(DI GIANLUCA ROSELLI – ilfattoquotidiano.it) – Si autodefinisce “disertore”. Come “disertori” sono i suoi compagni di viaggio. Persone in arrivo da esperienze politiche e sociali diverse, che però hanno un minimo comun denominatore: percorrere a tutti i costi la via della pace, contro la deriva bellicista sempre più imperante in Europa e nel mondo. Una via della pace che va perseguita a tutti i costi nel conflitto in Ucraina e in Medio Oriente. La seconda vita di Michele Santoro (che europarlamentare è già stato per un anno nel 2004 dopo la cacciata dalla Rai per effetto dell’editto bulgaro berlusconiano) è iniziata ieri con la presentazione della lista “Pace Terra Dignità”, che si candiderà alle prossime elezioni europee, se riuscirà a superare lo scoglio della raccolta firme. Sono 75 mila le sottoscrizioni da raccogliere entro il 30 aprile: un obbiettivo impegnativo, difficile, ma non impossibile.

Sarebbe stata esentata, la lista “pacifista”, se si fosse raggiunto un accordo per candidature comuni con Alleanza Verdi Sinistra, che però al momento non ne vuol sapere. “Fino all’ultimo saremo disponibili a un accordo, se poi non vogliono, pazienza, noi non possiamo essere quello che non siamo…”, osserva Santoro. Che nel frattempo ha perso per strada Luigi de Magistris: l’ex magistrato sosterrà la lista, ma preferisce non candidarsi in prima persona perché vuol lavorare a una ricandidatura a Napoli. Con Fratoianni, invece, l’intesa è ancora possibile. “Sinistra italiana su quasi tutto la pensa come noi, la loro scelta sembra dettata semmai dalla necessità di non dare troppo fastidio al Pd…”, sussurrano dal nuovo movimento. Santoro sarà capolista in tutte le circoscrizioni, seguito dalla giornalista Benedetta Sabene (autrice del volume Ucraina. Controstoria del conflitto) e dall’ex parlamentare Raniero La Valle, tranne nella circoscrizione Nord Est, dove invece a guidare la lista è La Valle, seguito da Sabene e Santoro. Tra i candidati più noti, il vignettista Vauro, l’editrice Ginevra Bompiani, l’attore Paolo Rossi, lo scrittore russo Nicolai Lilin (l’autore di Educazione Siberiana, da cui poi fu tratto l’omonimo film di Gabriele Salvatores), il matematico Piergiorgio Odifreddi, lo storico Angelo d’OrsiPino Arlacchi, il segretario di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo.

“Non siamo una lista di sinistra, abbiamo dentro persone che arrivano da esperienze diverse. Per esempio, ci sono palestinesi ed ebrei pacifisti”, fa notare l’ex conduttore. In lista ci sono anche l’ex deputata pentastellata Marta Grande, che con la scissione del M5S decise di seguire Luigi Di Maio e la linea atlantista anti-Di Battista. E l’ex leghista Alessandra Guerra: per la Lega di Bossi fu presidente della Regione Friuli (1994-95) e poi vicepresidente (2001-2003), salvo poi lasciare il Carroccio nel 2008. Altro pentastellato è l’attuale europarlamentare Piernicola Pedicini. “Con questo progetto puntiamo a contrastare la schiacciante maggioranza bellicista e guerrafondaia presente oggi nel Parlamento Ue”, afferma Pedicini.

Tra gli altri candidati, Marina Castellano, che è stata “l’anima di Emergency”, come l’ha definita Santoro, “e siamo sicuri che, se fosse ancora vivo, Gino Strada la penserebbe come noi”. Poi l’ex corrispondente dalla Russia per RepubblicaFiammetta Cucurnia, moglie di Giulietto Chiesa. Poi ancora Cristian Romaniello, Luigi Gallo, Noor Shihadeh, Khaled Al Zeer, Francesco Di Matteo, Vito Micunco, Nino Mantineo, Federico Dolce e Dario Dongo (movimento trattori). Non saranno candidati, ma daranno una mano in campagna elettorale come testimonial Fiorella Mannoia, il fisico Carlo RovelliMoni Ovadia.

“Sulla pace bisogna essere radicali. Siamo contro questo nuovo Patto di Stabilità con cui l’Europa chiede di aumentare le spese militari fino al 2%. E avremmo votato contro anche all’intervento militare nel Mar Rosso contro gli Houthi, che non ce l’hanno con noi ma con gli americani”, afferma Maurizio Acerbo. Papa Francesco, per tutti, è una figura di riferimento. “Pensiamo che le armi e la guerra non siano mai la strada per risolvere alcuna controversia, ma portino solo dolore e sciagura”, sottolinea Santoro. La lista avrà anche un risvolto sociale in difesa dei diritti dei più deboli, del lavoro, della sanità pubblica e dei principi sanciti dalla Costituzione.