La premier vuole entrare nel board che gestirà la pace. Tajani e Crosetto: “L’Italia disponibile a mandare forze armate”. Salvini: “Diamo il Nobel a Donald”

(di Lorenzo De Cicco – repubblica.it) – Roma – Esserci. Rivendicare un «ruolo» dell’Italia nell’accordo di Trump. Dopo una notte passata al telefono — contatti informali con Usa e cancellerie arabe — Giorgia Meloni trascorre la mattina a raccontare il suo lavorio «silenzioso e costante» per la pace in Medio Oriente. Batteria di collegamenti con la Rai: prima al Tg1, poi al giornale radio dell’emittente di Stato. Ripete quanto detto da Bruno Vespa due sere fa, solita frecciata all’opposizione: «La pace si costruisce lavorandoci e non sventolando bandiere». Ma il colpo grosso è un altro: la premier lavora per partecipare ad una delle due cerimonie di firma degli accordi o di celebrazione del patto tra Israele e palestinesi. All’inizio della prossima settimana, probabilmente lunedì. Dove? Al Cairo, a casa di Al Sisi, uno dei protagonisti, lato arabo, del negoziato. La nostra diplomazia si è già attivata. Se la cerimonia sarà a livello di leader, Meloni conta di presenziare, confermano fonti di governo.
Con qualche cautela, «è un buon inizio», Meloni celebra il primo step dell’intesa, «straordinaria notizia». Dai microfoni Rai si dice «commossa» dai festeggiamenti della popolazione a Gaza, per la fine di una crisi che «oggettivamente non era più sostenibile». Racconta di avere sentito due sere fa lo sceicco al-Thani, principe del Qatar. Chiede, oltre al rilascio degli ostaggi e al ritiro delle forze israeliane dalla Striscia, che i paesi arabi, come Egitto, Qatar e Turchia, giochino «un ruolo per garantire un governo» palestinese e che l’Anp sia «riformata». E aggiunge: «Ci sarà bisogno dei monitoraggi della comunità internazionale per garantire che tutto funzioni». In tv la premier conferma indirettamente che potrebbe entrare nel board che dovrebbe gestire la transizione, con Trump e Tony Blair, forse con una delega ad hoc. «Se ci verrà chiesto un contributo, siamo ovviamente pronti a stare in prima linea». Vale per la ricostruzione (l’Italia punta a interventi nelle infrastrutture, come ponti e strade, e negli ospedali) ma anche per la presenza di truppe militari. Non solo i carabinieri che addestrano già oggi la polizia palestinese. Lo fa sapere il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani: «L’Italia può anche dare militari per una forza internazionale che possa unificare Gaza e Cisgiordania. Siamo anche in prima linea per gli aiuti». Lo ripete il titolare della Difesa, Guido Crosetto: «Le forze armate sono pronte a fare la loro parte». Tra le ipotesi, quella di schierare reparti di Esercito e Aeronautica. Ma è ancora prematuro, secondo fonti italiane: prima va capita la cornice. Sotto che cappello agirebbe la missione. Manca ad oggi una risoluzione Onu, che l’Italia sosterrebbe. E va capito il coinvolgimento militare dei paesi arabi.
Anche il Carroccio ha fatto sapere informalmente che non si metterà di traverso contro il dispiegamento di truppe in Palestina. Anche perché l’operazione, a differenza dell’Ucraina, stavolta è targata The Donald. Del resto per Matteo Salvini «Trump merita il Nobel per la pace». Tajani è un filo più cauto: «Ha tutti i titoli, poi deciderà la giuria». Per FdI invece detta la narrazione il sottosegretario di Palazzo Chigi, Giovanbattista Fazzolari. Lo slogan coniato serve un po’ a esaltare il ruolo che Meloni avrebbe avuto nelle trattative e un po’ a rovesciare le accuse di piazze e opposizioni: «Meloni complice della pace in Palestina». Concetto che ripete tutto lo stato maggiore dei Fratelli, da Arianna Meloni a Ignazio La Russa.
Anche la minoranza, con la segretaria del Pd Elly Schlein, accoglie «con sollievo l’accordo sulla tregua». Ma la leader dem incalza: «Ora il riconoscimento dello Stato di Palestina». Il capo del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, non allenta invece la pressione su un «governo ridicolo a intestarsi il processo di pace».
ormai Repubblica è come l’istituto LUCE, anzi va oltre
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Ammesso che riesca a intrufolarsi, porterà du’ pastarelle.
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“esserci”…..dice la Meloni……!!! ma perchè non “esserci” per il “salario” minimo….per la poverta’ dilagante nel Paese….per gli stipendi erosi dall’ inflazione…ecc…ecc….Ma la Meloni non ritiene che gli Italiani debbano avere una contestuale “attenzione”……..???????????
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Mandera’ frotte di camerieri a basso costo visto? che siamo un paese abituato a servire.🤔
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deve sovrintendere i lavori per la sua villetta a Gaza che ha già prenotato
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Tante volte ci volesse qualche commessa per ricostruire i palazzi, magari da girarsi a Caltagirone o a We Build.
Che schifo di persone.
Zero decenza.
Questi non hanno difeso la flottiglia con la loro barchetta armata e adesso vorrebbero schierare reparti delle forze armate in zona per il processo di pace, che non sono stati capaci di fare niente in acque internazionali?
Con che faccia.
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In questi casi si dice che c’ hanno la faccia come il ©ulo e che la vergogna non sanno manco dove sta’ de casa.🤔
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