IRAN, CI DIFENDEREMO DA AGGRESSIONE USA CON TUTTE LE FORZE

(ANSA) – TEHERAN, 22 GIU – Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato oggi che gli Stati Uniti hanno iniziato una pericolosa guerra contro l’Iran attaccando gli impianti nucleari del Paese. “L’Iran si riserva il diritto di difendersi dall’aggressione statunitense con tutte le sue forze”, ha aggiunto.
Il ministero degli Esteri iraniano afferma in una dichiarazione che gli Stati Uniti hanno iniziato una “guerra pericolosa contro l’Iran”, colpendo i suoi impianti nucleari. “Il mondo non deve dimenticare che sono stati gli Stati Uniti, nel bel mezzo di un processo diplomatico, a tradire la diplomazia”, Sottolinea. Descrivendo Israele come “genocida e senza legge”, la dichiarazione accusa gli Stati Uniti di aver lanciato “una guerra pericolosa contro l’Iran”. Gli attacchi, prosegue, costituiscono una violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale: il governo degli Stati Uniti “si assume la piena responsabilità delle gravi conseguenze e delle terribili ripercussioni di questo crimine efferato”.
IRAN, ATTACCHI USA OLTRAGGIOSI, CONSEGUENZE ETERNE
(ANSA-AFP) – TEHERAN, 22 GIU – Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha condannato i bombardamenti americani sui siti nucleari definendoli ‘oltraggiosi’ e ha affermato che il suo Paese ha il diritto di difendere la sua sovranità.
“Quanto accaduto questa mattina è oltraggioso e avrà conseguenze eterne”, ha scritto su X aggiungendo che gli attacchi sono stati “illegali e criminali”. “In conformità con la Carta delle Nazioni Unite e le sue disposizioni che consentono una legittima risposta di autodifesa – aggiunge il ministro -, l’Iran si riserva tutte le opzioni per difendere la propria sovranità, i propri interessi e il proprio popolo”.
L’IRAN CHIEDE RIUNIONE URGENTE DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA ONU
(ANSA) – ROMA, 22 GIU – L’Iran ha scritto alle Nazioni Unite chiedendo una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza. Lo riportano i media internazionali citando la le lettera dell’ambasciatore iraniano Amir Saeid Iravani.
“Scrivo su istruzioni del mio governo per richiamare urgentemente l’attenzione di Sua Eccellenza e dei membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su una grave minaccia alla pace e alla sicurezza regionale e internazionale derivante dall’uso illegale della forza da parte degli Stati Uniti contro la sovranità e l’integrità territoriale della Repubblica islamica dell’Iran”, si legge nella missiva in cui si definiscono gli attacchi “deliberati, premeditati e non provocati”. Alla luce di “azioni selvagge e criminali” degli Stati Uniti, si chiede al Consiglio di sicurezza -prosegue – “di convocare senza indugio una riunione di emergenza.
L’Iran riconosca lo stato di Israele come legittimo e la finisca di rifornire Hamas ed Hezbollah con armi per attentati e quant’altro contro Israele .
"Mi piace""Mi piace"
Giusto: così Israele potrà portare a termine in santa pace la colonizzazione della Cisgiordania. E ultimare come previsto l’edificazione di stabilimenti e alberghi a Gaza. Chiaramente dopo averne cacciato via buona parte degli abitanti.
"Mi piace"Piace a 5 people
Siamo tutti, grandi e piccoli, cresciuti con la convinzione trasmessaci in tutte le salse, anche nascoste e subliminali, che comandano, come sempre del resto, coloro che hanno i soldi. Ma tutto sommato incuranti della profezia dei padri del marxismo della “caduta tendenziale del saggio del profitto” madre di tutti i mali, e guai a dimenticare l’aggettivo tendenziale, come ci avvertivano saggiamente quegli studiosi. Semmai oggi – questa la novità – da sostituire con l’aggettivo potente. All’inizio Adam Smith, con il suo filosofo di riferimento David Hume, ci confortava con la storiella che il capitalismo avrebbe trovato il modo (la mitica “mano invisibile”) di sanare le eventuali contraddizioni tra i due contendenti che iniziavano a fronteggiarsi: i venditori e i consumatori, inizialmente abbracciati e soddisfatti nell’accettare fiduciosi la logica, sia pure ineguale, del capitalismo di origine liberale che avrebbe trovato il modo di superare il conflitto tra loro. Mal gliene incolse, direbbe il poeta! Dopo aver messo il turbo alla globalizzazione mondiale che ha fatto uscire il “terzo mondo” dalle secche della povertà (Brics), è iniziato l’inesorabile declino della maggior potenza del pianeta, che continua a produrre beni ma a prezzi non più concorrenziali, e senza alternative: o accetti l’esito di questa realtà, oppure reagisci persino scatenando guerre, anche mondiali, se occorre. Questa la spinta ineludibile che riscontriamo oggi, in un contesto di capitalismi che si fronteggiano sotto forma di Stati in lotta tra loro, al di là delle facce (“maschere di carattere”) belle o brutte che siano, dei protagonisti. Insomma, la struttura che vince contro l’egemonia culturale fatta di sogni americani o no inculcatici dai media. Una regressione di civiltà senza se e senza ma. Fino al “muoia Sansone e tutti i filistei”. Si salvi chi può!!!
PS. Non ci suona familiare la dinamica della prima guerra mondiale che nessuno (a parole) voleva ma che, giocoforza, si impose con effetto domino tra tutti i soggetti politico-statuali emersi in aperta e plateale contrapposizione??!!
"Mi piace"Piace a 2 people