprevedibile, con il sindaco, il prefetto e la Protezione civile. Per poi spostarsi a Catania.
A pensar male si fa peccato – diceva Giulio Andreotti – ma spesso si indovina. E deve averlo pensato pure Matteo Renzi, al quale una volta ci tocca dare pure ragione: “Da giorni la Sicilia è sotto schiaffo per il maltempo. Giorgia Meloni non ha fatto come fece per l’Emilia-Romagna. Allora lasciò il G7 per andare a fare una sceneggiata ad uso social con gli stivali. In Sicilia invece non ha messo gli stivali. Sapete perché? Perché non può attaccare la Regione come fece in Emilia-Romagna: la Regione è sua. Perché l’ex presidente della regione è lo stesso ministro che ha promesso di ripristinare Italia Sicura e non lo ha fatto. Perché dopo quattro anni di fuffa la gente non crede più alle sceneggiate della premier”.
La frana di Niscemi ha travolto, insieme alle case, la narrazione della premier. Perché c’è fango e fango. Quello della “rossa” Emilia-Romagna, buono per imbrattare gli avversari politici. E quello della “nera” Sicilia, che è meglio tenere il più lontano possibile dai riflettori. Qui la macchina della propaganda rischia di restare impantanata. Con o senza stivali ai piedi.
Il Coronavirus
(Di Marco Travaglio) – Ritorno sul caso Corona solo per tranquillizzare i fessacchiotti che scambiano una questione di principio contro un pericoloso precedente – l’interdizione urgente e anche preventiva – per una difesa personale. So bene quanto male Corona ha fatto e può ancora fare frullando notizie vere e false, pubbliche e private, con l’effetto moltiplicatore del web e la tecnica dell’escalation. Ho vissuto, da amico di Selvaggia Lucarelli, lo stalking che lei e la sua famiglia hanno subìto col senso di impotenza per la mancanza di difese immediate. E il mio pezzo nasceva proprio da due domande. 1) Quanti cittadini avrebbero ottenuto lo scudo spaziale che il Tribunale di Milano ha riservato a Signorini e alla retrostante famiglia B.? 2) Che accadrebbe se uno qualunque chiedesse ai giudici di fermare una campagna di fango del gruppo B. e/o di Signorini? Il comunicato di Mediaset ha rischiato di farmi cadere dalla sedia per le risate: “La libertà di espressione non è, e non sarà mai, libertà di diffamazione, gogna mediatica o sistematica distruzione delle persone”. E giù anatemi su chi diffonde diffonde “falsità gravissime, insinuazioni e accuse prive di fondamento, menzogne che ledono la reputazione di una società quotata in Borsa, e ancora peggio di tante persone, coinvolgendo in modo vergognoso le famiglie” con un “metodo che normalizza l’odio e la violenza verbale. Questo non è informare: è monetizzare e lucrare attraverso l’insulto”.
Sembra l’autoritratto di Mediaset, di 30 anni di talk e scoop di Chi (a proposito di privacy!), Giornale, Panorama, Foglio e tutto il cucuzzaro contro chiunque osasse dare noia alla Real Casa di Arcore. Le tangenti a Di Pietro che ha “sbancato” Pacini Battaglia; Borrelli sul cavallo dell’imputato Gorrini; Davigo che ricatta il giudice del caso Gdf; gli Sgarbi quotidiani sugli “assassini” del pool Mani Pulite e su Caselli “mandante morale” dell’omicidio di don Puglisi e del suicidio del giudice Lombardini; la Ariosto prezzolata dai servizi segreti; la Boccassini che paga un pentito per incastrare la Parenti, rapisce una bimba somala, cospira con pm stranieri contro B. in riunioni carbonare a Lugano e da giovane amoreggiava pure con un cronista di sinistra; Colombo che falsifica carte per incastrare B.; Colombo e Boccassini che manipolano una bobina e nascondono prove in un fascicolo segreto; Esposito che anticipa la condanna di B. per frode fiscale a cena con Franco Nero; il giudice Mesiano (quello del risarcimento a De Benedetti per lo scippo di Mondadori) pedinato da Mattino 5 e fatto passare per matto a causa dei calzini turchesi… Tutte calunnie sparate a edicole e a reti unificate. Ora lo spara-merda ha cambiato direzione. Il Coronavirus è solo l’ultima variante del Biscionevirus.
"Mi piace"Piace a 18 people
una domanda: chi ha inventato LA MACCHINA DEL FANGO?
"Mi piace""Mi piace"
"Mi piace"Piace a 4 people
“Alle elezioni politiche italiane del 2022, l’astensionismo ha raggiunto livelli record, con un’affluenza in calo al 63,8%, il dato più basso nella storia della Repubblica italiana. Oltre un terzo degli elettori ha scelto di non votare, con percentuali più elevate al Sud (es. Calabria 49,2%) e più contenute al Nord. “
Mah… speriamo che la gente comune si renda conto di cosa sta succedendo a 360°…e che al prossimo giro si convica che è fondamentale andare a votare, se non altro per ottenere quel “pochettino meno meno peggio” che l’iniziale buon Grillo, ai tempi in cui faceva ancora il “comico”, diceva che gli italiani erano costretti a scegliere.
Oggi la forbice si è allargata e la distanza tra il peggio e il pochettino meno meno peggio, è sempre più evidente, se si vogliono aprire gli occhi. Oserei aggiungere che ci vuole poco per far meglio della gentaglia che ci governa. Certo è che la sinistra deve rendersi conto, che solo unita, può pensare di arrivare ad un risultato positivo. Quindi è necessaria una scrematura, per liberarsi dei vari Renzi, Calenda, Picerno e via dicendo…
"Mi piace"Piace a 1 persona
scrivi a redazioneweb@ilfattoquotidiano.it
"Mi piace""Mi piace"
Chi di biscione ferisce, di biscione perisce!
"Mi piace""Mi piace"
Se il Travaglio che per trent’anni ha difeso il Tribunale di Milano a spada tratta incontrasse il Travaglio odierno, che senza la minima prova accusa il medesimo Tribunale di essere praticamente una dépendance di Mediaset (con piglio discretamente complottista, peraltro), molto probabilmente lo gambizzerebbe.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Può darsi qualcuno non se ne sia accorto ma trent’ anni non sono passati solo per MT ma anche per il tribunale di Milano…
Si potrebbe provare a dare una risposta alle due domande poste da MT nell’editoriale; senza cadere, possibilmente, nel ridicolo…
"Mi piace"Piace a 11 people
Risposta non dovuta, in quanto l’onere della prova spetta sempre all’accusa, e qui ad accusare il Tribunale di Milano di indebite parzialità sono MT e i suoi fans più acritici.
In ogni caso:
1) Quanti cittadini avrebbero ottenuto lo scudo spaziale che il Tribunale di Milano ha riservato a Signorini e alla retrostante famiglia B.?
Fino a prova contraria, la risposta è: tutti quelli che si fossero trovati nella medesima situazione.
Se Travaglio ritiene che siano stati commessi dei favoritismi, dovrebbe almeno avere la compiacenza di indicare quali abusi siano stati commessi e da parte di chi; diversamente, in totale assenza di qualsivoglia prova o indizio, sta solo gettando fango sui dei magistrati che hanno preso delle decisioni perfettamente lecite, ma a lui non gradite (come un Sallusti qualsiasi, per dire).
Non so in quale mondo viviate tu e l’allegra compagnia ragliante dei miei hater, che si è subito precipitata ad apporre il suo sdegnato “mi piace” ad un commento di sì rara banalità, che peraltro non confuta nulla di ciò che ho detto, però ti posso assicurare una cosa: in quello in cui ho sempre vissuto io, il grande giornalista Marco Travaglio non si è mai fatto scrupolo di denunciare con nomi, cognomi e circostanze i magistrati colti in fallo (finora).
Visto che siamo in tema di domande e risposte, colgo l’occasione per estendere anche a te e all’allegra compagnia di cui sopra l’invito a circostanziare le accuse, neanche troppo velate, formulate nei confronti del Tribunale di Milano; tuttavia, finché nessuno si degnerà di farlo, quelle accuse sono e rimangono una becera forma di complottismo a basso costo (livello Mazzucco, sempre per dire): il Tribunale di Milano ha preso una decisione a favore di Mediaset, quindi è il maggiordomo di Mediaset. Così, sulla (s)fiducia.
Sulla base di che cosa? Non è dato sapere.
Manca solo il classico “noncielodikono”.
Fatti concreti? Ad oggi non pervenuti, ma c’è sempre tempo.
Io sono qua che aspetto.
2) Che accadrebbe se uno qualunque chiedesse ai giudici di fermare una campagna di fango del gruppo B. e/o di Signorini?
Questa è palesemente una domanda capziosa: ciò che viene contestato a Corona non è una generica “campagna di fango”, ma dei reati ben precisi, e le azioni intraprese sono perfettamente in linea con la normativa attuale (altrimenti gli avvocati di Corona, che non sono certo degli sprovveduti, ci sarebbero andati a nozze): se un esperto di cronaca giudiziaria come Travaglio non lo sa, è grave.
Se invece lo sa, è gravissimo.
"Mi piace""Mi piace"
DJ… vorrei rassicurarti almeno un po’, vista la deriva vittimista in cui ti stai avventurando.
“molti nemici, molto onore” era il motto di più o meno un secolo fa; adesso li chiamate “haters” anche se sono solo nella vostra testa; non montartela…
Nel merito, semplicemente rispondi lucciole per lanterne partendo dal presupposto di uno stato di diritto che non esiste.
Non esiste nell’equità: fiscale, appartenenza politica e/o economica, di genere, di censo, sanitaria, retributiva…
L’iniquità ed il sopruso sono la regola, tutto in punta di diritto, sia ben chiaro.
La “giustizia” non fa eccezione…non esserne accorti o fare finta di non vedere non è solo da ciechi…ma anche da stolti.
"Mi piace""Mi piace"
Hai perso la favella?
"Mi piace""Mi piace"
Ti ringrazio, ma non ho bisogno delle rassicurazioni di chi mi accusa sia di atteggiarmi a vittima che di essermi montato la testa (due comportamenti piuttosto incompatibili tra loro), in quanto preferisco attenermi ai fatti.
Dato che ho gentilmente risposto alla tua domanda, quantunque la risposta non fosse dovuta, gradirei piuttosto che qualcuno rispondesse alla mia, che vado a riproporre: quali abusi e/o favoritismi sono stati commessi dal Tribunale di Milano per agevolare indebitamente Mediaset nella vicenda Corona?
Sono state violate delle norme, delle procedure, o anche solo delle semplici prassi? Se sì, quali?
E’ una domanda precisa, che richiede una riposta precisa. Se la risposta è “no” (oppure, cosa molto probabile, “non lo so”), allora la mia critica verso Travaglio risulta perfettamente fondata: la questione è tutta qua.
Trincerarsi dietro un generico “lo stato di diritto non esiste, l’iniquità ed il sopruso sono la regola” non è affatto una risposta nel merito, ma alimenta il sospetto che certi commenti (così come certi “mi piace”) siano figli esclusivamente del pregiudizio.
Magari mi sbaglio, e il Tribunale di Milano ha colpevolmente violato le procedure: quale occasione migliore per smentirmi e sbattermi in faccia la realtà dei fatti?
Può rispondere chiunque, io sono sempre qua che aspetto.
"Mi piace""Mi piace"
Un tribunale, di Milano o di Vattelapesca, e’un contenitore, dove la differenza la fanno le persone…..MT sta scrivendo delle false notizie e della macchina del fango come strumento di delegittimazione, ad uso politico, per favorire un certo potere politico contro ALCUNI magistrati che abbiano osato indagare sui suoi reati! La macchina del fango esiste grazie a giornalai servili che invece di svolgere una funzione di informazione e quindi controllo da parte dell’ opinione pubblica, servono interessi estranei, interni, nazionali, ed esterni internazionali, e questo non lede solo il diritto/dovere del rispetto della legge, uguale per tutti, perseguito da ALCUNI magistrati, ma anche la tenuta democratica di un paese, condizionato politicamente dal falso e dalla menzogna! Condizionamento storico, visto che la macchina del fango è stata usata fin dall’ inizio della storia repubblicana italiana dagli inglesi contro De Gasperi e sempre grazie alle quinte colonne della disinformazione venduta e complice, che da allora svolge senza vergogna il suo sporco lavoro…..Di tutti i giornalai con quasi un secolo di disonorevole attività, MT rappresenta un’ eccezione, insieme ad altri, quantomeno nelle intenzioni di ottemperare con disciplina ed onore alla propria professione, ma la critica va ovviamente a lui perché è più comodo vedere la pagliuzza piuttosto che la trave ….altro metodo che ha condannato questo paese ad essere quello che è! MT sta accusando una metodologia di disinformazione e di laboratorio di false notizie da giornalista, non da giudice …..e fra i giornalisti come fra i giudici/magistrati o fra qualsiasi altra professione esistono differenze, il che non significa non sbagliare, ma farlo in buona fede, piuttosto che strumentalmente con dolo, che si, meriterebbe la gambizzazione ad ogni livello di ruolo ….
"Mi piace"Piace a 8 people
Una discreta insalata di parole, per non dire nulla nel merito.
Hai mai pensato di andare a capo, qualche volta?
"Mi piace""Mi piace"
"Mi piace"Piace a 7 people
In realtà, chi parla a sproposito di gambizzazione dovrebbe autogambizzarsi o, per essere meno cruento, prodursi nel purificatore gesto di sputare contro uno specchio.
Non so se le “mani”, che una volta erano pulite, dopo 30anni si siano un po’ sporcate (leggasi turnover), cmq i suoi detrattori di sempre non hanno cambiato neanche di una virgola le interessate lagnanze demolitrici di tutta la magistratura. Nel caso, il Trav, che non guarda in faccia a nessuno, farebbe bene, intanto a non dismettere l’opera di contestazione di quest’ultimi, ed eventualmente poi delle prime. E… di non badare ai cornuti.
"Mi piace""Mi piace"
Carrie…. :-)))
"Mi piace"Piace a 1 persona
Vorrei ricordare a qualche smemorato che ha dimenticato anche il proprio nome che due giudici furono accusati di essere stati corrotti Da Previti per favorire il suo cliente B. Quindi il punto non è se un giudice sia corruttibile o meno ma che l’ intera magistratura sia u covo di cospiratori contro i politici .
"Mi piace""Mi piace"
Mi domando se la se l’interdizione decisa dal magistrato sia legale. Come si può impedire ad un cittadino di togliere contenuti diffamatori se la diffamazione è decisa al termine di un procedimento giudiziario?
Dire, ad esempio, che un tizio è pedofilo non è di per sé diffamatorio. Dipende da quello che stabilisce il processo, se risulta falso è diffamazione se risulta vero è informazione.
"Mi piace"Piace a 2 people
ci vuole il fact-checker indipendente che decide se qualcosa è diffamazione o no e lo toglie dal web
"Mi piace""Mi piace"
Si, l’interdizione è legale, non serve arrivare ad una sentenza di condanna.
L’azione si chiama “inibitoria”.
Si tratta di bilanciare la libertà d’espressione ed i diritti di tutela della reputazione della persona.
Quando la diffusione di contenuti privati o diffamatori può causare danni immediati e irreparabili, può essere sospesa preventivamente tramite un ordine del giudice civile.
E’ quello che si chiama “periculum in mora”.
Il punto chiave non è se si tratta di diffamazione o meno; il giudice non ha detto Corona ha diffamato, ha torto e Signorini ha ragione.
Il giudice ha valutato che l’azione di Corona produce rischi immediati ed irreversibili ed i danni di una possibile diffamazione li ha ritenuti maggiori dei danni prodotti dal vietare la libertà di espressione.
Ha scelto quello che riteneva essere il male minore, detta in altri termini.
In ogni caso non si tratta di una decisone presa da un monarca assoluto; Corona può sempre far ricorso.
Che poi a te, a Travaglio e ad altri la decisone presa dal giudice non piaccia è un altro discorso.
"Mi piace"Piace a 1 persona
Grazie per l’esauriente risposta!
OT, ma è possibile fare una domanda o avere un dubbio senza che si venga immediatamente ascritti ad una qualche tifoseria pro o contro?
Personalmente di Corona non me ne importa nulla, a malapena so che esiste, non era una domanda retorica ma un sincero dubbio.
"Mi piace""Mi piace"
ho capito che era un dubbio; legittimo aggiungo, visto che il giornalismo casereccio gioca molto sul significato delle parole.
"Mi piace""Mi piace"
Giacomo Tocco
A CONCLUSIONE DEI PROCESSI DI DIFFAMAZIONE, MATTEO E TIZIANO RENZI SONO STATI CONDANNATI A RESTITUIRE I SOLDI DEI RISARCIMENTI A MARCO TRAVAGLIO.
“Cari amici, vi do una notizia con la morte nel cuore: dopo quelle con Matteo Renzi, ho vinto nel secondo Appello anche la causa con suo padre Tiziano. Il quale dovrà restituirmi i 50mila euro (più interessi e spese legali, per un totale di circa 100mila euro) che ero stato costretto a versargli da due incredibili sentenze di primo e di secondo grado per una legittima critica politica a “Otto e mezzo”. Lì, nel 2017, avevo risposto così a una domanda di Lilli Gruber sull’inchiesta Consip che vedeva indagato il babbo dell’ex premier: “Se il padre del capo del governo si mette in affari o si interessa di affari che riguardanoaziende controllate dal governo, magari a beneficio di imprenditori che finanziano o hanno finanziato il capo del governo, questo non so se sia un reato, ma è un gigantesco conflitto d’interessi”. Renzi senior, credendo che parlassi di lui e non di suo figlio, mi aveva denunciato per danni. Ma io non lo sapevo, perché la notifica non mi era mai arrivata (al posto della mia firma c’era uno scarabocchio fatto da chissà chi). Così nel 2018 ero stato processato in contumacia, senza potermi difendere, da un giudice civile di Firenze. Il quale avrebbe potuto e dovuto verificare da solo la veridicità di ciò che avevo detto (era un fatto notorio) e assolvermi per aver esercitato il diritto di cronaca e di critica. Invece non lo fece e mi condannò a pagare 50 mila euro, più le spese processuali. Lo scoprii da un articolo del Foglio e da un post di Matteo Renzi su Facebook: “Sono ovviamente contento per mio padre… Bisogna sopportare le ingiustizie, le falsità, le diffamazioni. Perché la verità prima o poi arriva. Il tempo è galantuomo. Ci sono dei giudici in Italia, bisogna solo saper aspettare. E verrà presto il tempo in cui la serietà tornerà di moda. Ci hanno rovesciato un mare di fango addosso. Nessun risarcimento ci ridarà ciò che abbiamo sofferto ma la verità è più forte delle menzogne. Adesso sono solo curioso di vedere come i tg daranno la notizia”. Poi mi diede del “diffamatore seriale” e del “vitalizio per me e la mia famiglia”, annunciando che coi miei soldi avrebbe pagato le rate del mutuo della sua nuova villa da oltre un milione di euro chiamandola “Villa Travaglio”, nonché la sua festa alla Leopolda per i 50 anni. Il mio avvocato Caterina Malavenda fece appello, per poterci difendere almeno lì. Ma anche la Corte d’Appello mi diede torto, perché avrei dovuto “invocare l’esimente del diritto di cronaca o critica e, conseguentemente, fornire la prova della veridicità del fatto narrato” in primo grado (dov’ero ignaro contumace). Per fortuna la Cassazione annullò quel doppio obbrobrio, bacchettando i giudici di primo e secondo grado: spettava a loro verificare se le mie parole “integrassero il legittimo esercizio del diritto o di cronaca”, “rilevabile d’ufficio a prescindere dalla specifica e tempestiva allegazione della parte e anche in Appello”. E rinviò il processo a un nuovo appello, che si è concluso l’altroieri con il rigetto totale delle pretese di Tiziano Renzi e la sua condanna a restituirmi ciò che gli ho versato (76.295 euro fra risarcimento e spese legali), più gli interessi e le spese legali della Cassazione e del secondo appello. In tutto, un conticino di circa 100 mila euro. Motivo: “Appare palese come l’obiettivo della critica – e che di critica si tratti è indiscutibile – fosse Matteo Renzi e non il padre (come peraltro incidentalmente rilevato anche dal Tribunale),… Certamente dunque il giornalista ben poteva esprimere la sua opinione, avente ad oggetto un personaggio pubblico (addirittura ex Presidente del Consiglio)… Egli, pur premettendo che non sapeva se il contegno dell’odierno attore (Tiziano Renzi, ndr) fosse o no penalmente illecito, criticava Matteo Renzi perché chi riveste certe posizioni cruciali nella vita politica del Paese deve prestare attenzione a che i contegni anche dei suoi familiari siano trasparenti e tali da escludere ogni conflitto d’interesse… E osserva che l’interessamento della magistratura a vicende connesse a Matteo Renzi non è dovuto a un’invasione di campo, ma a un’eccessiva disinvoltura da parte di questi e dei suoi familiari nella gestione degli affari”. Così “la libertà di manifestazione del pensiero diventa strumentale anche al controllo sul potere politico da parte dei cittadini e assume la funzione di contribuire in modo determinante alla formazione della pubblica opinione, in modo che ciascuno possa liberamente orientare le proprie scelte”. Conclusione: “Devono pertanto ritenersi sussistenti tutti i presupposti per l’applicabilità della… esimente del diritto di critica o di cronaca…: A) l’interesse sociale…; B) la verità del nucleo del fatto storico sottostante il giudizio…; C) la continenza, essendo i toni utilizzati misurati e proporzionati al contesto, scevri da ogni connotazione gratuitamente offensiva e umiliante, o volta ad attaccare l’uomo anziché il suo contegno. Dunque, conclusivamente, la domanda risarcitoria di Tiziano Renzi dev’essere respinta”. Non ho altro da aggiungere, se non che il danno l’ho subìto io da una lite temeraria durata ben otto anni; e che questa sentenza, firmata dalle giudici Carla Santese, Giulia Conte e Ada Raffaelli Mazzarelli, è una boccata di ossigeno per tutti i giornalisti e i cittadini che credono nella Giustizia. Il resto lo lascio a una fonte ben più autorevole di me, con qualche ritocco (soprattutto sulla punteggiatura): “Bisogna sopportare le ingiustizie, le falsità, le diffamazioni, perché la verità prima o poi arriva. Il tempo è galantuomo. Ci sono dei giudici in Italia: bisogna solo saper aspettare. E verrà presto il tempo in cui la serietà tornerà di moda. Mi hanno rovesciato un mare di fango addosso. Nessun risarcimento mi ridarà ciò che ho sofferto, ma la verità è più forte delle menzogne. Adesso sono solo curioso di vedere come i tg daranno la notizia”. (di Marco Travaglio)
"Mi piace"Piace a 4 people
Fantastico!
Mi pare si possa tranquillamente definire un metaforico ceffone in faccia non solo e non tanto a Tiziano (che non è dato sapere quanto sia stato influenzato dal figlio nell’intraprendere la causa), quanto a MR e ai suoi seguaci, nonché ai garantisti pelosi per i quali i processi si concludono solo al grado di giudizio che conviene loro.
Peccato solo che MT abbia le risorse finanziarie per poter arrivare alla Cassazione, mentre il 99% dei comuni cittadini sarebbe stato economicamente rovinato da un’analoga causa.
Come sosteneva qualcuno, chi perde una causa, specie se con cariche politiche e/o con intenti intimidatori, dovrebbe pagare molto più pesantemente in caso di rigetto; ma ovviamente non accadrà mai.
"Mi piace"Piace a 6 people
Spero che di questo caso, tra gli altri, si tenga viva memoria in fase di definizione degli alleati di CSX. A dimostrazione (ulteriore) dell’inaffidabilità, anzi nocività del personaggio destinato, semmai, a lavare per sempre in Arno i propri, nonché famigliari, panni sporchi, anziché ergersi a impreziosire la coalizione anti Meloni alla quale, peraltro, non ha spesso fatto mancare i suoi voti.
Capisco che in Italia vige da sempre la prassi di trasformare conclamate nefandezze in pregiate perle di curriculum per fare carriera politica. Ma voglio pensare che di questa mortifera prassi sia finalmente guarito il CSX. Mi permetto inoltre di ricordare ai troppi smemorati ciò che lo stesso senatore di Pontassieve ebbe a dire in occasione della demolizione, per sua mano, del Conte2: “Non voglio che il Pnrr sia gestito da Giuseppi”. Qualcosa avrà significato, no?
"Mi piace"Piace a 2 people
Ah, così aveva detto? 🤬🤬🤬
Che gran pezzo di 💩
"Mi piace"Piace a 2 people