WP, TRUMP DEMOLISCE PARTE DELLA CASA BIANCA PER LA SALA DA BALLO

(ANSA) – Donald Trump demolisce parte della Casa Bianca per l’agognata sala da ballo da 250 milioni di dollari, nonostante la sua promessa che la sua costruzione non avrebbe “interferito” con l’edificio esistente. Lo scrive il Washington Post pubblicando anche una foto con le squadre di demolizione all’opera mentre con un escavatore sfondano una parte dell’ala est.
La realizzazione della ballroom “non interferirà con l’edificio attuale. Non lo farà. Sarà vicino ma non lo toccherà, e renderà omaggio all’edificio esistente, di cui sono il più grande fan”, aveva dichiarato Trump durante la firma di un ordine esecutivo a luglio.
TRUMP, INIZIATA COSTRUZIONE DELLA SALA DA BALLO ALLA CASA BIANCA
(ANSA) – Donald Trump ha annunciato su Truth che “sono iniziati i lavori di costruzione della nuova, grande e splendida sala da ballo della Casa Bianca, nel complesso della Casa Bianca”. “Completamente separata dalla Casa Bianca – spiega – l’ala est è in fase di completa modernizzazione nell’ambito di questo progetto e sarà più bella che mai una volta completata!
Per oltre 150 anni, ogni Presidente ha sognato di avere una sala da ballo alla Casa Bianca per ospitare grandi feste, visite di Stato, etc. Sono onorato di essere il primo presidente a dare finalmente avvio a questo progetto tanto necessario, a costo zero per il contribuente americano! La sala da ballo della Casa Bianca è finanziata privatamente da molti generosi patrioti, grandi aziende americane e, soprattutto, dal sottoscritto. Questa sala da ballo sarà felicemente utilizzata per le generazioni a venire!”.
Immagino gia’ la felicita’ della nostra premier………un “twist” col suo seguitissimo (politicamente n.d.r.) leader…..
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A proposito di Trump:
Blog di Stelle e dintorni di Roberta Labonia
Diplomazia.
Il modo di negoziare di Trump somiglia alla break dance
Alessandro Orsini
“Trump è un grande diplomatico? Questa frase è ripetuta quotidianamente da quando Trump ha interrotto lo sterminio dei palestinesi, condotto dagli Stati Uniti e da Israele. Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia ritraggono Trump come uno dei più grandi geni diplomatici della storia. È tipico di uno Stato satellite ripetere pappagallescamente luoghi comuni e frasi fatte per ossequiare la Casa Bianca senza verificare il loro fondamento logico ed empirico. Gli esempi sono illimitati: “La Russia finirà i missili dopo sei mesi”; “la Russia andrà in bancarotta” ; “gli Atacms cambieranno il corso della guerra”. La nuova giaculatoria dell’uomo- massa è: “Trump è dotato di grandi doti diplomatiche”. Per fortuna, esiste il metodo delle scienze storico-sociali di Weber, che mi accingo ad applicare. Durante la sua prima amministrazione, Trump incontrò Kim Jong-un a Singapore, il 12 giugno 2018, giurando di porre fine al suo programma nucleare: nessun risultato. Trump incontrò Kim Jong-un per la seconda volta ad Hanoi, Vietnam, il 27 febbraio 2019: un disastro completo. Trump abbandonò l’incontro in anticipo; persino il pranzo fu annullato tra le imprecazioni. Trump incontrò Kim Jong-un per la terza volta a Panmunjon, il 30 giugno 2019. Quali furono gli esiti della più importante impresa diplomatica di Trump durante la sua prima amministrazione? Un fallimento smisurato. La Corea del Nord ha continuato a costruire missili e testate nucleari fischiettando. Giunto alla sua seconda amministrazione, Trump ha fissato i suoi obiettivi diplomatici più importanti in Iran, Ucraina e Palestina. Quanto all’Iran, ha dialogato per poche settimane. Nuovo fallimento diplomatico e via con il bombardamento, il 22 giugno 2025. Quanto all’Ucraina, aveva promesso di fermare Putin in ventiquattro ore, ma la guerra infuria più di prima. Meloni e i meloniani dicono: “Almeno Trump ci sta provando!”. Sono d’accordo, ma allora il giudizio positivo riguarda la buona volontà di Trump e non le sue abilità diplomatiche. Anche io ho provato a costruire un sottomarino a propulsione nucleare, ma ho fallito. Sono comunque un grande ingegnere? Cosa dire di Gaza? È presto per le conclusioni. La tesi di questa rubrica è che il piano di pace Trump è un’altra grande incognita. L’accordo esiste soltanto su un punto: lo scambio prigionieri-ostaggi. I rimanenti 19 punti sono politicamente irrazionali o in contraddizione tra loro, come il punto 2 (le nuove case di Gaza andranno ai palestinesi) e il punto 10 (le nuove case di Gaza andranno a chi avrà i soldi per comprarle). Perché le maggiori imprese diplomatiche di Trump falliscono? La risposta è semplice: perché la diplomazia di Trump è uno spettacolo di break dance, dove manca soltanto il moonwalk di Michael Jackson. Rientra nella fattispecie delle pagliacciate anche il discorso “diplomatico” alla Knesset, il 13 ottobre scorso. La diplomazia di Trump abortisce perché si basa su proposte assurde e irricevibili sotto la minaccia della forza più brutale. Trump proponeva a Kim Jong-un la denuclearizzazione completa della Corea del Nord, sebbene tutti sappiano che gli Stati Uniti aggrediscono i nemici senza armi nucleari, come stanno facendo con Maduro in Venezuela, come hanno fatto con Saddam in Iraq nel 2003, con Gheddafi in Libia nel 2011 e con l’Iran nel 2025. Se esistesse un premio Nobel per la razionalità politica, bisognerebbe assegnarlo a Kim Jong- un, che ha capito perfettamente come funzioni l’ordine mondiale a guida americana (vedi Gaza). Uno studioso basa i propri giudizi sui fatti. Se i fatti cambieranno, riconoscerò le qualità diplomatiche di Trump. Al momento, la documentazione non consente elogi. “
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Anail, indovina a chi staranno suonando le orecchie. Inizia con T e finisce con O.
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