Il programma di Ranucci intervista un collaboratore di giustizia: “Due esponenti già sostenuti in passato dalla ’ndrangheta”

(di Giuliano Foschini – repubblica.it) – La ’ndrangheta in Veneto esiste. E negli scorsi anni ha votato per alcuni esponenti del centrodestra, oggi candidati alle elezioni regionali con Fratelli d’Italia. È il racconto che un collaboratore di giustizia, Domenico Mercurio, ha fatto a Report, che stasera su Rai 3 manderà in onda una lunga inchiesta di Walter Molino sulle infiltrazioni ’ndranghetiste nella politica veneta.
I punti attorno a cui si muove la puntata sono due. Il primo riguarda David Di Michele, il candidato più forte di Fratelli d’Italia a Verona: vicepresidente della Provincia, vicesindaco di Lavagno, uomo di fiducia di Ciro Maschio – deputato, presidente della Commissione Giustizia e coordinatore provinciale del partito. Mercurio, per la prima volta, ricostruisce il suo ruolo nella campagna del 2014. Racconta che fu Elio Nicito, considerato dalla Dia vicino alla famiglia Vrenna, a chiedergli di sostenere Di Michele. Dice di aver raccolto circa seicento voti, «sufficienti a farlo arrivare primo degli eletti». E aggiunge un dettaglio sulla contropartita: l’edificabilità di un suo terreno a Lavagno, nel Veronese: «Patti rispettati».
Nelle sue dichiarazioni compare anche l’imprenditore calabrese Nazzareno Salerno, ex assessore regionale arrestato e sotto processo per corruzione. Secondo Mercurio, fu grazie all’intercessione di Di Michele che Salerno riuscì a ottenere, a oltre mille chilometri di distanza dalla Calabria, l’appalto per la scuola Don Milani di Lavagno.
Il secondo capitolo riguarda Stefano Casali, consigliere regionale uscente, legatissimo al ministro della Giustizia Carlo Nordio, e di nuovo candidato. Da anni Casali nega l’esistenza di una cena del 2012 nella sua abitazione, alla vigilia delle amministrative di Verona. A quell’incontro avrebbe partecipato Mercurio e, soprattutto, sarebbe stato definito un patto di sostegno elettorale della ’ndrangheta.
Ora un testimone — identità protetta dalla trasmissione — conferma di essere stato presente. Racconta che fu quella la riunione in cui venne stabilito l’accordo, con Nicito come garante. In quella tornata Casali passò da 516 a 1704 voti e divenne prima assessore ai Lavori pubblici, poi vicesindaco.
Nel corso dell’inchiesta anche Nicito risponde alle domande della trasmissione e, in qualche modo, conferma che Mercurio raccolse voti per Casali nel 2012. Lo stesso Mercurio aggiunge un’ultima immagine: dopo la vittoria — dice — andarono insieme a festeggiare nel ristorante di Giovanni Pascucci, che conferma di ricordare la serata.
I dirigenti di Fratelli d’Italia rivendicano però la piena trasparenza delle loro liste. «Abbiamo ottenuto un riscontro positivo anche dalla Commissione parlamentare antimafia» spiega il coordinatore provinciale Ciro Maschio.
Mio primo commento dedicato alla frase dell’articolo che segue: <<I dirigenti di Fratelli d’Italia rivendicano però la piena trasparenza delle loro liste. «Abbiamo ottenuto un riscontro positivo anche dalla Commissione parlamentare antimafia» spiega il coordinatore provinciale Ciro Maschio.>> Mio commento: La Commissione Antimafia è nelle mani del governo, che è un governo di destra, e per questo è tutt’altro che credibile quando afferma che la lista elettorale della destra sia pienamente trasparente. È come chiedere all’oste se il vino che serve è buono.
Secondo frase dell’articolo, segue commento: <<Racconta che fu Elio Nicito, considerato dalla Dia vicino alla famiglia Vrenna, a chiedergli di sostenere Di Michele. Dice di aver raccolto circa seicento voti, «sufficienti a farlo arrivare primo degli eletti».>> Commento e messaggio per chi non va a votare: se seicento voti sono sufficienti per essere eletti, e considerando che ormai la metà degli aventi diritto si astiene, è evidente che bastano davvero pochi voti per mandare chiunque—purché capace di “procurarseli”—al governo del paese. E poiché a ogni elezione il numero dei votanti diminuisce, presto non servirà nemmeno “acquistarli”: sarà sufficiente mandare a votare amici e parenti.
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