L’Italia costruirà il ponte sullo stretto di Messina. I missili di Putin in Libia festeggiano. Da una parte, l’Europa si arma per prepararsi alla guerra con la Russia; dall’altra parte, l’Italia […]

(di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – L’Italia costruirà il ponte sullo stretto di Messina. I missili di Putin in Libia festeggiano. Da una parte, l’Europa si arma per prepararsi alla guerra con la Russia; dall’altra parte, l’Italia costruisce un’infrastruttura colossale facilmente bersagliabile dai russi. Putin e Trump dovrebbero incontrarsi. Non c’è giorno in cui Zelensky non supplichi Trump di fermare Putin. Zelensky ha dichiarato: “La nostra posizione comune con i nostri partner è assolutamente chiara: la guerra deve finire”. Per i primi tre anni di guerra, Zelensky ha maledetto chiunque abbia proposto un accordo con Putin, assicurando di sconfiggere la Russia. Oggi dichiara: “I russi ci stanno semplicemente uccidendo tutti”. Questo passaggio dalla certezza della vittoria alla certezza della sconfitta certifica che la Nato ha sbagliato a esecrare la diplomazia per sconfiggere la Russia.
Che cosa verrà fuori dall’incontro Trump-Putin? Gli elementi che inducono al pessimismo sono numerosi.
In primo luogo, Trump non è un garante affidabile per il cessate il fuoco perché non controlla le mosse di Zelensky. Il 6 agosto 2024, Zelensky ha invaso la regione di Kursk, senza informare Biden. Il 1° giugno 2025, ha distrutto un certo numero di bombardieri strategici russi, senza informare Trump. Ora però le cose stanno cambiando perché Zelensky sente avvicinarsi il crollo e il suo interesse ad accucciarsi ai piedi di Trump con un guinzaglio corto aumenta. Zelensky supplica una tregua tutti i giorni per pura e semplice disperazione. Tutto questo aiuta a comprendere come mai Steve Witkoff, l’inviato speciale di Trump, abbia proposto a Putin di interrompere almeno il lancio di missili. Ecco la ragione: la distruzione delle infrastrutture vitali dell’Ucraina accresce la probabilità di una rivolta popolare a Kiev. I soldati che muoiono al fronte non causano rivolte popolari giacché la strategia anti-Zelensky degli ucraini è la fuga individuale piuttosto che la protesta collettiva. Anziché uccidere Zelensky, gli ucraini cercano di non morire nascondendosi per non andare al fronte. Tuttavia, la distruzione delle infrastrutture vitali crea un problema a tutti gli ucraini, non soltanto agli arruolabili. Zelensky ha concentrato quasi tutti i Patriot a Kiev anche per allontanare il rischio di una rivolta popolare nella città in cui risiede. Il problema è che Zelensky invoca la tregua senza proporre niente per averla.
Per riassumere, i problemi dell’incontro Trump-Putin sono quattro. Primo: Putin non è sicuro che Trump controlli Zelensky. Secondo: Zelensky non offre nessuna concessione per fermare la guerra. Terzo: Putin sta vincendo. Quarto: Putin sa che l’Europa userebbe la tregua per rifornire di armi l’Ucraina. Sarebbe svantaggioso per la Russia, ma non del tutto. Durante la tregua, Zelensky riceverebbe le armi dall’Europa, ma Putin metterebbe da parte molti missili. Immaginiamo che la tregua duri tre mesi per poi saltare all’improvviso. La Russia potrebbe lanciare sull’Ucraina i droni e i missili prodotti e accumulati. Nessuno riesce a immaginare come la diplomazia possa fermare una guerra in cui la Russia ha annesso quattro regioni dell’Ucraina. E nessuno riesce a immaginare come la Russia possa accettare di fermare la guerra mentre l’Europa firma contratti per armare l’Ucraina fino ai denti. Il progetto ufficiale dell’Europa è proprio questo: trasformare l’Ucraina in uno degli Stati più armati d’Occidente. D’altro canto, le sanzioni secondarie agitate da Trump contro gli alleati di Putin sono una dichiarazione d’impotenza. Le sanzioni secondarie sono una forma d’intervento indiretto. Trump interviene indirettamente nella guerra perché non può intervenire direttamente.
In questo contesto, nessuno riesce a capire la strategia di Zelensky perché è una strategia della furbizia. Zelensky sta facendo di tutto per ottenere la tregua senza dare niente in cambio. Tre fatti lo dimostrano. Il primo è il tipo di retorica: Zelensky cerca di fare pena e compassione per le distruzioni subite: “I russi ci stanno semplicemente uccidendo tutti”. Secondo la nuova retorica di Zelensky, la tregua è necessaria perché la vita umana è importantissima e non può essere sprecata in guerra. La retorica precedente di Zelensky affermava che non esiste niente di più bello che morire al fronte. Si guardi la retorica con cui Zelensky ha accompagnato la controffensiva ucraina, iniziata il 5 giugno 2023, terminata in un disastro. Il secondo fatto è che Zelensky vuole incontrare Putin, ma chiede la tregua a Trump. Zelensky pretende la tregua dal presidente americano e non da quello russo. Zelensky chiede a Trump di fare pressioni per non fare concessioni. Il terzo fatto è che Zelensky chiede la tregua a Trump e le armi all’Europa. La strategia della furbizia è chiara a Putin, che non farà l’incontro a tre.
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Sta impastando la pizza ?
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Se Putin non è scemo e se può permetterselo, non credo che farà la benché minima concessione a Trump che, secondo me, non è disposto a rischiare, almeno ufficialmente, neppure un Marine americano per l’Ucraina, figuriamoci un conflitto su larga scala per iniziative che non avrebbe mai intrapreso, conflitto che manderebbe a gambe all’aria anche i suoi orizzonti commerciali. Oltretutto, da Zelensky si è fatto liquidare i contributi USA alla guerra, e sa che non c’è più granché da incassare. Moderando la sua brutalità dietro una cortina di fumo, dopo il niet di Putin, dirà a Zelensky che se vuole continuare a combattere si rivolga ai suoi amici europei, che lui con piacere venderà loro tutte le armi che vogliono con destinazione Kiev. Insomma, chi resterà con il cerino acceso sarà la VonderBomben, e noi con lei, purtroppo.
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La fake stantia di Z. cocainomane e’ il corredo ideale all’articolo di un finto esperto in diplomazia.
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Tu, che frequenti i festini di Zelensky, non hai mai visto vassoi con la polvere bianca in giro e quindi puoi parlare da esperto.
Ti svegli presto la mattina e la prima cosa che pensi è questa. Secondo me, devi dormire di più.
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Un modo per finire la guerra c’è ed è accettare la sconfitta e accettare le condizioni del vincitore come è logico fare in questi casi . D’altro canto non ricordo nella storia casi in cui è successo il contrario .Altre opzioni comporterebbero disastri mondiali quindi o mangi questa minestra ,cari Zel il comico e compagni, o ti butti dalla finestra .
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Meraviglioso, originale, spiritosissimo !!! 👏👏👏👏
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“L’Italia costruirà il ponte sullo stretto di Messina. I missili di Putin in Libia festeggiano.”
Noto che finalmente è arrivata anche al professore la notizia dei missili russi in Libia. Rimango colpito invece nell’apprendere che, sempre secondo Orsini, dovremmo pensare di rinunciare al ponte perché troppo vicino ai missili russi. Una domanda mi sorge spontanea allora: visto che non si può assolutamente chiedere ai russi di non installare i loro missili così vicino, a quante altre cose dovremmo rinunciare alla luce di ciò?
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Se costruisci un ponte che viene giù con uno starnuto poi non ti lamentare con Putin.
Ci fa un favore se ci minaccia di abbatterlo.
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Sei diventato anche esperto di ponti adesso? Come fai a dire che verrà giù con uno starnuto?
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