
(Di Daniela Ranieri – ilfattoquotidiano.it) – Da quando Lollobrigida è uscito dalle grazie di Giorgia e Arianna, e quindi dalle sorti della Nazione, siamo in cerca di un degno sostituto. Forse l’abbiamo trovato: Federico Mollicone, “deputato di Fratelli d’Italia, comunicatore, quasi filosofo, creativo”, almeno stando alla biografia che s’è scritto da solo su X. Ieri, di colpo famoso perché secondo alcuni è stato lui ad alimentare il tirassegno contro Giuli (ha pure baccagliato con Arianna), ha dato un’intervista a Repubblica (come a dire: io non c’entro). Innanzitutto ha redarguito duramente Report e i media che fanno “character assassination, una tecnica giornalistica per distruggere la credibilità dei politici”, come se non ci riuscissero benissimo da soli, come se a Sangiuliano la “influencer del wedding” gliel’avesse fatta conoscere Report. Poi biasima il fatto che “il giornalismo parlamentare è diventato giornalismo satirico, sembrano tutti autori di Crozza o del Bagaglino”. Povere stelle. Hanno la fiamma nel simbolo, le aquile tatuate e i busti di Mussolini, e gli fanno paura gli sfottò da Bagaglino? No, è che “ormai lo sport preferito sui giornali è prendere per i fondelli Tizio e Caio, con toni diffamatori e derisori. Una cosa a cui bisogna porre rimedio”. Mollicone non dice come intende farlo: un decreto che introduca il reato di perculamento di parlamentare? Ci fa arrestare? Più avanti Molly (che ha solo il diploma di liceo linguistico ergo è presidente della Commissione Cultura) ci fa volare: “Quando si parla di un deputato o di un senatore, tutelati dall’art 68 della Costituzione, si devono usare toni rispettosi”. Per chi non lo sapesse: l’art. 68 dice che i membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni e che occorre l’autorizzazione della Camera per arrestarli, perquisirli o intercettarli. Come fa a leggerci un diritto del parlamentare a non essere preso in giro, lo sa solo lui.
Prima che istituiscano la polizia speciale contro le prese per il culo di onorevoli e senatori: Mollicone è colui che montò tutta una polemica no-gender contro Peppa Pig perché in una puntata compariva una famiglia di orsi gay. Rischi dell’esser filosofi, o quasi (in caso ci appelliamo all’art. 21, che almeno c’entra qualcosa).
Sono roba da avanspettacolo, ma fanno danni da horror.
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Gentile Anail, il ” Theatre du grand guignol” fondato a Parigi nel 1897 era specializzato in spettacoli di ” horror”. Evidentemente, alcuni seguono una tradizione consolidata.
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brava Ranieri as usual.
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No, vabbè, a questo punto è chiaro che i valorosi camerati intelligenti se li scelgono neanche a caso, ma proprio con dovizia e dedizione. Più son buzzurri, più hanno la carta vincente per presiedere a qualche ministero. È impossibile altrimenti. E pensare che una volta, tanto tempo fa, in una galassia lontana lontan… ehm, scusate, no, dicevo, e pensare che una volta, tanto tempo fa, ci si lamentava di nonno Scilvio. Oggi pagherei per avere lui anziché la maga Magò di sGarbatella coi suoi prodi (non nel senso di Prodi, ma proprio di brodi) al guinzaglio… Aaahh, bei tempi (!!) andati. 😥😁
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