(Dott. Paolo Caruso) – Quel 5 maggio del 1821, memorabile data della storia napoleonica, dopo due secoli, pare non sia servito da monito ai tanti piccoli mediocri Napoleone che calpestano con i loro eserciti diverse aree del mondo e purtroppo anche del vecchio continente. Nell’isola di Sant’Elena, in pieno oceano Atlantico, dal 1815, dopo Waterloo, stava prigioniero Napoleone. Irraggiungibile. I cento giorni dell’isola d’Elba, seguiti dalla ripresa di condottiero irresistibile, che aveva fatto tremare l’Europa e le teste coronate, erano stati di insegnamento. Napoleone, nei sei anni di solitudine coatta, dovette meditare sulla ereditĂ  che lasciava soprattutto ai suoi soldati. Beethoven l’aveva salutato con la sua Terza Sinfonia “Eroica”, come fautore di libertĂ , salvo a pentirsene quando lo vide entrare da imperatore a Vienna. Allora rimangiò tutto e con “la marcia funebre”, volle lamentare la fine degli ideali della Rivoluzione francese: “fraternitĂ©, libertĂ©, Ă©galitĂ©”. Era stato suo mito ma si era da lui sentito tradito. Chi non ricorda l’Ode manzoniana a lui dedicata “Ei fu, siccome immobile” Anche il Manzoni rimase affascinato da questo uomo piccolo che però proiettò una grande ombra. “Ei si nomò, due secoli l’un contro l’altro armati, sommessi a lui si volsero come aspettando il fato”. Ne raccontò glorie e disfatte: “due volte nella polvere, due volte sull’altar”. Anche Tolstoj in “Guerra e pace” lo immortalò, nel fallimento del suo attacco a Mosca. Cosa ha lasciato in ereditĂ  Napoleone? Un impero dai piedi di argilla. Fugace fiammata che non andò oltre il suo autore. Ardì sostituirsi a Dio, e volle il Papa Pio VII, suo cappellano, dopo i tre anni di prigionia che gli fece scontare a Savona e quindi in Francia. Napoleone, per la sua megalomania, rimase un mito, nel cuore dei suoi soldati, e come stratega vincente nell’ immaginario collettivo che portò negli anni alla grandeur degli stessi Francesi, . Oggi sono tanti i capi di Stato affetti dalla stessa sindrome narcisista e da patologica megalomania, fino a scatenare guerre assassine e veri e propri genocidi per affermare il proprio orgoglio. La storia maestra di vita, ancora oggi, purtroppo è priva di alunni brillanti…