
(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – Diceva Marx che quando il capitalismo sarebbe arrivato al massimo della contraddizione, il sistema sarebbe collassato. L’aumento del saggio di profitto e il crollo dei salari avrebbe generato un divario intollerabile tra ricchi e poveri. E le condizioni per una rivoluzione del proletariato innescata dai livelli intollerabili di miseria cui la classe operaia era stata ridotta.
La previsione si rivelò giusta, anche se la ricetta del comunismo, sfociato nella sua applicazione pratica in dittature repressive e spesso sanguinarie, si dimostrò fallimentare. Ma non vedere oggi che il sistema neo-liberista sta producendo le stesse contraddizioni del capitalismo avversato da Marx, sarebbe come ignorare i corsi e i ricorsi storici sui quali Giambattista Vico ci mise in guardia. Ora, non si può pretendere che la premier Giorgia Meloni conosca le basi della filosofia, ma per il ruolo che riveste è lecito esigere che padroneggi almeno i fondamentali dell’economia. Anche se alcune recenti affermazioni – tipo quelle sullo spread che rende i titoli italiani più sicuri di quelli tedeschi o sulla pressione fiscale che cresce perché c’è più gente che lavora – qualche dubbio lo lasciano.
Di certo comprenderà la gravità dei numeri diffusi ieri dall’Oxfam all’apertura del World Economic Forum di Davos: nel 2025 la ricchezza dei miliardari italiani è cresciuta di 54,6 miliardi di euro, cioè 150 milioni di euro al giorno. Allo stesso tempo, il 10% più ricco delle famiglie possiede oltre otto volte la ricchezza della metà più povera. Non rischieremo forse un’altra rivoluzione bolscevica, ma il disastro sociale è alle porte. E continuare ad ignorarlo non risolve i problemi. Li aggrava.
Il testo e la testa
(Di Marco Travaglio) – L’impeccabile video di Alessandro Barbero per il No al referendum ha mandato ai matti Antonio Di Pietro, forse geloso perché Barbero dice della separazione delle carriere ciò che Di Pietro disse per oltre 30 anni, prima di battere la testa: e cioè che è il primo passo verso la sottoposizione del pm al governo. Secondo Di Pietro, Barbero non ha letto la “riforma”. In realtà l’ha letta e l’ha pure capita, mentre Di Pietro l’ha letta ma non l’ha capita, o finge di non capirla. Eppure gli basterebbe ricordare come divenne pm: diversamente da quasi tutti i migliori pm, non veniva dall’Ufficio Istruzione, ma dalla Polizia. Però, alla sezione di polizia giudiziaria, era stato educato dai pm all’imparzialità: a cercare la verità, non ad accusare chiunque pur di fare statistica. Poi, quando fece il concorso per la magistratura, non studiò da pm: tutte le aspiranti toghe seguono lo stesso percorso formativo; vinto il concorso, svolgono un tirocinio di 18 mesi un po’ in Procura e un po’ in Tribunale per sperimentare le funzioni requirente e giudicante; e solo alla fine scelgono se fare il pm o il giudice. Invece, separando le carriere, la scelta avverrà all’inizio, una volta per tutte, dopodiché le due categorie impareranno due mestieri diversi e impermeabili su binari paralleli che non si incontreranno più.
Perciò il danno peggiore per i cittadini non è nel testo della “riforma”. È nella testa dei futuri pm, che non verranno più educati a essere imparziali come i giudici, ma a diventare – come li chiama Nordio – “avvocati dell’accusa”. Cioè portavoce delle forze di polizia. Che dipendono gerarchicamente dal governo. Nella visione perversa dei separatisti, il processo non sarà più uno strumento per ricostruire il fatto-reato, ma un match fra due squadre (accusa e difesa) davanti a un arbitro (il giudice). Il pm, come il poliziotto che gli fornisce le notizie di reato e gli indizi, baderà ad accusare e a ottenere più arresti, rinvii a giudizio e condanne possibile, senza porsi il problema di chi è colpevole e chi è innocente. Così come il difensore bada a far assolvere più clienti possibile, e se sono colpevoli tanto meglio. Ci conviene un pm così? O non è meglio che il pm resti il primo difensore dell’indagato e, se scopre che non è stato lui o non ha indizi sufficienti, chieda di archiviarlo, o proscioglierlo, o assolverlo? Nel 1991, a Milano, un pm ricevette una querela di Mario Chiesa, presidente craxiano del Pio Albergo Trivulzio, contro un cronista del Giorno, Nino Leoni, che aveva raccontato un giro di mazzette nell’ospizio. Indagò imparzialmente sulle due ipotesi: che avesse ragione Chiesa e che avesse ragione Leoni. Scoprì che aveva ragione Leoni, fece arrestare Chiesa e avviò Mani Pulite. Era il 17 febbraio 1992. Il pm si chiamava Antonio Di Pietro.
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😒😑🙄👨⚖️
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Ecco il video di Barbero:
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Ci sono, secondo me, due aspetti da osservare in questa riforma: l’aspetto formale e quello sostanziale.
Barbero sbaglia a dare una connotazione politica alla riforma (sono di sinistra quindi voto no). In passato eminenti esponenti della sinistra auspicavano la separazione delle carriere. Quindi questa è una battaglia dei politici (che sognano l’impunità totale) contro i cittadini.
Sbaglia quando dice che è il governo che sceglie i membri laici del CSM, in realtà è il Parlamento (con quorum dei 3/5, quindi non basta la maggioranza governativa).
Bisogna essere precisi altrimenti si dà il destro ai fautori del “si”.
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E’ vero, non si dovrebbe dare alla riforma una connotazione politica, ma trasformare un pm, cioè pubblico ministero, in avvocato dell’ accusa ha una valenza politica, come se il reato fosse una questione privata di confronto tra due squadre al cospetto di un arbitro/giudice! Mentre il pubblico ministero rappresenta lo Stato che non ha una funzione esclusivamente accusatoria, ma di valutare se un fatto possa essere lesivo non solo nei confronti della persona, privata, ma dello Stato stesso che ha l’ obbligo di tutelare entrambe le parti, e questa tutela di garanzia parte da subito proprio per la funzione pubblica del pm! Anche solo linguisticamente fra avvocato dell’ accusa e pubblico ministero c’è una differenza enorme che diventa sostanziale! Da una valutazione in nome dello Stato, garantista, si passa al ruolo esclusivamente accusatorio , come portavoce delle forze di polizia che dipendono dal governo, che non è lo Stato….il governo è uno dei tre poteri , ma se il potere esecutivo entra all’ interno del potere giuridico/giudiziario attraverso il SUO avvocato di accusa, crolla la divisione democratica dei tre poteri indipendenti ed autonomi e lo stato di diritto, perché l’ arbitrarietà delle accuse è dietro l’angolo……E ci si può ritrovare accusati solo perché scomodi al governo in carica e finire in tribunale dove il giudice, si spera imparziale, dovrà decidere pesando fra accusa e difesa, con una difesa pesante in base alle possibilità finanziarie! Una roba politicamente rilevante e pericolosa, vicina alla dittatura dove uno solo o pochi o il governo, di una sola parte del paese, può incidere arbitrariamente sulla giustizia e sull’ uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge! Questa riforma non è fatta per dividere le carriere ed aumentare le garanzie all’ accusato, ma per decidere chi possa essere accusato….e che sia fortemente voluta da certi eredi storici e’ ancora più inquietante e pericoloso, bisognerebbe ricordarsi come è andata la volta scorsa! Le democrazie già politicamente e socialmente deboli, rischiano di cadere quando diventano anche legalmente arbitrarie!
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Cosa cavolo c’entra quello che scrivi con le cose dette da Patrick (e da Barbero) lo sai solo tu.
p.s. Se fossi uno indeciso su cosa votare e leggessi solo i tuoi post molto probabilmente voterei SI.
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Sarei curioso di leggere una risposta di Di Pietro. Magari MT o chi per lui, riesce a convincerlo, che sta seguendo un “percorso” sbagliato.
Il pericolo che i SI vadano a vincere, non è così impossibile.
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Di Pietro l’ho votato più volte, preferisco ricordarlo com’era una volta, corretto, giusto e imparziale.
Oggi, forse per solidarietà con Beppe Grillo si dimentica tutto e va a passeggiare nella trincea opposta.
Una prece.
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GRAZIE a leo25 per la pubblicazione…..!!!!
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Fru’, guarda il suo avatar… Che cosa ti dice?
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@ anail buongiorno…..aiutami…. chi è costui….??? Augurandoti una buona giornata ti saluto….ciaooooooooooooooooooooooooooo
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È il simbolo di Infosannio!
😉👍🏻☺️😘💕
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Ma sta pistola chi l’ha spostata? Ieri sul Corriere diceva che era stato lui, oggi… Mi sa che Di Pietro…
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Dopo secoli, Tonino cerca disperatamente un poco di luce. Ci aveva provato pure con il movimento 5 stelle, ma era stato murato. Si ricordi di Razzi, Scilipoti e De Gregorio. Che rimanga pure a fare il pensionato in sella al trattore.
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Con la firma del mercosur guadagnarsi la pagnotta in sella al trattore diventa arduo così si cercano sltri mestieri🤔
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Salvo, mi sembra che la pensione da ex magistrato e da parlamentare gli evitino tranquillamente la fila alla Caritas. Un saluto dalla Sardegna
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E’ proprio li il problema, deve abbandonarlo il trattore, deve aver preso un colpo di sole,
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…e alzato pure il gomito.. toglietegli il fiasco.
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Come nel film “IL CASO THOMAS CRAWFORD”?? No grazie!
Tutti ricorderanno che nel film il piemme (Ryan Gosling), rappresentante dello Stato, anzi del governo, quindi alle sue dipendenze, se non avesse dimostrato l’accusa di quel perfido marito (Anthony Hopkins) di avere sparato alla moglie fedifraga, avrebbe avuto bloccata la carriera e non sarebbe stato assunto da una prestigiosa ditta privata, esito a cui si riducono tutti gli abili piemme. Pertanto doveva collezionare per forza una ennesima vittoria a prescindere dalla VERITA’. Purtroppo senza riuscire a vincere. Solo che poi lo stesso Gosling, per un fortuito caso, riesce a rifare incriminare e condannare Hopkins nel successivo processo, stavolta con l’accusa di avere fatto staccare la spina alla moglie in coma.
Vogliamo, con la separazione delle carriere, avere un piemme emanazione della polizia a sua volta dipendente dal ministro degli interni anziché al servizio della VERITA’?? Se vogliamo questo obbrobrio per salvare i politici sotto inchiesta – perché mai e poi mai il ministro acconsentirà a processarli – allora votiamo sì oppure non votiamo che è quasi la stessa cosa. E questo solo per copiare l’America?? Suvvia, non facciamoci riconoscere come i soliti sciocchi provincialotti! Il nostro processo è il più giusto che esista al mondo. Solo che la giustizia è lenta come una lumaca (per carenza di personale e mezzi) proprio per favorire i malfattori politici e loro complici. La separazione delle carriere non c’entra niente con la giustizia, bisognosa di ben altre riforme per funzionare bene e veloce, semmai è una schiforma della magistratura.
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Gae@ complimenti davvero, per questa tua azzeccatissima e altrettanto comprensibile analisi. Credo che quanto tu hai scritto, possa risultare molto più convincente alla lettura, delle diverse altre spiegazioni tecniche, che la gente comune, tra l’altro, non leggerà mai, perchè non si arrovella il cervello per il referendum ( sbagliando, rinuncia in partenza e non andrà a votare ). Forse, se già non lo hai fatto, sarebbe il caso di divulgare quanto hai scritto, anche attraverso altri canali … Facebook per esempio. Potrebbe produrre quache NO in più, che alla fine probabilmente, risulterebbe essenziale.
Cosa ne pensi ?
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Grazie per l’apprezzamento. Si fa quel che si può. Forse avrei dovuto aggiungere altri aspetti della questione ma ho pensato meglio di non complessificare e andare all’essenziale.
Purtroppo (o forse no) non frequento altri social al di fuori di infosannio. Visito abitualmente youtube cum grano salis, e altri siti ben mirati ma mi tengo lontano dal vociare, spesso inconcludente e inutile, di altri luoghi in rete che vanno per la maggiore. Ho molto tempo a disposizione ma mi innervosisce perderne, anche un frammento, senza alcun arricchimento personale. D’altronde se la rete produce qualche valido risultato o informazione, raggiungerà lo stesso l’ampia platea degli utenti.
Se vuoi, prova tu a diffondere il testo se lo ritieni utile. Cmq, grazie ancora per il conforto in una materia così intricata.
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Concordo Gae, anch’io non frequento o frequento ben poco i social, perchè spesso si tratta di chiacchiere inutili. Però penso anche, che questo argomento, sia di grande importanza e richieda un occhio di riguardo. Proverò ad utlizzare la tua valida osservazione, con la speranza che possa portare a qualche risultato.
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GAEEEEEE!!!! 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻😃
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Anche chi non ha visto il film capisce subito che trattasi di situazioni che non potrebbero accadere in Italia, né oggi né domani.
Forse sarebbe necessario conosce la differenza, prima di tutto su come vengono scelti e come si sviluppa la carriera dei PM italiani e dei prosecutors in USA.
La riforma costituzionale di cui tanto discutiamo non prevede che il pubblico ministero sia una emanazione della polizia perché a lui rimane la funzione prevista dall’articolo 112 della costituzione e la sua carriera non dipenderà dal potere esecutivo, ma dal CSM appositamente previsto per i PM e i cui componenti non saranno scelti con elezioni “rappresentative” delle varie anime politiche (come succede oggi con le correnti), ma sorteggiati sia di quelli togati che dei laici.
tutte le altre considerazioni potrebbero essere definite false e tendenziose atte a turbare l’animo degli ingenui.
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Di Pietro crede davvero alle ragioni del Si quanto Ruby fu davvero la nipote di Mubarak. Purtroppo come disse bene Andreotti, il potere logora chi non ce l’ha. Ma mi spiace per Di Pietro i suoi risultati da ministro prima (non pervenuto) e capo partito poi (razzi, scilipoti e De Gregorio) sono stati assolutamente disastrosi. Per quanto mi riguarda non meriterebbe altre chance da nessuna parte, serve solo come bella statuina al cdx per dire che la riforma è appoggiata anche dai magistrati. Che ignobile fine…
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Si è sempre detto che con la vecchiaia spesso si torna agli “amori ” giovanili . Di Pietro proviene da simpatie destrorse che grazie proprio ai corsi da magistrato aveva messo da parte per essere oggettivo e obiettivo nele indagini al fine di giungere all’ accertamento dei fatti e quindi della verità .Oggi ,forse mosso dalla nostalgia o per essersi tolto di dosso con la toga anche la cultura giuridica , rientra nelle sue vecchie simpatie spontanee ed istintive.
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😖
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<oramai lo hanno capito anche i sassi : la separazione della cariere è solo lo strrrumento per sottomettere la magistratura al potere esecutivo, forse non lo hanno ancora capito i cittadini!
Anzi si impedirà loro di dibattere la riforma e di parlarne…
Per quanto riguarda Dipietrino …già quando iniziò a fondare un suo partito …era già partito di testa e oggi si è aggravato in quanto non si riconosce più in “mani pulite” ma ” in mani meloni”!
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“L’aumento del saggio di profitto e il crollo dei salari avrebbe generato un divario intollerabile tra ricchi e poveri.”
E infatti c’è chi ipotizza che in un futuro non lontano sarà inevitabile la nazionalizzazione delle grandi ricchezze e utilizzare gli utili per un reddito di cittadinanza più esteso. Prima o poi ne parleranno persino a Davos e quando succederà il Sole titolerà: Milano ha il tasso più alto di benefattori dell’umanità!
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vabbè dai, inutile discutere sul nulla, sappiamo tutti chi vincerà
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