L’infanzia da adulto del vicepresidente in un mondo crudo e violento, gli studi brillanti, la fiducia di un capitalista di Internet Fino all’incontro con The Donald, capace con lui di ascoltare e cambiare idea

(di Franco Bechis – ilfattoquotidiano.it) – Alla fine di ottobre 2024, James David Vance torna stanco dopo una giornata di campagna elettorale delle presidenziali americane nella sua stanza di hotel a Austin e accende la tv: è appena iniziato Boyz N the Hood.
James si butta sul letto e resta incollato allo schermo. Il mattino dopo lo racconta a chi incontra nella sala della colazione: “È un film che ha influenzato moltissimo la mia visione del mondo politico cosa di cui non mi sono reso conto fino a ieri sera. L’ho guardato tantissimo quando avevo 8, 9 anni…”. James non è un signore qualsiasi, anche se pochi lo conoscono con il suo nome di battesimo. Perché ne ha due: James David. Ma per tutti, fin da quando era ragazzo, è sempre stato J.D., Geidì. Come avesse potuto vedere a 8, 9 anni quel film, che per la sua violenza (raccontava gli scontri mortali fra gang nella periferia di Los Angeles) era vietato ai minori di 18 anni, non è gran mistero. L’infanzia da adulto in un mondo certamente non fatto per ragazzini è raccontata con dettaglio nella autobiografia pubblicata da Vance nel 2016, Hillbilly Elegy, bestseller per settimane negli Usa. (…)
Un bel giorno la politica incrocia la vita di quel ragazzo nato in Ohio e cresciuto in qualche modo da una nonna, che gli ha fatto da madre, e da più o meno cinque fra padri e patrigni che si sono dati il cambio. All’epoca il suo nome non è ancora Vance. Il primo battesimo politico lo riceve quando all’anagrafe risulta ancora James David Hamel. La svolta è David Frum, giornalista e intellettuale del movimento neoconservatore americano. A Yale, durante un seminario, Frum conosce il giovane J.D. e ne è colpito, tanto da proporgli una collaborazione giornalistica iniziata quando non ha ancora terminato l’università. Di quel periodo restano 5 articoli firmati da J.D. Hamel, come ancora si chiama, fra il 2010 e il 2011. (…)
Nel 2011, ancora studente a Yale, Vance partecipa alla conferenza di un venture capitalist assai noto, Peter Thiel, cofondatore di PayPal. (…) J.D. viene poi assunto da Thiel con qualifica dirigenziale in una sua società di venture capital, la Mithril capital di Austin, Texas. Il ragazzo si fa le ossa e impara rapidamente i rudimenti della finanza, anche se non dimentica la passione politica, che coltiva appena può. Lì non dura molto: un ex collega anonimo spiegherà al New York Times che la sola impronta del giovane in azienda era stata di fare sostituire la bibita iconica della Silicon Valley, la Croix (un’acqua minerale gassata e aromatizzata con vari gusti di frutta), con la Big Red, una bevanda effervescente dolcissima al gusto di chewing gum. (…) Al termine di quella breve esperienza professionale, Thiel torna a dare una mano a Vance. Insieme a lui e altri amici della Silicon Valley ha lanciato una nuova società di venture capital, battezzata con un riferimento al Signore degli Anelli: Narya Capital. Ce n’è traccia nella dichiarazione finanziaria di legge relativa all’anno 2021 che, secondo le norme americane, viene resa pubblica in occasione della candidatura in Ohio per la corsa al Senato del 2022. (…) Il giovane conservatore sta iniziando la propria rapidissima scalata ai vertici della politica americana da uomo ricco, milionario. E alla vicepresidenza degli Stati Uniti arriverà avendo un patrimonio di circa 10 milioni di dollari, secondo la rivista Forbes. Ha anche tre proprietà immobiliari con un valore complessivo superiore ai 4 milioni di dollari. La terza viene venduta nel marzo 2025, rivelandosi un buon affare immobiliare. Si tratta di una casa colonica acquistata nel febbraio 2023 ad Alexandria, in Virginia, per 1,64 milioni di dollari. A metà febbraio 2025 viene messa in vendita da un’agenzia immobiliare locale per il prezzo di 1,69 milioni di dollari. Tre settimane dopo viene venduta con quello che nel mercato immobiliare è considerato un miracolo. L’acquirente offre 1.867.025 dollari, 172.025 dollari in più del prezzo richiesto dal venditore. Il benefattore è Christopher Garcia, stretto collaboratore di Trump durante la sua prima esperienza alla Casa Bianca. (…)
Il 3 maggio 2022 Vance diventa il candidato ufficiale al Senato dei Repubblicani per l’Ohio. È ospite fisso del video podcast di Steve Bannon, capo stratega della Casa Bianca all’inizio della prima amministrazione Trump (…) Quando la campagna elettorale per l’Ohio è nel vivo, J.D., stimolato da Bannon anticipa gran parte dei temi della futura campagna elettorale presidenziale: “Nel 1943 non avremmo lasciato che la General Electric o la General Motors producessero motori per aerei per la Germania nazista di Hitler. Eppure, proprio ora, le più grandi aziende di questo Paese stanno lavorando con il Partito comunista cinese per saccheggiare la base industriale americana e distruggere la classe media americana. E allo stesso tempo, stanno usando la tecnologia sviluppata in questo Paese per censurare chiunque, che sia Donald Trump o chiunque altro osi parlare e lamentarsi. Per me, questa è la battaglia che dobbiamo combattere”. Vance trova anche un altro tema da contrastare: l’intervento Usa a difesa dell’Ucraina di Volodymyr Zelensky. “Eravamo – spiega a Bannon – due ragazzi del mio quartiere ad arruolarci nei marines nel 2003. Non lo abbiamo fatto per andare a combattere Putin perché non crede nei diritti dei transessuali, che secondo l’attuale Dipartimento di Stato americano sono il primo problema fra noi e la Russia. Devo essere onesto con voi, non mi interessa molto cosa succede all’Ucraina in un modo o nell’altro. Mi interessa invece il fatto che nella mia comunità, in questo momento, la principale causa di morte tra i 18 e i 45 anni è rappresentata dai messicani che attraversano il confine meridionale e portano qui le droghe”.
Nei due anni da senatore, J.D. fa di tutto per non essere dimenticato, come accade invece a tanti eletti un po’ anonimi. Deposita 32 proposte di legge: cinque sui finanziamenti a università e al sistema di istruzione, cinque su argomenti sanitari, tre sulle politiche di genere, tre sull’immigrazione, tre sul sistema finanziario, tre sull’ambiente, due per interrompere gli aiuti americani all’Ucraina, due sui dazi alla Cina e ad altri Paesi del mondo e 6 altre proposte di vario argomento. Sono testi che fanno impressione, poiché mettendoli insieme si ritrova gran parte di quello che poi Trump deciderà coi suoi ordini esecutivi nei suoi primi 100 giorni della seconda presidenza, a partire dalla fine del gennaio 2025. (…)
Trump sceglie come candidato vicepresidente Vance ed è una sorpresa per tutti. Vance ha più volte attaccato Trump negli anni precedenti. Le sue uscite sono state dure. Perché alla fine Donald lo ha scelto? “La sorpresa è stata solo di voi europei”, mi spiega sarcastico George Guido Lombardi, analista italo-americano amico di Trump da anni e suo vicino di casa, sia nella Trump Tower di New York che a Mar-a-Lago, “perché avete questa immagine lontanissima dalla realtà di un Trump dittatore solitario e irascibile. È l’esatto contrario. Sono stato anni con lui nel consiglio di amministrazione della Trump Tower, e a ogni riunione l’ho visto ascoltare con attenzione chi era contrario alle sue proposte e se riteneva che quelle argomentazioni fossero valide, cambiava sempre le decisioni iniziali. Trump accetta le critiche e le capisce, ed era pure convinto che la delusione di Vance sulla mancata realizzazione del programma elettorale durante il primo mandato non fosse proprio infondata. Criticare all’interno dello stesso fronte politico (certo, diverso se a farlo sono gli avversari), può anche esser un segno di lealtà. Se devo dire una cosa però che a Trump piaceva molto di Vance, forse la vera ragione per cui l’ha scelto, è stata la storia militare di J.D., con quei 4 anni passati volontariamente nei marines che lo avevano portato pure in Iraq. Per Donald è importante avere al suo fianco uno che è stato militare ed è apprezzato in quel mondo”.
Ho notato che nelle biografie di Vance non è MAI indicato che ha sposato una signora originaria dell’India e, pertanto, scura di epidermide da cui ha avuto tre figli e che è cattolico.
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La storia di un uomo raccontata da altri è inevitabilmente distratta dalla visione soggettiva del commentatore. Il pericolo è che ,o si idealizza o si demonizza il carattere e la personalità di chi deve essere descritto per filo e per segno. Sarebbe l’ ideale che non vi fosse un fan o un detrattore a cercare di descrivere il percorso di vita di una persona famosa o in corsa per diventarlo ancor di più di quanto lo sia attualmente.
Il nuovo papa è come Vance sotto controllo da chi cerca di comprendere tramite loro il futuro del mondo o della storia che ci riguarda.
Attenti a non confondere i propri desideri con quello che invece è la realtà.
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Lei ha ragione, anche se la realtà è peggiore: chi parla di questi personaggi fa solo bieca propaganda, non informazione, e ciò è pericoloso per la democrazia. Stefania Testa Roma
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