
(Flavia Perina – lastampa.it) – Zecche rosse e camicie nere se le sarebbero volute dare di santa ragione a Bologna, o forse no, forse tutte e due le falangi speravano nell’interposizione della polizia, come poi è avvenuto (per fortuna). E alla politica, alla politica che cavalca l’onda degli scontri riesumando il vocabolario dei Settanta – zecche rosse è di Matteo Salvini, camicie nere del sindaco Matteo Lepore – si vorrebbe fare una sola domanda: ma non ne abbiamo avuto abbastanza? La sceneggiata muscolare messa in campo dagli opposti movimentismi a Bologna, a una settimana dal voto, è una parodia di guerra civile dalla quale gli adulti dovrebbero prendere le distanze in blocco, usando appunto il linguaggio degli adulti e non le parole-feticcio di stagioni lontane, riabilitate come sistemi sbrigativi per segnalare una posizione di principio.
Possono fare di meglio. Dovrebbero fare di meglio, e non per una generica prudenza ma per rispetto delle nostre orecchie e anche dei problemi dei bolognesi, degli emiliani, dei romagnoli che stanno decidendo a che santo votarsi per i prossimi cinque anni. Rivestono cariche importanti, viaggiano in auto blu con scorta, hanno potere, dispongono nomine, regolamenti e leggi: sentirli parlare come gli adolescenti in eskimo e bomber di mezzo secolo fa, le zecche e i neri di quando zecche e neri se le davano davvero, risulta ridicolo ma anche inquietante. Viene da chiedersi se questo sia il bipolarismo 2.0 che ci aspetta, il mondo nuovo in sintonia con il dibattito pubblico americano, cane pazzo, tiranno, mangiagatti, stupratore, spazzatura, comunista, devi andare all’inferno.
La differenza che sfugge è che in America le parole, fino ad ora, sono rimaste parole: gattare e cani pazzi non si sono mai ammazzati tra di loro. Da noi l’esperienza del passato ci dice che possono diventare fatti, fatti pericolosi, e persino chi non ci è passato per diretta esperienza dovrebbe avere una voce interna che lo sconsiglia all’uso dell’eccesso verbale contro il nemico. Invece no, tutto è cancellato, col paradosso che il protagonista senjor di questa storia, Matteo Salvini, nei suoi trascorsi fu zecca rossa e frequentò uno di quei covi di zecche rosse (il Leoncavallo) di cui adesso la Lega chiede la chiusura, e ne parlò pure bene come luogo di discussione e confronto.
Scontri Bologna, militante CasaPound a funzionaria polizia: “Faccia abbassare gli scudi agli agenti”

Magari è solo perché siamo anziani, ma tutto ciò che vediamo in questo dibattito appare una finzione. Finto il proclama «Riprendiamoci Bologna» di CasaPound e della nuovissima Rete dei Patrioti: ma cosa possono e vogliono riprendersi che non sono nemmeno candidati? Finto lo sdegno di chi condanna i centri sociali, perché era ovvia e annunciata la loro mobilitazione. Finta la tesi «il corteo andava spostato altrove» perché ovunque avessero sfilato quelli ci sarebbe stata una contro-manifestazione di quegli altri. Finti, soprattutto, gli stati d’animo esibiti dalle due fazioni: i neri che rivendicano il diritto a manifestare come se non lo avessero, come se fossimo nel ’77 delle piazze interdette alla destra e non nel 2024 del governo della destra, e i rossi che reagiscono come se fossimo nel ’67 del golpe in Grecia, o nel ’73 del golpe in Cile, e l’affacciarsi in pubblico di certe formazioni segnalasse un progetto di rovesciamento armato delle istituzioni.
Di vero, alla fine, c’è solo l’ennesima campagna in cui entrambe le parti cercano di portare lo scontro zecche rosse-fascisti al centro della scena, giudicando la cosa conveniente per mobilitare l’elettorato di riferimento e difendere i rispettivi interessi nella imminente sfida delle Regionali. Vedremo domenica prossima se sarà servito, e in quali proporzioni.
Siamo al solito teatrino della politica. Utile a galvanizzare e a dividere l’elettorato (“divide et impera”). Ma è un giochino che si è rotto. Lo dimostra la scarsa affluenza che si registra ad ogni tornata elettorale. Puoi ingannare i cittadini una volta, due volte, ma non per sempre. Di questo passo si recheranno alle urne solo gli amici e i parenti dei politici. 🤔
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Da noi l’esperienza del passato ci dice che possono diventare fatti, fatti pericolosi….si perché è iniziato così, scontri, case del popolo date alle fiamme, sedi di giornali socialisti devastati, oppositori politici, giornalisti ed iscritti a partiti di opposizione manganellati, rapiti ed ammazzati dalle squadracce in camicia nera per ordine dei vertici e del capo del partito fascista, al potere per un ventennio….e magari pure ora si vorrebbero le forze dell’ordine con gli scudi abbassati ed indifferenti o compiacenti come al tempo, oppure collusi insieme ai servizi segreti deviati, si fa per dire , data la normalità in sé deviata, negli anni della strategia della tensione dove il golpe come in Cile e Grecia era praticamente dietro l’ angolo, con Gladio già addestrata ed organizzata ed i tentativi bloccati all’ ultimo minuto…..Sarà anche storia vecchia , ma i nipoti di quella storia ora governano il paese, una destra istituzionale in auto blu, rimasta nel comportamento, linguaggio, mentalità non così diversa rispetto al passato, anche nell’ uso muscolare e violento di picchiatori da cui avrebbe dovuto prendere le distanze, senza ovviamente farlo per non rinunciare ad un bacino elettorale ed al loro utilizzo…..Se a questo aggiungiamo esponenti della destra stragista nominati in posti di rilievo , tanto per non far dimenticare ai propri sostenitori che pur istituzionalizzata, governativa e “democratica” , quanto questa destra sia nell’ anima indissolubilmente legata al passato recente e remoto, effettivamente esiste un pericolo, che non si può risolvere omettendo la storia o riducendola a scontri fra opposti estremismi! Perché non ci siamo ammazzati fra noi, ma c’è stata una dittatura che ha eliminato i dissidenti e c’è stata una strategia della tensione dove le bombe fasciste hanno ammazzato cittadini inermi…..e l’ unica guerra civile è avvenuta a fine guerra quando il repubblichino Almirante, futuro fondatore del MSI della militante Giorgia, stava dalla parte sbagliata della storia, e dopo non c’è stata alcuna pacificazione, piuttosto l’ accettazione di stare ognuno al proprio posto , per ordini USA, pena un colpo di Stato…..Cosa dovrebbero dire gli adulti , che per generazioni si sono accontentati di una democrazia fittizia, ora sempre più ipocrita per la connivenza di una abortita sinistra, a quei giovani? Aspettate che per ordine istituzionale le squadracce vi vengano a prendere? Un ministro che prende a pretesto gli scontri per un’ ulteriore repressione del dissenso , con una prassi tipica del governo, e’ la punta dell’ iceberg di un pericolo che si vorrebbe ridurre all’ uso di linguaggio desueto, dimenticandosi “ che la parola pensa per te” e che la mentalità resta e si concretizza nell’ azione di governo, in ogni ambito dalla giustizia al welfare, dai diritti sociali e civili alla deformazione della Costituzione…..le zecche di definizione salviniana magari sono giovani in grado ancora di opporsi a questo governo e alle sue falangi patriottiche, protette ed utili, una manifestazione di dissenso magari sbagliata nei modi, forse perché il fallimento politico degli anziani non ha lasciato loro altra alternativa!
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Alessandra, ma veramente vedi analogie con 100 anni fa??? Con tutto il rispetto che ti devo perché sei persona perbene, scrivi bene e le cose che scrivi meritano una riflessione, in questo caso ti dico che sei completamente fuori strada. Ma tu ritieni davvero che nel 2024, in questo Occidente pur decadente ma vigile anche per tecnologia avanzata, possano esserci “manipoli” di individui che bruciano sedi di Partito, manganellino gli oppositori o i giornalisti, li ammazzino pure, per dar vita ad un modello politico alla Grecia o Cile versione ’60 ’70??
A parte che chi governa, pur compagine cialtrona, becera spesso antisociale, vive di democrazia sostanziale da almeno 30 anni ( e poi chi sarebbero gli esponenti della destra stragista nominati in posti di rilievo???). Poi in fondo l’unica minaccia che si rappresentò con la strategia della tensione in Italia, dove “manovalanza” fascista fu usata da Poteri soprattutto extranazionali per impedire lo spostamento verso i Comunisti ( in epoca di Guerra Fredda), si è dissolta con la fine del Comunismo medesimo. Oggi al Potere di Sistema vanno bene sia i postfascisti che i postcomunisti, purché dipendano da loro. E la Meloni dipende da loro quanto un Letta, un Gentiloni o una stessa possibile Schlein.
Quindi questo “alzare le antenne” su potenziali “squadracce che vengono a prendere” è imbarazzante come fotografia del presente destrorso. Sono “pippe” pericolose in quanto pippe, non in quanto fascisti.
Se alimentiamo questa lettura restiamo prigionieri di suggestioni fuori tempo massimo. E non affiliamo le vere armi per inchiodare questo Governo alla sua vergognosa subalternità alle oligarchie, al Potere economico/finanziario che ci impoverisce e svilisce.
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Tu proprio non ce la fai ad usare la barra spaziatrice ogni tanto per fare una riga di separazione tra paragrafi, vero?
Ti rendi conto che quel che scrivi non solo è prolisso ma per quanto sia interessante, diventa un mattone per come lo esponi?
No, proprio non ce la fai.
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Lui preferisce i vermi fascisti fritti!!
I gusti sono gusti!!
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SALVINI: SE HAI CORAGGIO DILLO A PUTIN “ZECCA ROSSA”COSI SPARIRAI NEL NULLA CHE SEI UNA VOLTA PER TUTTE !!
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