
(di Massimo Gramellini – corriere.it) – Ormai non passa settimana senza che un professore venga aggredito da un genitore, ma di questo malcostume non importa niente a nessuno. In primis, duole dirlo, all’opinione pubblica: non vedo dibattiti infiammati sui social, né una reale percezione di che cosa sia diventata una comunità che non ha più freni inibitori nel mettere le mani addosso a medici e maestri, le due categorie davanti alle quali la generazione di mio nonno si toglieva il cappello.
Non mi interessa neanche sapere la ragione che ha spinto il padre di una bambina della materna di Taranto, richiamato alla pugna dalla moglie che stava azzuffandosi con un’altra insegnante, ad avventarsi contro il preside Marco Cesario, riducendolo come un boxeur dopo un combattimento in quindici riprese. In una società non autoritaria un preside può e deve essere criticato. Ma in una società autorevole non si dovrebbe mai varcare con tanta disinvoltura il confine che passa dalla critica alla maleducazione e dalla maleducazione alla violenza. Invece, da quando le regole sono state sostituite dalle suscettibilità, il parente di un ricoverato si sente autorizzato a gonfiare di botte una dottoressa del pronto soccorso solo perché, magari dopo dodici ore di turno, gli ha dato una risposta un po’ scortese. E il genitore di uno studente può picchiare un preside senza avvertire l’enormità del gesto, dal momento che, ai suoi occhi, chi lavora nella scuola fa un mestiere troppo antiquato e malpagato per meritarsi un minimo di rispetto.
O magari perché dopo 12 ore di attesa su un lettino (abbandonati) non si è visto neanche un medico per sbaglio. Capitato a un collega l’altro ieri
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ma se lavorano meno di 40H alla settimana e fanno 4 mesi di vacanza,
un pò di botte ed insulti li possonno ben sopportare!
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Ciao Adriano,preparati a sopportare quelle di tua moglie 😂😂😂😂
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E’ mia moglie l’insegnate, e ha capito da anni che come autodifesa è meglio non discutere coi genitori e gli ignoranti.
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E infatti lo sapevo perché lo avevi scritto in un commento. Intendevo dire che sarà lei a picchiarti e insultarti per aver scritto che gli insegnanti lavorano poco e quindi possono sopportare anche le mazzate 😂😂
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E comunque, tua moglie è saggia.
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Non sono d’accordo con nessuno dei due : i lavoratori medici, infermieri od insegnanti pagano, cioè sono vittime, esattamente come gli utenti di un sistema di gestione distorto, carente ed inefficace che riguarda la sanità pubblica e la scuola. Non sono i veri responsabili, piuttosto gli italiani hanno preferito pensare ad altro invece di difendere sanità e scuola pubblica…..C’è poi chi lavora molto meno di 40 H a settimana, con emolumenti 10 volte tanto quelli degli insegnanti, ha il vitalizio, benefit, privilegi e pensione dopo una legislatura……Aggredire i lavoratori è semplice e comodo, cambiare la gestione politica da cui poi dipendono i servizi ai cittadini richiede invece un impegno che gli italiani non si sono mai assunti, più che la violenza, condannabile sempre e per chiunque, servirebbe il cervello per definire le responsabilità e magari una sana autocritica!
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Mi sorprende trovar attenuanti per comportamenti delinquenziali.
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Questo tipo di aggressioni dovrebbero comportare l’arresto immediato e indennizzi pesantissimi stabiliti per legge, tipo “non meno di ……migliaia di €”. Vedrete che, almeno con le mani, si guarderanno bene a menare
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