La regina dei casinò che detta agli Usa la linea su Israele. Il personaggio. Miriam Adelson è la donna più ricca di Israele e la quinta più facoltosa degli Stati Uniti. Vicina alla destra israeliana più dura, ha spinto affinché l’accordo sugli ostaggi andasse in porto, facendo pressioni su Trump e tramite lui su Netanyahu

Miriam Adelson

(Gabriella Colarusso – repubblica.it) – GERUSALEMME — Da bambina, Miriam Adelson sognava di essere come la regina Esther, che salvò gli ebrei di Persia rischiando l’ira del re. Regina è diventata, ma di un impero di casinò ereditato dal marito Sheldon che comprende anche due quotidiani, Israel Hayom e Makor Rishon e che fa di lei la donna più ricca di Israele e la quinta più facoltosa degli Stati Uniti. Patrimonio stimato: 38 miliardi di dollari.

Seduta sul trono di questa montagna di denaro, Adelson è diventata una delle donne più potenti tra Washington e Tel Aviv, capace di influenzare la politica interna israeliana e quella americana sul Medio Oriente. Vicina alla destra israeliana dura, negli ultimi mesi si è spesa per far si che l’accordo sugli ostaggi andasse in porto, facendo pressioni su Trump e tramite lui su Netanyahu, tanto da guadagnarsi gli applausi persino della sinistra.

Oggi a Washington arriverà Eli Sharabi, l’ex ostaggio che ha vissuto forse l’ordalia più drammatica dal 7 ottobre: prigioniero nei tunnel per quasi 500 giorni, è stato affamato e picchiato da Hamas, e quando è uscito ha scoperto che avevano sterminato la sua famiglia, moglie, due figlie, il fratello. Trump ha ascoltato la sua testimonianza in tv e vuole incontrarlo. A portalo dal presidente sarà l’aereo privato di Miriam Adelson.

Settantotto anni, nata Farbstein a Tel Aviv e cresciuta ad Haifa, medico specializzato in tossicodipendenza, sposò Adelson negli anni Novanta dopo un precedente matrimonio da cui aveva già avuto due figli. Insieme, sostennero l’ascesa politica di un giovane di destra radicale, ben connesso a Washington, Benjamin Netanyahu, che si era fatto conoscere per aver paragonato la pace alla resa. Anche Miriam spostò le sue attenzioni, passando dalle donazioni per i Democratici allora maggioritari tra gli ebrei americani ai Repubblicani, un fiume di denaro che non si è più interrotto, anche dopo la morte di Sheldon nel 2021.

La signora è stata una delle principali finanziatrici di Trump nel 2016 e nell’ultima campagna elettorale, con circa 100 milioni di dollari versati per la sua vittoria. Nel 2018 Trump le ha conferito il riconoscimento della Freedom Medal. I rapporti con il tycoon sono molto stretti. Alla cerimonia di inaugurazione, Adelson sedeva in prima fila e si è fatta fotografare mentre confabulava con la sua potente capa di gabinetto, Susie Wiles.

I rapporti con Netanyahu invece si sono raffreddati per via della di lei vicinanza a Naftali Bennet, un altro campione della destra dura israeliana, con cui Bibi non volle formare una coalizione di governo nel 2015. «Il destino del popolo ebraico è segnato perché (Sara Netanyahu) odia Bennett e Ayelet Shaked. Ero furiosa», dichiarò nel 2019 Adelson agli investigatori che l’ascoltavano in una delle indagini per corruzione a carico di Netanyahu. Negli ultimi mesi di guerra, la Elon Musk di Israele ha spinto per l’accordo sugli ostaggi, ma secondo Haaretz sarebbe anche a favore dell’annessione della Cisgiordania. Il suo portavoce l’ha negato. Un’altra fonte vicina alla Signora ha comunque confermato che Mrs Adelson è contraria a uno Stato palestinese. E se le danno dell’“estremista”, risponde che è felice di esserlo.